prurito Archivi - Mariapia Di Nicola Ginecologo L'Aquila https://www.mariapiadinicola.it/tag/prurito/ Gravidanza - Menopausa - Pap Test - Contraccezione Wed, 19 Oct 2022 08:39:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 Ossigenoterapia e Lichen Scleroatrofico https://www.mariapiadinicola.it/2022/10/19/ossigenoterapia-e-lichen-scleroatrofico/ https://www.mariapiadinicola.it/2022/10/19/ossigenoterapia-e-lichen-scleroatrofico/#respond Wed, 19 Oct 2022 08:36:29 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2138 L’ossigenoterapia ha effetti positivi sul trattamento del lichen scleroatrofico nell’84% dei casi trattati; aumentando la disponibilità di ossigeno nei tessuti se ne favorisce la rigenerazione sostituendo così il collagene danneggiato ed anelastico con quello nuovo. In aggiunta promuove la produzione di Vascular Endotelial Grow Factor, un fattore che stimola la formazione di nuovi vasi che […]

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L’ossigenoterapia ha effetti positivi sul trattamento del lichen scleroatrofico nell’84% dei casi trattati; aumentando la disponibilità di ossigeno nei tessuti se ne favorisce la rigenerazione sostituendo così il collagene danneggiato ed anelastico con quello nuovo. In aggiunta promuove la produzione di Vascular Endotelial Grow Factor, un fattore che stimola la formazione di nuovi vasi che ovviamente ossigena meglio il tessuto innescando cosi un circolo virtuoso.
L’ossigeno si è dimostrato una terapia efficace in molte patologie infiammatorie come la psoriasi, le dermatosi e l’acne.

Cerchiamo di capire però cos’è il lichen scleroatrofico.

ll lichen sclerosus vulvare è una patologia epiteliale cronica, progressiva, infiammatoria, non neoplastica. Colpisce le aree genitali labiale, perineale e perianale e si manifesta come un’area a chiazze, sottile, luccicante, di colore bianco avorio. Nel 20% dei pazienti sono coinvolte altre aree come la parte superiore del tronco, le ascelle, i glutei e l’interno della coscia.
L’esame obiettivo può rivelare una vulva dolente, luminosa e rossa nei casi iniziali. In alcuni casi possono essere presenti anche bolle emorragiche, che possono essere confuse con altre malattie ulcerative vulvari. Con il tempo, la vulva diventa pallida con alterazioni atrofiche che portano alla perdita delle piccole labbra, l’incappucciamento del clitoride, la riduzione dell’introito vaginale e aderenze della forchetta.
Il coinvolgimento perianale può portare alla classica forma a “figura di otto” della lesione.
Il sintomo principale della patologia è il prurito ed è quello che bisogna gestire per evitare che il grattamento cronico peggiori le lesioni.
L’eziologia del lichen scleroso rimane sconosciuta, ma sono stati studiati diversi meccanismi per questa malattia non contagiosa.
Gli studi suggeriscono un’origine multifattoriale per quanto riguarda l’eziologia, compreso un background genetico, autoimmune, ormonale, locale ed infettivo.

Sebbene l’esatta prevalenza del lichen non sia nota, il tasso istologicamente provato è di circa 1,7%.
Il 54% di queste donne era in post menopausa (età media 52,6 anni).
La prevalenza è probabilmente sottostimata poiché un terzo dei casi è asintomatico.
La presentazione è bimodale: nelle ragazze in età prepuberale (età media: 7,6 anni) e l’altra nelle donne in peri e post menopausa (età media: 52,6 anni).
Tuttavia, molti casi si presentano anche durante gli anni riproduttivi. In menopausa si manifesta in una donna su 30.

Non essendo conosciuta la causa, le terapie al momento sono sintomatiche e consistono in terapie mediche (corticosteroidi, emolienti, immunomodulanti, retionidi, etc.) e fisiche (Laser CO2 frazionato, -yag laser, fototerapia) ed infine iniettive con acido ialuronico o sostanze rigenerative (gel piastrinico). L’ossigenoterapia è una nuova opportunità terapeutica per una patologia cronica.

