News & Eventi Archivi - Mariapia Di Nicola Ginecologo L'Aquila https://www.mariapiadinicola.it/category/news-eventi/ Gravidanza - Menopausa - Pap Test - Contraccezione Fri, 30 Jan 2026 11:48:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 Guida agli Screening Femminili: Calendario e Controlli Essenziali per Ogni Età https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/28/guida-agli-screening-femminili-calendario-e-controlli-essenziali-per-ogni-eta/ https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/28/guida-agli-screening-femminili-calendario-e-controlli-essenziali-per-ogni-eta/#respond Wed, 28 Jan 2026 21:35:23 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2264 Prendersi cura della propria salute non significa solo curarsi quando si sta male, ma giocare d’anticipo. Per la donna, la prevenzione si articola in una serie di appuntamenti ciclici che variano a seconda dell’età e della storia clinica. Ecco una guida pratica agli screening essenziali, con le tempistiche e le modalità previste dai protocolli sanitari […]

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Prendersi cura della propria salute non significa solo curarsi quando si sta male, ma giocare d’anticipo. Per la donna, la prevenzione si articola in una serie di appuntamenti ciclici che variano a seconda dell’età e della storia clinica.
Ecco una guida pratica agli screening essenziali, con le tempistiche e le modalità previste dai protocolli sanitari standard.

1. Prevenzione del Tumore del Collo dell’Utero

Questo è uno degli screening più efficaci perché permette di individuare lesioni pre-cancerose anni prima che diventino pericolose. Pap-test (dai 25 ai 30 anni): Si esegue ogni 3 anni. Consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero per analizzarle al microscopio. HPV DNA Test (dai 30-35 ai 64 anni): È diventato il test di riferimento per questa fascia d’età. Si esegue ogni 5 anni. Cerca direttamente la presenza del DNA del Papilloma Virus umano.

2. Prevenzione del Tumore al Seno

La diagnosi precoce è fondamentale: individuare un nodulo quando è ancora molto piccolo aumenta drasticamente le probabilità di guarigione completa. Ecografia Mammaria (dai 25v-40 anni): Consigliata una volta all’anno, specialmente per le donne giovani con tessuto mammario denso. Mammografia (dai 50 ai 69-74 anni): È lo screening senologico per eccellenza offerto dal Sistema Sanitario Nazionale. Si esegue ogni 2 anni.
Nota: Se hai familiarità per tumore al seno, il medico potrebbe consigliarti di iniziare la mammografia già a 40 anni.

3. Prevenzione del Tumore al Colon-Retto

Sebbene spesso associato agli uomini, questo tumore colpisce moltissimo anche le donne, soprattutto dopo la menopausa. Ricerca del Sangue Occulto nelle Feci (SOF): Si esegue ogni 2 anni nella fascia d’età tra i 50 e i 69-74 anni. Come funziona: Si raccoglie un piccolo campione di feci a casa tramite un kit apposito. Se il test è positivo (presenza di tracce di sangue non visibili a occhio nudo), viene generalmente prescritta una colonscopia di approfondimento.

4. Salute Ossea e Cardiovascolare

Con l’arrivo della menopausa, il calo degli estrogeni espone la donna a nuovi rischi. MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata): Valuta la densità delle ossa per prevenire l’osteoporosi. Solitamente si esegue dopo l’inizio della menopausa o in presenza di fattori di rischio, con cadenza decisa dal medico (spesso ogni 2-3 anni).
Controllo del Profilo Lipidico e Glicemico: Esami del sangue per monitorare colesterolo e zuccheri, da intensificare dopo i 50 anni per prevenire rischi cardiaci.

📥Scarica la Guida PDF agli Screening Femminili: 👉Clicca qui

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Rimozione condilomi con laser CO2 https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/15/rimozione-condilomi-con-laser-co2/ https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/15/rimozione-condilomi-con-laser-co2/#respond Thu, 15 Jan 2026 17:08:39 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2260 La rimozione dei condilomi vulvari (verruche genitali causate dal virus HPV) con il laser è una delle tecniche più precise ed efficaci. Generalmente si utilizza il laser a CO2, che agisce vaporizzando le lesioni in modo mirato. Ecco come funziona il processo, dalla preparazione alla guarigione: 1. Preparazione e Procedura Il trattamento è solitamente ambulatoriale […]

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La rimozione dei condilomi vulvari (verruche genitali causate dal virus HPV) con il laser è una delle tecniche più precise ed efficaci. Generalmente si utilizza il laser a CO2, che agisce vaporizzando le lesioni in modo mirato.

Ecco come funziona il processo, dalla preparazione alla guarigione:

1. Preparazione e Procedura

Il trattamento è solitamente ambulatoriale e dura dai 10 ai 30 minuti, a seconda del numero e della dimensione delle lesioni.

  • Anestesia: Per ridurre il fastidio, si applica una crema anestetica circa 30-40 minuti prima,
    oppure si procede con piccole iniezioni di anestetico locale.
  • Azione del Laser: Il medico passa la sonda laser sulle aree interessate. Il raggio viene
    assorbito dall’acqua contenuta nelle cellule del condiloma, che “evaporano” all’istante
    (vaporizzazione).
  • Precisione: Il laser permette di colpire solo la lesione, preservando il tessuto sano
    circostante e minimizzando il rischio di cicatrici.

2. Cosa aspettarsi durante e dopo

  • Sensazioni: Durante l’impulso potresti avvertire un lieve calore o un pizzicore
  • Post-operatorio: Nei giorni successivi è normale un leggero gonfiore, arrossamento o la formazione di piccole crosticine che cadranno da sole in 7-10 giorni.
  • Recupero: La guarigione completa del tessuto avviene solitamente in 2-4 settimane.

