ginecologia Archivi - Mariapia Di Nicola Ginecologo L'Aquila https://www.mariapiadinicola.it/tag/ginecologia/ Gravidanza - Menopausa - Pap Test - Contraccezione Thu, 15 Jan 2026 17:09:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.5 Rimozione condilomi con laser CO2 https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/15/rimozione-condilomi-con-laser-co2/ https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/15/rimozione-condilomi-con-laser-co2/#respond Thu, 15 Jan 2026 17:08:39 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2260 La rimozione dei condilomi vulvari (verruche genitali causate dal virus HPV) con il laser è una delle tecniche più precise ed efficaci. Generalmente si utilizza il laser a CO2, che agisce vaporizzando le lesioni in modo mirato. Ecco come funziona il processo, dalla preparazione alla guarigione: 1. Preparazione e Procedura Il trattamento è solitamente ambulatoriale […]

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La rimozione dei condilomi vulvari (verruche genitali causate dal virus HPV) con il laser è una delle tecniche più precise ed efficaci. Generalmente si utilizza il laser a CO2, che agisce vaporizzando le lesioni in modo mirato.

Ecco come funziona il processo, dalla preparazione alla guarigione:

1. Preparazione e Procedura

Il trattamento è solitamente ambulatoriale e dura dai 10 ai 30 minuti, a seconda del numero e della dimensione delle lesioni.

  • Anestesia: Per ridurre il fastidio, si applica una crema anestetica circa 30-40 minuti prima,
    oppure si procede con piccole iniezioni di anestetico locale.
  • Azione del Laser: Il medico passa la sonda laser sulle aree interessate. Il raggio viene
    assorbito dall’acqua contenuta nelle cellule del condiloma, che “evaporano” all’istante
    (vaporizzazione).
  • Precisione: Il laser permette di colpire solo la lesione, preservando il tessuto sano
    circostante e minimizzando il rischio di cicatrici.

2. Cosa aspettarsi durante e dopo

  • Sensazioni: Durante l’impulso potresti avvertire un lieve calore o un pizzicore
  • Post-operatorio: Nei giorni successivi è normale un leggero gonfiore, arrossamento o la formazione di piccole crosticine che cadranno da sole in 7-10 giorni.
  • Recupero: La guarigione completa del tessuto avviene solitamente in 2-4 settimane.

La preparazione per la rimozione dei condilomi con il laser non è complicata, ma seguire alcuni accorgimenti specifici può ridurre il fastidio durante la seduta e favorire una guarigione più rapida.

Ecco i passaggi principali da seguire nei giorni precedenti:

1. Preparazione dell’area (Igiene e Depilazione)

  • Depilazione: È consigliabile non radersi col rasoio nelle 48-72 ore precedenti l’intervento, poiché le micro-abrasioni della lama potrebbero favorire la diffusione del virus HPV. Se necessario, accorcia i peli con le forbici o usa un regolatore elettrico con cautela.
  • Igiene: Il giorno dell’appuntamento, effettua un’igiene accurata con un detergente delicato. Non applicare talco, profumi o lozioni nell’area vulvare.

2. Gestione del dolore (Anestesia)

Molti ginecologi suggeriscono l’uso di una crema anestetica (come la EMLA o Pliaglis).

  • Quando applicarla: Solitamente va messa circa 20-30 minuti prima dell’intervento.
  • Come: Applica uno strato generoso sulle lesioni e copri l’area con della pellicola trasparente (o usa i cerotti occlusivi forniti) per far assorbire meglio il principio attivo. Chiedi sempre conferma al tuo medico sulla tempistica esatta.

3. Cosa portare e come vestirsi

  • Abbigliamento: Indossa biancheria intima di cotone morbido (meglio se bianca e non nuova, in caso di piccole macchie di sangue o disinfettante) e pantaloni larghi o una gonna. Evita jeans stretti o leggings che potrebbero irritare la zona subito dopo il trattamento.
  • Assorbenti: Porta con te un assorbente esterno (non interno); potrebbe servire subito dopo la seduta per proteggere la biancheria da eventuali gel o liquidi lenitivi applicati dal medico.

Evitare i rapporti nei primi 7-14 gg dopo il trattamento

4. Accorgimenti medici e pratici

  • Ciclo mestruale: L’intervento non può essere eseguito durante il flusso mestruale intenso per ragioni di visibilità e igiene. Se prevedi che il ciclo coincida con l’appuntamento, contatta lo studio per spostarlo.
  • Documentazione: Porta con te gli esiti degli ultimi esami (Pap-test, test HPV o biopsie precedenti) se non sono già in possesso dello specialista.
  • Terapie in corso: Informa il medico se stai assumendo farmaci anticoagulanti o se hai allergie a anestetici locali (come la lidocaina).