1. Etiology, Clinical Features, and Diagnosis of Vulvar Lichen Sclerosus: A Scoping Review Nilanchali Singh and Prafull Ghatage Obstetrics and Gynecology International Vol. 2020
2. Lichen sclerosus: treatment with oxygen therapy and hialuronic acid. Pelviperineologia Volume 40 – N.3 Settembre 2021 E.Bertozzi, F. Garoia (Università degli Studi di Parma)
3. Vulvar Lichen Sclerosus from Pathophysiology to Therapeutic Approaches: Evidence and Prospects Biomedicines. Luglio 2021 – M. Corazza, N. Schettini, P. Zedde and A. Borghi

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Vulvodinia ed Ossigenoterapia https://www.mariapiadinicola.it/2022/09/26/vulvodinia-ed-ossigenoterapia/ https://www.mariapiadinicola.it/2022/09/26/vulvodinia-ed-ossigenoterapia/#comments Mon, 26 Sep 2022 08:57:41 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2117 La vulvodinia è una patologia ancora poco conosciuta che secondo alcune stime colpice il 16% delle donne tra i 16 ed i 65 anni di età (Murina-Graziottin 2011). La vestibolodinia è una forma localizzata di vulvodinia consistente in un’infiammazione cronica del vestibolo senza una causa apparente: è presente il sintomo del bruciore inspiegabile e cronico […]

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La vulvodinia è una patologia ancora poco conosciuta che secondo alcune stime colpice il 16% delle donne tra i 16 ed i 65 anni di età (Murina-Graziottin 2011).
La vestibolodinia è una forma localizzata di vulvodinia consistente in un’infiammazione cronica del vestibolo senza una causa apparente: è presente il sintomo del bruciore inspiegabile e cronico associato, in alcuni casi, a prurito o “punture di spillo” ma non è presente arrossamento della mucosa.
Questi sono i sintomi più frequenti ma alcune donne hanno riportato una sensazione di taglietti, di secchezza, di gonfiore, di abrasione: in sintesi un’ ipersensibilità della mucosa che circonda l’introito vaginale, il vestibolo per l’appunto. Bornstein dimostò la presenza di un alto numero di mastociti attivi nelle mucose affette da vulvodinia.
La vestibolodinia può essere sia spontanea (insorge cioè senza sollecitazioni) che provocata (stimolata dal contatto con la zona sensibilizzata).
​Questa è una diagnosi di esclusione, significa che viene data quando non sono riscontrabili altre cause.

Infiammazioni ripetute da candida o batteriche, terapie continue con ovuli e/o lavande, traumi ripetuti da abbigliamento troppo stretto, secchezza durante i rapporti sessuali, sport come lo spinning o l’equitazione sono tutte possibili cause che attivano l’infiammazione trasformando il dolore nocicettivo (da una causa meccanica) in uno neuropatico (da attivazione delle terminazioni nervose).

L’ossigenoterapia può essere una buona soluzione per il controllo della sintomatologia dolorosa della vestibolodinia: ha un’effetto antibatterico, rigenerativo e biostimolante: aumenta la disponibilità di ossigeno ai tessuti aumentando i processi di riparazione e la sintesi di collagene.
Nei tessuti con bassi livelli di ossigeno il collagene non viene prodotto in maniera ottimale favorendo la formazioni di ulcerazioni ed infiammazioni. L’ossigeno inoltre, attraverso il rilascio del vascualr endotelial grow factor, stimola una neoangiogenesi.
La terapia consiste in un’applicazione di ossigeno per 10 minuti + collagene per altri 5 minuti. L’applicazione è settimanale e viene ripetuta per cinque settimane. Il trattamento è indolore e ripetibile.