La preparazione per la rimozione dei condilomi con il laser non è complicata, ma seguire alcuni accorgimenti specifici può ridurre il fastidio durante la seduta e favorire una guarigione più rapida.

Ecco i passaggi principali da seguire nei giorni precedenti:

1. Preparazione dell’area (Igiene e Depilazione)

  • Depilazione: È consigliabile non radersi col rasoio nelle 48-72 ore precedenti l’intervento, poiché le micro-abrasioni della lama potrebbero favorire la diffusione del virus HPV. Se necessario, accorcia i peli con le forbici o usa un regolatore elettrico con cautela.
  • Igiene: Il giorno dell’appuntamento, effettua un’igiene accurata con un detergente delicato. Non applicare talco, profumi o lozioni nell’area vulvare.

2. Gestione del dolore (Anestesia)

Molti ginecologi suggeriscono l’uso di una crema anestetica (come la EMLA o Pliaglis).

  • Quando applicarla: Solitamente va messa circa 20-30 minuti prima dell’intervento.
  • Come: Applica uno strato generoso sulle lesioni e copri l’area con della pellicola trasparente (o usa i cerotti occlusivi forniti) per far assorbire meglio il principio attivo. Chiedi sempre conferma al tuo medico sulla tempistica esatta.

3. Cosa portare e come vestirsi

  • Abbigliamento: Indossa biancheria intima di cotone morbido (meglio se bianca e non nuova, in caso di piccole macchie di sangue o disinfettante) e pantaloni larghi o una gonna. Evita jeans stretti o leggings che potrebbero irritare la zona subito dopo il trattamento.
  • Assorbenti: Porta con te un assorbente esterno (non interno); potrebbe servire subito dopo la seduta per proteggere la biancheria da eventuali gel o liquidi lenitivi applicati dal medico.

Evitare i rapporti nei primi 7-14 gg dopo il trattamento

4. Accorgimenti medici e pratici

  • Ciclo mestruale: L’intervento non può essere eseguito durante il flusso mestruale intenso per ragioni di visibilità e igiene. Se prevedi che il ciclo coincida con l’appuntamento, contatta lo studio per spostarlo.
  • Documentazione: Porta con te gli esiti degli ultimi esami (Pap-test, test HPV o biopsie precedenti) se non sono già in possesso dello specialista.
  • Terapie in corso: Informa il medico se stai assumendo farmaci anticoagulanti o se hai allergie a anestetici locali (come la lidocaina).

Dopo il trattamento: i primi passi

Subito dopo la seduta, il medico ti prescriverà solitamente una crema cicatrizzante o spray lenitivo da applicare per 7-10 giorni. È fondamentale non grattare le crosticine che si formeranno per evitare macchie o infezioni.

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Sbloccare il Vantaggio Competitivo: Una Nuova Strategia per la Salute dell’Atleta Femminile nel Rugby https://www.mariapiadinicola.it/2025/11/27/sbloccare-il-vantaggio-competitivo-una-nuova-strategia-per-la-salute-dellatleta-femminile-nel-rugby/ https://www.mariapiadinicola.it/2025/11/27/sbloccare-il-vantaggio-competitivo-una-nuova-strategia-per-la-salute-dellatleta-femminile-nel-rugby/#respond Thu, 27 Nov 2025 09:09:49 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2252 Il rugby femminile sta vivendo una crescita inarrestabile in termini di partecipazione, professionalità e visibilità. Tuttavia, per sostenere questa evoluzione e puntare all’eccellenza, è indispensabile che i metodi di supporto cambino. Per troppo tempo, gli allenamenti sono stati basati su modelli maschili, ignorando la fisiologia unica e ciclica delle atlete. Ignorare queste differenze non è […]

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Il rugby femminile sta vivendo una crescita inarrestabile in termini di partecipazione, professionalità e visibilità. Tuttavia, per sostenere questa evoluzione e puntare all’eccellenza, è indispensabile che i metodi di supporto cambino. Per troppo tempo, gli allenamenti sono stati basati su modelli maschili, ignorando la fisiologia unica e ciclica delle atlete. Ignorare queste differenze non è solo inadeguato, ma rappresenta una vera e propria perdita di potenziale. Comprendere e gestire questi aspetti è il nostro prossimo, fondamentale, vantaggio competitivo.

La Fisiologia Unica: Non “Uomini più Piccoli”

Mentre gli atleti maschi hanno ormoni tonici e una risposta neuromuscolare più lineare, le donne hanno una fisiologia fasica e ciclica. La performance di un’atleta è intrinsecamente legata alle fluttuazioni ormonali del suo ciclo mestruale. Questo è un fattore fisiologico da gestire, non una debolezza.

  • Fase Follicolare: Con l’aumento graduale degli Estrogeni (E), c’è una maggiore energia e un tono muscolare più reattivo. Questo è un ottimo periodo per carichi esplosivi.
  • Ovulazione: Con il picco di Estrogeni, i tessuti diventano più elastici, ma le articolazioni sono “più lente” a stabilizzare. Questo aumenta il rischio di infortuni al legamento crociato anteriore (LCA).
  • Fase Luteale: Il Progesterone (P) aumenta. Si possono riscontrare sonno disturbato, ritenzione idrica e minor tolleranza allo sforzo ad alta intensità.
  • Fase Mestruale: Dolore e perdita di sangue possono portare a una maggiore percezione di fatica e, potenzialmente, a una minor esplosività.

Dal Rischio alla Resilienza: Infortuni e RED-S

Il Rischio di Infortuni

Le atlete hanno un rischio di lesione al LCA da 2 a 5 volte maggiore.

  • Le fluttuazioni ormonali (Estrogeni, Relaxina) possono aumentare la lassità legamentosa, riducendo la stabilità del ginocchio.
  • Fattori di rischio includono la debolezza dei muscoli adduttori dell’anca e asimmetrie di forza significative tra gli arti (>10-15%).
  • L’uso di Contraccettivi Orali (CO), stabilizzando gli ormoni, è associato a una riduzione del rischio di successivi infortuni agli arti inferiori (RR = 0.51).