Dopo il trattamento: i primi passi

Subito dopo la seduta, il medico ti prescriverà solitamente una crema cicatrizzante o spray lenitivo da applicare per 7-10 giorni. È fondamentale non grattare le crosticine che si formeranno per evitare macchie o infezioni.

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Terapie per i fibromi uterini – Radiofrequenza https://www.mariapiadinicola.it/2025/03/10/terapie-per-i-fibromi-uterini-radiofrequenza/ https://www.mariapiadinicola.it/2025/03/10/terapie-per-i-fibromi-uterini-radiofrequenza/#respond Mon, 10 Mar 2025 20:51:28 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2246 I fibromi uterini, noti anche come leiomiomi, sono tumori benigni che si sviluppano nell’utero, sebbene spesso asintomatici, possono causare sintomi fastidiosi come sanguinamento mestruale abbondante, dolore pelvico e problemi di fertilità. Fortunatamente, negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi trattamenti innovativi per i fibromi uterini: Nuove terapie farmacologiche: come gli antagonisti del GnRH: Questi farmaci […]

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I fibromi uterini, noti anche come leiomiomi, sono tumori benigni che si sviluppano nell’utero, sebbene spesso asintomatici, possono causare sintomi fastidiosi come sanguinamento mestruale abbondante, dolore pelvico e problemi di fertilità. Fortunatamente, negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi trattamenti innovativi per i fibromi uterini:

Nuove terapie farmacologiche: come gli antagonisti del GnRH: Questi farmaci agiscono bloccando la produzione di estrogeni e progesterone, ormoni che alimentano la crescita dei fibromi. Tra i più recenti, il relugolix, spesso combinato con estradiolo e noretisterone acetato per minimizzare gli effetti collaterali, rappresenta una valida opzione.

Ablazione con radiofrequenza: tecnica che utilizza energia a radiofrequenza per distruggere il tessuto fibromatoso, riducendo le dimensioni del fibroma e alleviando i sintomi.

Embolizzazione dell’arteria uterina (UAE): procedura che prevede l’iniezione di piccole particelle nelle arterie che alimentano il fibroma, bloccando l’apporto di sangue e causando la riduzione del fibroma.

Terapie ad ultrasuoni focalizzati (HIFU): tecnica che utilizza onde ultrasoniche ad alta intensità per riscaldare e distruggere il tessuto fibromatoso senza incisioni chirurgiche. La scelta del trattamento più appropriato dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione e la posizione dei fibromi, la gravità dei sintomi, il desiderio di preservare la fertilità e le preferenze personali della paziente.

L’ablazione dei fibromi con radiofrequenza è una procedura mini-invasiva che utilizza energia a radiofrequenza per distruggere il tessuto fibromatoso, riducendo le dimensioni dei fibromi e alleviando i sintomi. Un ago sottile viene inserito nel fibroma, guidato da immagini ecografiche o laparoscopiche, attraverso l’ago viene emessa energia a radiofrequenza, che genera calore e distrugge il tessuto fibromatoso. Nel tempo, il tessuto distrutto viene riassorbito dal corpo, riducendo le dimensioni del fibroma.
I vantaggi sono che la procedura è mini-invasiva: richiede piccole incisioni o nessuna incisione, riducendo il dolore e il tempo di recupero. L’ utero viene preservato ed i sintomi si riducono. Questa tecnica è indicata in caso di fibromi sintomatici, desiderio di preservare la fertilità, la presenza di fibromi di dimensioni moderate ben identificabili, in posizioni precise. La procedura è controindicata in caso di gravidanza, infezioni pelviche, fibromi molto grandi o in posizioni difficili, presenza di tumori, presenza di iud, patologie della coagulazione. Una buona valutazione preoperatoria permette di selezionare i casi che beneficeranno del trattamento.