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Ureaplasma e infertilità https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/21/infezione-da-ureaplasma-causa-di-infertilita-sintomi-e-cure/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/21/infezione-da-ureaplasma-causa-di-infertilita-sintomi-e-cure/#respond Sat, 21 Aug 2021 10:29:39 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1875 L’ureaplasma è uno tra i più piccoli batteri esistenti al mondo, visibile solamente al microscopio, e può replicarsi nel tratto respiratorio ed urogenitale degli organismi umani. L’ureaplasma è stato spesso considerato uno dei batteri costituente il microbioma vaginale ma, nonostante viva in equilibrio con i nostri tessuti, capita che venga associato ad una serie di […]

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L’ureaplasma è uno tra i più piccoli batteri esistenti al mondo, visibile solamente al microscopio, e può replicarsi nel tratto respiratorio ed urogenitale degli organismi umani.

L’ureaplasma è stato spesso considerato uno dei batteri costituente il microbioma vaginale ma, nonostante viva in equilibrio con i nostri tessuti, capita che venga associato ad una serie di problematiche quando questo equilibrio si rompe. Un rapporto diretto di causa-effetto ancora non è stato definito.

COME SI TRASMETTE L’ UREAPLASMA?

Il batterio viene trasmesso per via sessuale oppure dalla madre al bambino ma solitamente, in questi casi, viene eliminato nel giro di qualche settimana. Nelle persone immuno-compromesse può svilupparsi più velocemente e con sintomi più accentuati.

SINTOMI DELL’ INFEZIONE

In molti casi l’infezione da ureaplasma è asintomatica. In altri può manifestarsi con:

  • Fastidi durante la minzione
  • Pruriti e bruciori vaginali
  • Dolore pelvico
  • Perdite vaginali
  • Cattivo odore

In gravidanza, come ogni altra infezione, deve essere trattata perché potrebbe contribuire ad una
rottura prematura delle membrane, fermo restando che non è stato individuato tra i fattori causali
del parto pretermine.

COME SI CURA?

Quella da ureaplasma è un’ infezione facilmente curabile con una terapia antibiotica. A volte si trovano forme particolarmente resistenti che necessitano di più cicli di terapia.

L’ UREAPLASMA CAUSA INFERTILITA’?

Nel rispondere a questa domanda differenzierei gli effetti sulla fertilità maschile da quelli sulla fertilità femminile.
Nelle donne l’infezione da Ureaplasma sembrebbe essere coinvolta in un’alterazione della funzionalità turbarica. Le donne infertili presentano spesso un’infezione da ureaplasma asintomatica o subclinca (R.Piscopo et Al.JABA Assist Reprod 2020).

In una Meta-analisi di Caifeng Ma del 2021 la coinfezione da Ureaplasma e Mychoplasma Hominis sarebbe il reale fattore di rischio per l’infertilità più che la singola infezione da Ureaplsma.
Negli uomini l’infezione da ureaplasma sembra avere un impatto negativo sulla concentrazione e la morfologia degli spermatozoi come hanno concluso Linda Farhani ed Al. in una Meta analisi del 2021, sempre nella stessa meta-analisi hanno valutato esserci una maggiore prevalenza di infezioni da ureaplasma negli uomini infertili.

In sintesi l’infezione da Ureaplasma va indagata nei casi di infertilità sia negli uomini che nelle
donne, va trattata quando la si rileva mediante tamponi vaginali ma, al momento, non abbiamo
indicazioni per fare uno screening su larga scala per cercarla nelle giovani donne.

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Prurito intimo https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/21/prurito-intimo/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/21/prurito-intimo/#respond Mon, 21 Jun 2021 18:17:31 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1834 Il prurito intimo è il sintomo che più frequentemente porta le donne a consultare lo specialista per una terapia. Si tratta di una fastidiosa irritazione che può interessare la vulva (la parte esterna dei genitali), la vagina oppure la zona intorno all’ano. Si può manifestare con un vero e proprio prurito ma anche come bruciore, […]

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Il prurito intimo è il sintomo che più frequentemente porta le donne a consultare lo specialista per una terapia.
Si tratta di una fastidiosa irritazione che può interessare la vulva (la parte esterna dei genitali), la vagina oppure la zona intorno all’ano.