La Sindrome RED-S

La Deficit Energetico Relativo nello Sport (RED-S) si verifica quando l’apporto energetico non copre i costi dell’allenamento e le funzioni corporee di base. L’irregolarità o l’assenza del ciclo (amenorrea) in atlete senza CO è un segnale d’allarme primario di bassa disponibilità energetica. Questo squilibrio innesca una reazione a catena che porta a:

  •  Alterazioni Ormonali
  •  Disfunzione Mestruale
  •  Compromissione della Salute Ossea (Rischio Fratture da Stress)
  •  Calo della Performance e Aumento del Rischio Infortuni

La Strategia Vincente: Un Nuovo Playbook

Per colmare il “sex data gap”, proponiamo un approccio integrato basato su tre pilastri:

1. Fisiologia: Padroneggiare il Proprio Ciclo

Lo strumento chiave è il Monitoraggio. Non serve per giustificare una performance debole, ma per:

  • Aumentare la Consapevolezza: Riconoscere i propri pattern di sintomi fisici e psicologici.
  •  Migliorare la Gestione: Adottare strategie (nutrizione, sonno) nei giorni critici.
  •  Facilitare la Comunicazione: Fornire dati oggettivi per il dialogo con lo staff.

L’obiettivo è modulare il carico in risposta ai sintomi individuali riportati, non stravolgere l’allenamento in base alla fase.

2. Resilienza: Atlete più Forti

Questo pilastro si concentra sulla prevenzione degli infortuni e sul contrasto alla RED-S attraverso:

  • Strength & Conditioning (S&C) mirato: Per correggere debolezze e asimmetrie.
  •  Nutrizione mirata: Per garantire una disponibilità energetica ottimale.

3. Cultura: Abbattere i Tabù

È fondamentale creare un ambiente di supporto, comunicazione aperta ed empatia.

  • Storicamente c’è stata una “cultura del silenzio”.
  •  L’85.7% delle atlete percepisce un impatto psicologico negativo del ciclo (ansia, stress, calo di concentrazione).
  •  Molte sentono il bisogno di “sentirsi bene per giocare bene”. Normalizzare la conversazione aiuta a creare supporto e comprensione nel team.

L’Investimento più Intelligente

Investire nella salute specifica delle atlete non è un costo, ma l’investimento più intelligente. Ci permette di garantire carriere più lunghe, performance più elevate e un dominio sostenibile nel rugby mondiale. Il futuro è adesso. Costruiamo insieme la squadra femminile più preparata, resiliente e supportata al mondo.

📥 Scarica la presentazione in PDF

La presentazione “Performance e Salute nell’Atletica Femminile”, utilizzata durante l’incontro pubblico del 29 novembre a L’Aquila, organizzato dalla Federazione Italiana Rugby (FIR) – Comitato Regionale Abruzzo. Un approfondimento basato su evidenze scientifiche su fisiologia femminile, prevenzione infortuni e sviluppo delle atlete.

👉 Scarica la presentazione in formato PDF

Fonti e Riferimenti Scientifici
  • Almousa et al. (S. Almousa, R. Mullen, K. Williams, M. Bourne) | 2023 / 2024 | Identification of potential risk factors for lower limb injuries in female team-sport athletes: a prospective cohort study. |
  • Hayward et al. (E. Hayward, L. Akam, D. Hunter, S. Mastana) | 2024 | Role of the Menstrual Cycle on Performance and Injury Risk: A Survey of Female Professional Rugby Players in the United Kingdom. |
  • Findlay et al. (R.J. Findlay, E.H.R. Macrae, I.Y. Whyte, et al.) | 2020 | How the menstrual cycle and menstruation affect sporting performance: experiences and perceptions of elite female rugby players. |
  • Verrier et al. (A. Verrier, C.J. Knight, N. Brown) | 2024 | Perceptions of menstrual cycle tracking among elite rugby players. |
  • 4Endurance Italia | Riferimento interno/Linee guida sulla Disponibilità Energetica Ottimale e RED-S. |
  • Fonte generica | Lesione del Legamento Crociato Anteriore (LCA): studio sull’influenza ormonale. |

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Terapie per i fibromi uterini – Radiofrequenza https://www.mariapiadinicola.it/2025/03/10/terapie-per-i-fibromi-uterini-radiofrequenza/ https://www.mariapiadinicola.it/2025/03/10/terapie-per-i-fibromi-uterini-radiofrequenza/#respond Mon, 10 Mar 2025 20:51:28 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2246 I fibromi uterini, noti anche come leiomiomi, sono tumori benigni che si sviluppano nell’utero, sebbene spesso asintomatici, possono causare sintomi fastidiosi come sanguinamento mestruale abbondante, dolore pelvico e problemi di fertilità. Fortunatamente, negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi trattamenti innovativi per i fibromi uterini: Nuove terapie farmacologiche: come gli antagonisti del GnRH: Questi farmaci […]

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I fibromi uterini, noti anche come leiomiomi, sono tumori benigni che si sviluppano nell’utero, sebbene spesso asintomatici, possono causare sintomi fastidiosi come sanguinamento mestruale abbondante, dolore pelvico e problemi di fertilità. Fortunatamente, negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi trattamenti innovativi per i fibromi uterini:

Nuove terapie farmacologiche: come gli antagonisti del GnRH: Questi farmaci agiscono bloccando la produzione di estrogeni e progesterone, ormoni che alimentano la crescita dei fibromi. Tra i più recenti, il relugolix, spesso combinato con estradiolo e noretisterone acetato per minimizzare gli effetti collaterali, rappresenta una valida opzione.