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Endometriosi: Tra terapie attuali e sperimentazione per nuove terapie https://www.mariapiadinicola.it/2025/02/25/endometriosi-tra-terapie-attuali-e-sperimentazione-per-nuove-terapie/ https://www.mariapiadinicola.it/2025/02/25/endometriosi-tra-terapie-attuali-e-sperimentazione-per-nuove-terapie/#respond Tue, 25 Feb 2025 21:22:23 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2240 L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva in tutto il mondo. È caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale, simile a quello che riveste l’utero, al di fuori della cavità uterina, come ovaie, tube di Falloppio e peritoneo. I sintomi più comuni includono dolore pelvico cronico, dismenorrea (mestruazioni […]

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L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva in tutto il mondo. È caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale, simile a quello che riveste l’utero, al di fuori della cavità uterina, come ovaie, tube di Falloppio e peritoneo. I sintomi più comuni includono dolore pelvico cronico, dismenorrea (mestruazioni dolorose), dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) e infertilità. Le cause dell’endometriosi non sono ancora del tutto chiare, ma si ritiene che fattori genetici, immunitari e ormonali possano giocare un ruolo importante; ottenere una diagnosi di endometriosi può essere un processo lungo e difficile, con molte donne che aspettano anni e consultano diversi medici prima di ricevere una diagnosi definitiva . Questa difficoltà nella diagnosi è dovuta in parte alla mancanza di esami del sangue o di imaging facilmente accessibili ed in parte alla necessità di un intervento chirurgico per ottenere una diagnosi tissutale certa.

Le opzioni terapeutiche tradizionali per l’endometriosi includono farmaci antidolorifici, terapia ormonale (come la pillola anticoncezionale) e, sempre più di rado la chirurgia. Tuttavia, queste terapie non sono sempre efficaci, per questo motivo, la ricerca scientifica è alla continua ricerca di nuove terapie, con particolare attenzione a nuove molecole e terapie immunologiche.

Il D-Chiro-Inositolo è una molecola che può:

  • Regolare i Livelli Ormonali agendo come inibitore dell’aromatasi, riducendo i livelli di estrogeni nel corpo. Poiché l’endometriosi è spesso alimentata da alti livelli di estrogeni, questo meccanismo potrebbe essere particolarmente utile;
  • Migliorare la Fertilità: Per le donne che desiderano concepire, il D-Chiro-Inositolo ha mostrato effetti positivi nel migliorare la funzione ovarica e nella regolazione del ciclo mestruale.
  • Ridurre i Sintomi: I risultati preliminari suggeriscono che il D-Chiro-Inositolo può alleviare i sintomi dolorosi associati all’endometriosi, migliorando così la qualità della vita delle pazienti.

Gli Antagonisti del GnRH

Gli antagonisti del GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) rappresentano un’altra frontiera nel trattamento dell’endometriosi. Questi farmaci sono oggetto di studi clinici recenti che ne hanno valutato l’efficacia. I principali vantaggi includono:

  • Riduzione dei Sintomi: utilizzandoli si nota un miglioramento significativo dei sintomi dolorosi. Questo approccio mira a sopprimere la produzione di estrogeni senza gli effetti collaterali comuni degli agonisti del GnRH.
  • Maggiore Tollerabilità: Gli antagonisti del GnRH tendono ad avere un profilo di tollerabilità migliore rispetto agli agonisti. Ciò significa che le pazienti possono beneficiare della terapia con minori effetti collaterali, rendendo il trattamento più sostenibile nel lungo termine.

Nuove terapie

Oltre ai trattamenti ormonali, nuove ricerche hanno messo in luce il ruolo dell’infiammazione nell’endometriosi. Uno studio recente ha identificato il frammento C5a del sistema immunitario come un fattore chiave nell’attivazione del dolore associato all’endometriosi. Queste scoperte potrebbero aprire la strada a terapie mirate che affrontano specifiche vie infiammatorie, offrendo ulteriori opzioni per le pazienti.

  • Immunomodulatori: Modulano il sistema immunitario per ridurre l’infiammazione e la crescita delle lesioni endometriosiche. riducendo il dolore, l’infiammazione e la progressione della malattia.
  • Agenti antiangiogenici: Inibiscono la formazione di nuovi vasi sanguigni, limitando la crescita delle lesioni endometriosiche.
  • Agenti antifibrotici: riducono la formazione di tessuto cicatriziale, che può causare dolore e infertilità.
  • Nanotecnologia: delle nanoparticelle di ossido di ferro vengono utilizzate per individuare e rimuovere le lesioni endometriosiche senza chirurgia invasiva. La strada verso una cura definitiva è ancora lunga, ma i progressi attuali offrono motivazioni incoraggianti per il futuro della terapia dell’endometriosi

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