Si può manifestare con un vero e proprio prurito ma anche come bruciore, formicolio, dolore.
Il prurito vulvare è un sintomo spesso complesso di eziologia multifattoriale, che può richiede un approccio multidisciplinare per il suo trattamento(ginecologi, dermatologi, infettivologi, psicoterapeuti, fisioterapisti e specialisti in medicina sessuale).

Nel 2020 una rewiew tedesca di Woelber et Al. Ha cercato di classificare il prurito vulvare e le
relative terapie.
Nei numerosi articoli analizzati è emerso che circa il 75% della popolazione tedesca avrà un
episodio di candida nella propria vita e che dal 6 al 7% di queste donne avrà poi una
cronicizzazione.

La candida infatti è la causa principale del prurito intimo… ma non l’unica:

  1. Le infezioni sono le più frequenti, dalle malattie sessualmente (herpes, chlamydia, ureaplsma, trichomonas) trasmesse ad infezioni da candida o altri batteri
  2. Il diabete
  3. La carenza di estrogeni
  4. La psoriasi
  5. Una dermatite
  6. Allergia al lattice (preservativo-guanti)
  7. Il lichen
  8. La menopausa
  9. La gravidanza
  10. Gli ossiuri
  11. Le allergie
  12. Uno stile alimentare non corretto
  13. La sindrome di Sijogren

La terapia dipende dalla causa. In caso di una vulvite da candida sarà opportuno utilizzare una crema antimicotica, in caso di un lichen ne servirà una idratante, in gravidanza basterà un detergente adeguato… in sintesi i pruriti non sono tutti uguali ed utilizzare farmaci da banco a casaccio per trattarli può peggiorare la sintomatologia qualora, una zona già infiammata, si sensibilizzi ai prodotti usati.

Il prurito può essere controllato in attesa di una diagnosi utilizzando dei gel o delle creme
contenenti degli anestetici locali oppure dei detergenti adatti o ancora dei prodotti contenenti
sostanze emollienti e antiinfiammatorie come malva, la camomilla, l’amido di riso, l’aloe, la
calendula.

In ogni caso alcune modificazioni nello stile di vita possono aiutare a prevenirlo, dall’evitare
indumenti molto stretti o salvaslip utilizzati quotidianamente fino al correggere l’alimentazione
evitando cibi ricchi di zuccheri.

La biancheria intima di cotone dovrebbe essere privilegiata rispetto a quella sintetica.
La raccomandazione principale è consultare un medico di fiducia per capire insieme quale sia la
strada migliore per eliminare il prurito.

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Estate e Vaginiti https://www.mariapiadinicola.it/2017/07/27/estate-e-vaginiti/ https://www.mariapiadinicola.it/2017/07/27/estate-e-vaginiti/#respond Thu, 27 Jul 2017 13:20:50 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=479 Molte donne accusano, specialmente in estate, prurito, bruciore, dolore e perdite causate da un’infezione vaginale. La vaginite può essere causata da diversi organismi molti dei quali sono presenti anche nella vagina sana. Uno dei più comuni è il fungo Candida albicans. Vediamo di scoprire qualcosa in più di questa fastidiosa condizio Cos’è la vaginite? La […]

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Molte donne accusano, specialmente in estate, prurito, bruciore, dolore e perdite causate da un’infezione vaginale. La vaginite può essere causata da diversi organismi molti dei quali sono presenti anche nella vagina sana. Uno dei più comuni è il fungo Candida albicans. Vediamo di scoprire qualcosa in più di questa fastidiosa condizio

Cos’è la vaginite? La vaginite è un’infiammazione acuta o cronica caratterizzata da prurito, perdite dense che odorano di pane lievitato, rossore, bruciore intenso e cattivo odore. La vaginite è un segnale che il corpo è fuori equilibrio.