Ablazione con radiofrequenza: tecnica che utilizza energia a radiofrequenza per distruggere il tessuto fibromatoso, riducendo le dimensioni del fibroma e alleviando i sintomi.

Embolizzazione dell’arteria uterina (UAE): procedura che prevede l’iniezione di piccole particelle nelle arterie che alimentano il fibroma, bloccando l’apporto di sangue e causando la riduzione del fibroma.

Terapie ad ultrasuoni focalizzati (HIFU): tecnica che utilizza onde ultrasoniche ad alta intensità per riscaldare e distruggere il tessuto fibromatoso senza incisioni chirurgiche. La scelta del trattamento più appropriato dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione e la posizione dei fibromi, la gravità dei sintomi, il desiderio di preservare la fertilità e le preferenze personali della paziente.

L’ablazione dei fibromi con radiofrequenza è una procedura mini-invasiva che utilizza energia a radiofrequenza per distruggere il tessuto fibromatoso, riducendo le dimensioni dei fibromi e alleviando i sintomi. Un ago sottile viene inserito nel fibroma, guidato da immagini ecografiche o laparoscopiche, attraverso l’ago viene emessa energia a radiofrequenza, che genera calore e distrugge il tessuto fibromatoso. Nel tempo, il tessuto distrutto viene riassorbito dal corpo, riducendo le dimensioni del fibroma.
I vantaggi sono che la procedura è mini-invasiva: richiede piccole incisioni o nessuna incisione, riducendo il dolore e il tempo di recupero. L’ utero viene preservato ed i sintomi si riducono. Questa tecnica è indicata in caso di fibromi sintomatici, desiderio di preservare la fertilità, la presenza di fibromi di dimensioni moderate ben identificabili, in posizioni precise. La procedura è controindicata in caso di gravidanza, infezioni pelviche, fibromi molto grandi o in posizioni difficili, presenza di tumori, presenza di iud, patologie della coagulazione. Una buona valutazione preoperatoria permette di selezionare i casi che beneficeranno del trattamento.

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Endometriosi: Tra terapie attuali e sperimentazione per nuove terapie https://www.mariapiadinicola.it/2025/02/25/endometriosi-tra-terapie-attuali-e-sperimentazione-per-nuove-terapie/ https://www.mariapiadinicola.it/2025/02/25/endometriosi-tra-terapie-attuali-e-sperimentazione-per-nuove-terapie/#respond Tue, 25 Feb 2025 21:22:23 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2240 L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva in tutto il mondo. È caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale, simile a quello che riveste l’utero, al di fuori della cavità uterina, come ovaie, tube di Falloppio e peritoneo. I sintomi più comuni includono dolore pelvico cronico, dismenorrea (mestruazioni […]

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L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva in tutto il mondo. È caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale, simile a quello che riveste l’utero, al di fuori della cavità uterina, come ovaie, tube di Falloppio e peritoneo. I sintomi più comuni includono dolore pelvico cronico, dismenorrea (mestruazioni dolorose), dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) e infertilità. Le cause dell’endometriosi non sono ancora del tutto chiare, ma si ritiene che fattori genetici, immunitari e ormonali possano giocare un ruolo importante; ottenere una diagnosi di endometriosi può essere un processo lungo e difficile, con molte donne che aspettano anni e consultano diversi medici prima di ricevere una diagnosi definitiva . Questa difficoltà nella diagnosi è dovuta in parte alla mancanza di esami del sangue o di imaging facilmente accessibili ed in parte alla necessità di un intervento chirurgico per ottenere una diagnosi tissutale certa.

Le opzioni terapeutiche tradizionali per l’endometriosi includono farmaci antidolorifici, terapia ormonale (come la pillola anticoncezionale) e, sempre più di rado la chirurgia. Tuttavia, queste terapie non sono sempre efficaci, per questo motivo, la ricerca scientifica è alla continua ricerca di nuove terapie, con particolare attenzione a nuove molecole e terapie immunologiche.

Il D-Chiro-Inositolo è una molecola che può:

  • Regolare i Livelli Ormonali agendo come inibitore dell’aromatasi, riducendo i livelli di estrogeni nel corpo. Poiché l’endometriosi è spesso alimentata da alti livelli di estrogeni, questo meccanismo potrebbe essere particolarmente utile;
  • Migliorare la Fertilità: Per le donne che desiderano concepire, il D-Chiro-Inositolo ha mostrato effetti positivi nel migliorare la funzione ovarica e nella regolazione del ciclo mestruale.
  • Ridurre i Sintomi: I risultati preliminari suggeriscono che il D-Chiro-Inositolo può alleviare i sintomi dolorosi associati all’endometriosi, migliorando così la qualità della vita delle pazienti.

Gli Antagonisti del GnRH

Gli antagonisti del GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) rappresentano un’altra frontiera nel trattamento dell’endometriosi. Questi farmaci sono oggetto di studi clinici recenti che ne hanno valutato l’efficacia. I principali vantaggi includono:

  • Riduzione dei Sintomi: utilizzandoli si nota un miglioramento significativo dei sintomi dolorosi. Questo approccio mira a sopprimere la produzione di estrogeni senza gli effetti collaterali comuni degli agonisti del GnRH.
  • Maggiore Tollerabilità: Gli antagonisti del GnRH tendono ad avere un profilo di tollerabilità migliore rispetto agli agonisti. Ciò significa che le pazienti possono beneficiare della terapia con minori effetti collaterali, rendendo il trattamento più sostenibile nel lungo termine.

Nuove terapie

Oltre ai trattamenti ormonali, nuove ricerche hanno messo in luce il ruolo dell’infiammazione nell’endometriosi. Uno studio recente ha identificato il frammento C5a del sistema immunitario come un fattore chiave nell’attivazione del dolore associato all’endometriosi. Queste scoperte potrebbero aprire la strada a terapie mirate che affrontano specifiche vie infiammatorie, offrendo ulteriori opzioni per le pazienti.

  • Immunomodulatori: Modulano il sistema immunitario per ridurre l’infiammazione e la crescita delle lesioni endometriosiche. riducendo il dolore, l’infiammazione e la progressione della malattia.
  • Agenti antiangiogenici: Inibiscono la formazione di nuovi vasi sanguigni, limitando la crescita delle lesioni endometriosiche.
  • Agenti antifibrotici: riducono la formazione di tessuto cicatriziale, che può causare dolore e infertilità.
  • Nanotecnologia: delle nanoparticelle di ossido di ferro vengono utilizzate per individuare e rimuovere le lesioni endometriosiche senza chirurgia invasiva. La strada verso una cura definitiva è ancora lunga, ma i progressi attuali offrono motivazioni incoraggianti per il futuro della terapia dell’endometriosi

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Nuova terapia non ormonale per le vampate di calore https://www.mariapiadinicola.it/2024/09/23/nuova-terapia-non-ormonale-per-le-vampate-di-calore/ https://www.mariapiadinicola.it/2024/09/23/nuova-terapia-non-ormonale-per-le-vampate-di-calore/#respond Mon, 23 Sep 2024 09:53:47 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2210 Una parte consistente di donne in menopausa di età compresa tra i 40 ed i 64 anni manifesta importanti sintomi vasomotori, più comunemente conosciuti come vampate di calore. La terapia, al momento, più efficace per controllare questi sintomi è la terapia ormonale sostitutiva (HRT), la quale però ha una serie di limiti nell’applicazione legata alle […]

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Una parte consistente di donne in menopausa di età compresa tra i 40 ed i 64 anni manifesta importanti sintomi vasomotori, più comunemente conosciuti come vampate di calore. La terapia, al momento, più efficace per controllare questi sintomi è la terapia ormonale sostitutiva (HRT), la quale però ha una serie di limiti nell’applicazione legata alle eventuali controindicazioni: pazienti con rischi trombotici, pazienti con tumori, fumatrici.

In alternativa all’HRT abbiamo alcune terapie non ormonali che utilizzano farmaci neurolettici come gli inibitori del reuptake della serotonina (SSRIs) e della noradrenalina (SNRI) oppure il gabapentin, i quali possono però dare spiacevoli effetti collaterali che riducono la compliance delle pazienti: sonnolenza, riduzione della concentrazione, secchezza delle fauci, nausea, riduzione del desiderio sessuale.

Alcune donne scelgono di ricorrere a terapie cognitivo-comportamentali, all’ipnosi a fitoterapici o alla terapia tradizionale cinese ma da qualche mese abbiamo nuovo farmaco con un meccanismo d’azione non ormonale è stato approvato dall’AIFA per il trattamento delle vampate di calore e delle sudorazioni notturne.

Il principio attivo del farmaco è il fezolinetant, un antagonista selettivo del recettore della neurochinina 3 (NK3). Durante la menopausa, la diminuzione degli estrogeni provoca uno squilibrio nella regolazione della temperatura corporea. Questo farmaco agisce direttamente su tali meccanismi, bloccando i recettori NK3 e riducendo l’attività dei neuroni responsabili della percezione del calore e della vasodilatazione, contribuendo a moderare i sintomi come le vampate di calore.

Secondo studi clinici, fezolinetant ha mostrato un’efficacia significativa nella riduzione della frequenza e della gravità dei VMS nelle donne post-menopausali. Nello studio “MOONLIGHT I” condotto in Asia, le donne trattate con fezolinetant hanno riportato una riduzione significativa della frequenza delle vampate di calore rispetto al gruppo placebo. Il farmaco viene somministrato per via orale una volta al giorno indipendentemente dai pasti. Le pazienti hanno riferito una diminuzione significativa della frequenza e dell’intensità delle vampate di calore già nelle prime 4 settimane.

Non tutte le donne in menopausa sono candidate per l’assunzione del fezolinetant. Il farmaco non è indicato in caso di gravidanza o allattamento, e non dovrebbe essere utilizzato in presenza di determinate condizioni mediche, come malattie epatiche gravi. È fondamentale discutere la propria storia medica con il ginecologo prima di iniziare il trattamento.

Il Fezolinetant offre comunque una valida opzione per le donne in menopausa che soffrono di sintomi vasomotori moderati o gravi, soprattutto per coloro che preferiscono un’alternativa non ormonale alle terapie tradizionali.

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Trattamento laser per la rigenerazione dei tessuti vaginali in menopausa https://www.mariapiadinicola.it/2024/02/22/trattamento-laser-per-la-rigenerazione-dei-tessuti-vaginali-in-menopausa/ https://www.mariapiadinicola.it/2024/02/22/trattamento-laser-per-la-rigenerazione-dei-tessuti-vaginali-in-menopausa/#respond Thu, 22 Feb 2024 16:34:18 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2203 Il laser vaginale è un trattamento che viene utilizzato per la gestione di una seri di disturbi ginecologici e urologici: l’atrofia vaginale (secchezza vaginale) è una delle indicazioni principali; in questo casa non si tratta di un trattamento estetico ma funzionale, una terapia vera e propria per migliorare il trofismo dei tessuti vulvo-vaginali ed alleviare i sintomi […]

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Il laser vaginale è un trattamento che viene utilizzato per la gestione di una seri di disturbi ginecologici e urologici: l’atrofia vaginale (secchezza vaginale) è una delle indicazioni principali; in questo casa non si tratta di un trattamento estetico ma funzionale, una terapia vera e propria per migliorare il trofismo dei tessuti vulvo-vaginali ed alleviare i sintomi di secchezza e dolore sia spontaneo che durante i rapporti sessuali. Il laser agisce modificando la struttura stessa delle mucose favorendo la rigenerazione ed il rimodellamento del collagene sostituendo quello anelastico e disidratato a causa della carenza di estrogeni con delle fibre nuove. La procedura consiste in tre applicazioni effettuate a distanza di 30-40 giorni l’una dall’altra durante le quali attraverso l’utilizzo di un manipolo endovaginale ed uno vulvare di applica un’energia termica sulle mucose; la riparazione del tessuto è il meccanismo alla base del quale si ottiene la rigenerazione. Ogni seduta dura mediamente 15 minuti

Il laser può essere utilizzato anche nelle donne che provengono da percorsi oncologici e non richiede la somministrazione di ormoni.