La Candida al
bicans, per esempio, cresce naturalmente in una vagina sana, il cui ambiente leggermente acidulo impedisce ad essa e ad altri microrganismi patogeni di moltiplicarsi così velocemente da causare un’infezione. Una varietà di fattori possono agire sul corpo ed alterare il pH della vagina così da permettere ad uno o più microrganismi di crescere incontrollati.

ne. Quali sono i fattori scatenanti? Molte donne riconoscono di essere più vulnerabili al disagio al presentarsi di queste condizioni:

– Gravidanza. I cambiamenti degli ormoni associati alla gestazione alterano il pH della vagina (di norma 4-4,5) e aumentano la produzione dei
carboidrati (glicogeno), che provvedono ad alimentare gli organismo dell’infezione.

– Mestruazioni. Alcune donne manifestano i sintomi prima o appena finito il periodo mestruale.

– Menopausa. I bassi livelli di estrogeni possono causare secchezza vaginale ed assottigliamento delle mucose che le rivestono. Questi fattori possono causare o peggiorare prurito genitale e bruciore.

– Antibiotici. La Candida vive in una vagina sana in armonia con altri microrganismi,specialmente lattobacilli. La tetraciclina, l’ampicillina e altri antibiotici uccidono i lattobacilli e permettono al fungo di moltiplicarsi.

-Diabete e dieta alta in zuccheri. Il sangue con alto contenuto di zucchero può cambiare il pH della vagina e contribuire alla vaginite.

– Periodo di stress. Pur non essendo ancora chiaro il legame tra stress e vaginite, molte donne notano un aumento dell’infezione durante un periodo molto stressante.

– Cattive abitudini. L’ utilizzo di detergenti intimi neutri (con pH7), di indumenti troppo stretti o in tessuto sintetico, uso scorretto degli assorbenti interni.

– Rapporti sessuali. Lo sperma innalza il pH della vagina; inoltre, il rapporto non protetto può essere fonte di contagio con agenti patogeni esogeni infettivi.

Quante tipologie di vaginiti esistono? Oltre alle vaginiti micotiche (Candida), curabili con ovuli e creme, esistono anche le vaginiti batteriche, quelle da Trichomonas e quelle allergiche. Nei casi in cui la perdita è abbondante senza irritazioni e si percepisce un odore di pesce marcio, particolarmente dopo il rapporto sessuale, potrebbe trattarsi di un’infezione da batteri (Gardnerella Vaginalis, Mycoplasma, Bacteroides, Mobiluncus); in questo caso c’è bisogno di un trattamento antibiotico. Se le perdite hanno un odore molto forte e un colore giallastro e schiumoso, invece, ci si potrebbe trovare di fronte ad un’infezione da trichomonas; anche in questo caso viene prescritta una terapia antibiotica. Infine, ci si potrebbe trovare di fronte ad una reazione allergica, causata dal contatto con deodoranti, saponi, carta igienica profumata, lubrificanti, preservativi, o ancora da alcuni componenti di lavande vaginali, di ovuli o di creme. In tutti i casi, deve essere il ginecologo a diagnosticare la vaginite e prescrivere la cura più adatta.

La vaginite in estate.

Ai microrganismi piace un ambiente caldo, umido, con poco o niente ossigeno. Per negare loro la possibilità di crescere, è bene asciugare molto bene la vagina appena finito il bagno o la doccia. Inoltre è preferibile evitare di indossare indumenti stretti che trattengono il calore e l’umidità e non restare con il costume da bagno umido per lungo tempo. Al fine di prevenire l’insorgenza della vaginite è bene, poi, scegliere vestiti ampi e slip di cotone (invece di tessuti sintetici); il cotone, infatti, aumenta il flusso d’aria e diminuisce l’accumulo di umidità. Infine, sono da abolire i salvaslip, mentre gli assorbenti interni devono tassativamente essere cambiati spesso (ogni 2-3 ore).

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