L’Atrofia vaginale ha un ampio ventaglio di sintomi con cui si esprime: prurito, bruciore, spotting, secchezza, dispareunia (dolore durante i rapporti), urgenza mizionale, cistiti ricorrenti, bruciore alla minzione, mancanza di lubrificazione e calo del desiderio per cui è fondamentale un corretto inquadramento diagnostico per poter valutare la terapia più efficace.

I vantaggi del laser sono che non richiede un’anestesia e che può essere utilizzato anche nei casi in cui non si possa o non si voglia sottoporsi ad una terapia di tipo ormonale.

In base ad i dati di una review del 2022 di Caserta D. et Al. (Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2022 Oct;277:84-89. doi: 10.1016/j.ejogrb.2022.08.012. Epub 2022 Aug 24) il laser risulta un metodo efficace e sicuro nel trattamento delle pazienti oncologiche con ottimi risultati sulla sessualità.

Lo stesso laser frazionato a Co2 da ottimi risultati sul trattamento della sindrome genitourinaria in menopausa come conferma la metanalisi del 2022 di Salvatore S. et Al. che raccoglie lavori per un totale di 1152 pazienti trattati (J Sex Med. 2022 Mar;19(3):452- 470. doi: 10.1016/j.jsxm.2021.12.010. Epub 2022 Jan 29.PMID: 35101378).

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Il Laser come terapia del Lichen vulvare https://www.mariapiadinicola.it/2023/09/25/il-laser-come-terapia-del-lichen-vulvare/ https://www.mariapiadinicola.it/2023/09/25/il-laser-come-terapia-del-lichen-vulvare/#respond Mon, 25 Sep 2023 20:56:24 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2198 Le lesioni non neoplastiche della vulva raccolgono da una serie di patologie benigne della vulva che causano un’alterazione del pigmento della stessa, evolvendo progressivamente sul lungo periodo. Tra queste abbiamo il lichen simplex cronico ed il lichen scleroso con un’incidenza dell’ 1,8% soprattutto ne periodo menopausale. Le principali manifestazioni cliniche sono il prurito ed il […]

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Le lesioni non neoplastiche della vulva raccolgono da una serie di patologie benigne della vulva che causano un’alterazione del pigmento della stessa, evolvendo progressivamente sul lungo periodo. Tra queste abbiamo il lichen simplex cronico ed il lichen scleroso con un’incidenza dell’ 1,8% soprattutto ne periodo menopausale. Le principali manifestazioni cliniche sono il prurito ed il bruciore, sintomi che permangono in maniera cronica e causano una riduzione della qualità di vita importante; spesso è reso difficoltoso anche il sonno a causa dell’intensità del prurito/bruciore.

La principale linea terapeutica è a base di corticosteroidi applicati localmente per 3-4 mesi in modo da controllare i sintomi e ridurre la lesione; una volta accaduto ciò il dosaggio dei farmaci viene ridotto e modulato in funzione di ogni singolo paziente per evitare la riacutizzazione del sintomo. A volte succede però che, sul lungo periodo, questo tipo di terapie presentino effetti collaterali che impediscono alla paziente di trarre beneficio dalla terapia stessa: atrofia, infezioni secondarie, teleangectasie, iperpigmentazione. Questo ha portato a pensare soluzioni alternative, una di queste è il Laser frazionato CO2 la cui efficacia è stata comparata con quella dei cortisonici in uno studio pubblicato nel 2023 su Annals of Translational Medicine di Dongmei Wei et Al. in cui la terapia con cortisonici viene confrontata con quella con il laser frazionato CO2.

Nello studio sono state arruolate 160 donne (80 con lichen scleroso ed 80 con lichen simplex) dopo che avessero superato dei criteri di esclusione in modo che il risultato dello studio non fosse inficiato da altri fattori. Metà delle pazienti fu trattato cin progesterone/cortisone e l’altra metà con il laser: a 3-6 mesi i risultati erano sovrapponibili con un’importante riduzione dei sintomi in entrambi i gruppi.

L’effetto termico del laser rilascia nel tessuto il TGF e l’HSP70 due fattori che migliorano la l’ossigenazione e l’apporto nutritivo nel tessuto in cui sono presenti le lesioni, favorendone la rigenerazione.

In conclusione il laser può essere considerato un valido strumento per il trattamento del Lichen.

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Cos’è la prevenzione? https://www.mariapiadinicola.it/2023/07/11/cose-la-prevenzione/ https://www.mariapiadinicola.it/2023/07/11/cose-la-prevenzione/#respond Tue, 11 Jul 2023 06:24:36 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2193 La prevenzione è un complesso sistema di interventi organizzati per ridurre l’incidenza di una serie di patologie ed esistono vari livelli di prevenzione: PRIMARIA In questo caso lo scopo è eliminare tutti i fattori predisponenti ad una certa malattia: vaccinazioni contro le principali malattie infettive Cura dell’ambiente per eliminare agenti cancerogeni come nel caso dell’amianto […]

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La prevenzione è un complesso sistema di interventi organizzati per ridurre l’incidenza di una serie di patologie ed esistono vari livelli di prevenzione:

PRIMARIA

  • In questo caso lo scopo è eliminare tutti i fattori predisponenti ad una certa malattia:
    vaccinazioni contro le principali malattie infettive
  • Cura dell’ambiente per eliminare agenti cancerogeni come nel caso dell’amianto
  • Educazione sicurezza stradale per ridurre il numero di incidenti oppure l’educazione
    sessuale nelle scuole per ridurre il numero di malattie sessualmente trasmesse e le
    gravidanze indesiderate
  • Individuare ed intervenire sulle abitudini di vita errate, come il fumo, l’alcol e l’obesità.

SECONDARIA

A questo livello sono organizzati tutti i programmi nazionali di screening con lo scopo di individuare precocemente le persone alcune malattie, onde evitarne la progressione e dare al paziente la possibilità di essere curato.

  • Screening della mammella – età compresa tra i 50 e i 69 anni (in alcune regioni il range è 45-69), lo screening si esegue con una mammografia ogni 2 anni.
  • Screening della cervice – età compresa tra i 25 e i 64 anni (prima dei 30 anni si effettua un pap-test ogni 3 anni; dopo i 30 anni si effettua un HPV test ogni 5 anni). Consente di identificare le lesioni tumorali molto precocemente e, nel momento in cui vengono identificate, l’intervallo nei controlli si accorcia e viene integrato con altri esami.
  • Screening del colon – età compresa tra i 50 ed i 69 anni puoi fare lo screening per la prevenzione del tumore al colon-retto: si effettua un test della ricerca di sangue occulto nelle feci.
  • Screening per la prevenzione delle malattie cardiovascolari
  • Screening diabete

TERZIARIA

Ha lo scopo di prevenire il peggioramento e le complicanze di malattie già instaurate come nel caso del diabete, per esempio.

Nel caso specifico della ginecologia sono importanti anche altre forma di prevenzione di cui si parla di meno: prevenzione delle problematiche che causano infertilità attraverso una diagnosi precoce di alcuni tipi di malattie come l’endometriosi; prevenzione di prolassi ed incontinenze attraverso un percorso specifico di riabilitazione nel post-partuum ed in menopausa; prevenzione di osteoporosi, problemi cardiocircolatori e dell’atrofia vulvovaginale attraverso controlli periodici e terapie mirate.

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Bastoncino Contraccettivo https://www.mariapiadinicola.it/2023/02/26/bastoncino-contraccettivo/ https://www.mariapiadinicola.it/2023/02/26/bastoncino-contraccettivo/#respond Sun, 26 Feb 2023 18:17:56 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2157 Uno degli ultimi dispositivi contraccettivi messo in commercio è un piccolo bastoncino morbido, flessibile ed invisibile contenente 68 mg di progestinico che viene rilasciato nell’arco di tre anni. Il dispositivo viene inserito dal ginecologo nella zona interna della parte superiore del braccio nel sottocute, appena sotto la pelle. L’inserimento non risulta doloroso poiché viene effettuata […]

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Uno degli ultimi dispositivi contraccettivi messo in commercio è un piccolo bastoncino morbido, flessibile ed invisibile contenente 68 mg di progestinico che viene rilasciato nell’arco di tre anni.

Il dispositivo viene inserito dal ginecologo nella zona interna della parte superiore del braccio nel sottocute, appena sotto la pelle. L’inserimento non risulta doloroso poiché viene effettuata una leggera anestesia locale; quando si vuole rimuovere si pratica una piccola incisione vicino una delle estremità da cui si estrae.

Il bastoncino viene inserito tra il primo ed il quinto giorno di mestruazione (qualora si stia già utilizzando un altro metodo contraccettivo il giorno dell’inserimento va valutato in funzione del metodo in uso) e può essere rimosso in qualunque momento.

Dopo l’inserimento la donna viene invitata a controllare saltuariamente che il bastoncino sia palpabile nella sede di inserimento. Il dispositivo, come dicevamo, resta in sede per tre anni e questo è uno dei vantaggi che presenta. L’efficacia contraccettiva è garantita dopo 8 ore dall’inserimento mentre la fertilità riprende dopo tre settimane dalla rimozione del dispositivo. Il meccanismo mediante il quale agisce il progesterone contenuto nel bastoncino è il seguente: previene il rilascio di una cellula uovo dalle ovaie e provoca modificazioni nella cervice che rendono difficile la penetrazione dello sperma nell’utero.

Il bastoncino può essere utilizzato anche dopo una gravidanza: qualora si sia in allattamento bisogna aspettare 4 settimane dal parto per l’inserimento. Vi sono una serie di donne in cui la contraccezione con estrogeni presenta delle controindicazioni, donne fumatrici, sofferenti di emicrania, affette da disturbi cardio-vascolari oppure obese; in queste situazioni il bastoncino sottocutaneo può essere una buona soluzione.

Si tratta di un sistema che non presenta effetti collaterali se non quelli normalmente correlati agli ormoni. L’inconveniente più comune riguarda le caratteristiche della mestruazione: può presentare cambiamenti nella frequenza ( assente, minore, più frequente), nella quantità e nella durata.

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Il Tampone Vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2022/11/20/il-tampone-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2022/11/20/il-tampone-vaginale/#respond Sun, 20 Nov 2022 16:58:36 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2150 Il tampone vaginale è un esame semplice ed indolore che viene usato in maniera diffusa e frequente per poter diagnosticare in maniera specifica un’infezione. Il tampone è consigliabile quando si hanno pruriti, bruciori, secrezioni vaginali, secchezza vaginale, dolori durante i rapporti sessuali. Viene richiesto anche in caso di percorsi di fecondazione assistita per escludere alcune […]

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Il tampone vaginale è un esame semplice ed indolore che viene usato in maniera diffusa e frequente per poter diagnosticare in maniera specifica un’infezione.
Il tampone è consigliabile quando si hanno pruriti, bruciori, secrezioni vaginali, secchezza vaginale, dolori durante i rapporti sessuali. Viene richiesto anche in caso di percorsi di fecondazione assistita per escludere alcune tipologie di infezioni.
Il prelievo può essere eseguito tramite due modalità:

  • Un prelievo vaginale in cui mediante un cotton fioc di prelevano delle secrezioni dal fondo della vagina.
  • Un prelievo cervicale in cui le secrezioni sono raccolte dal collo dell’utero. Nella maggior parte dei casi, per maggiore accuratezza diagnostica, si eseguono entrambi.

Attraverso un tampone vaginale vengono rilevati: Streptococco beta emolitico B o
D, Stafilococco, Candida, Gardnerella, Gonococco, Chlamydia, Mycoplasmi. Trichomonas ed altri germi comuni.
In questi casi è necessario un tampone cervicale che deve essere effettuato tramite l’inserimento di uno speculum. Prima di sottoporsi ad un tampone l’ideale sarebbe seguire alcune norme di condotta nelle 24 ore precedenti al prelievo:

  • Non effettuare lavande vaginali
  • Non inserire ovuli o crema
  • Evitare di immergersi in acqua (bagno)
  • Evitare i rapporti sessuali
  • Aspettare almeno 7 giorni dalla fine dell’ ultimo antibiotico assunto qualora si stia seguendo una terapia antibiotica.

Il tampone si può eseguire durante la gravidanza quando ho dei sintomi che mi posso far pensare ad un’infezione oppure, in maniera routinaria secondo le Raccomandazioni del
Ministero della Salute, alla 35 esima settimana per individuare la presenza di un batterio: lo streptococco Beta-emolitico che potrebbe causare infezioni al bambino. In questo caso la paziente viene sottoposta anche ad un tampone rettale e ad un’urinocoltura per verificare che il batterio sia assente in qualunque distretto della pelvi.

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Ossigenoterapia – Nuovo trattamento per la secchezza https://www.mariapiadinicola.it/2022/11/14/ossigenoterapia-nuovo-trattamento-per-la-secchezza/ https://www.mariapiadinicola.it/2022/11/14/ossigenoterapia-nuovo-trattamento-per-la-secchezza/#respond Mon, 14 Nov 2022 13:20:38 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2146 L’ossigeno-terapia è nata per il trattamento di una delle problematiche più frequenti in menopausa: l’atrofia. In queste poche righe cercherò di spiegarvi in cosa consiste e come viene somministrata. Innanzitutto conosciamo meglio l’atrofia (AVV), comunemente definita come “secchezza”: ne soffre circa il 50% delle donne in post-menopausa. La carenza estrogenica che si manifesta quando le […]

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L’ossigeno-terapia è nata per il trattamento di una delle problematiche più frequenti in menopausa: l’atrofia.
In queste poche righe cercherò di spiegarvi in cosa consiste e come viene somministrata.

Innanzitutto conosciamo meglio l’atrofia (AVV), comunemente definita come “secchezza”: ne soffre circa il 50% delle donne in post-menopausa. La carenza estrogenica che si manifesta quando le ovaie smettono di funzionare (menopausa fisiologica ma anche indotta chirurgicamente oppure farmacologicamente) causa, in un periodo più o meno lungo, una riduzione dell’elasticità delle pareti dell’organo legata ad un irrigidimento del collagene in esse contenuto e ad  un assottigliamento delle pliche della mucosa stessa causata da una riduzione dell’afflusso di sangue.  Le variazioni del clima ormonale comportano anche delle modificazioni dell’acidità della vagina con conseguente alterazione del microbiota vaginale.

Tutto questo porta progressivamente a manifestare una serie di sintomi:

  • Infezioni ricorrenti
  • Bruciore
  • Dispareunia
  • Sanguinamenti
  • Secchezza vaginale
  • Prurito
  • Bruciore durante la minzione

L’American Menopause Society consiglia molte delle terapie sviluppatesi negli ultimi anni:

  • Mediche: collagene locale-estrogeni locali-dea locale-terapie farmacologiche sistemiche (estro-progestinici; ospemifene)
  • Fisiche: Laser frazionato CO2, Infiltrazioni sottomucose di collagene, Yag Laser, Radiofrequenza, Rigenerazione con gel piastrinico.

L’ ultima terapia sperimentata è l’ossigenoterapia, una combinazione di ossigeno e collagene che aumenta la disponibilità di ossigeno ai tessuti, favorisce l’incremento dei processi riparativi dei tessuti, aumenta la sintesi di collagene e induce una stimolazione neoangiogenetica attraverso il rilascio del Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF). Il neocollagene rigenerato nella matrice extracellulare della pelle e della cartilagine può legare una grande quantità di molecole d’acqua contribuendo al mantenimento dell’equilibrio idrico del tessuto.

L’ossigeno iperbarico può essere somministrato per via topica, direttamente sulla cute o sulle mucose interessate, utilizzando particolari dispositivi in pazienti che hanno controindicazioni al trattamento ormonale o in donne che desiderano utilizzare metodiche non ormonali e non invasive

Un recente rapporto della North American Menopause Society non ha preso posizione su come trattare le donne in menopausa precoce nei casi di cancro al seno, alle ovaie o all’endometrio, suggerendo che la gestione del problema dovrebbe essere lasciata all’oncologo, considerando il potenziale rischio del trattamento ormonale in questi soggetti. In questo contesto la terapia con ossigeno iperbarico in combinazione con acido ialuronico potrebbe essere proposta. 

Vaginal natural oxygenation device (VNOD) for concomitant administration of hyaluronic acid and topical hyperbaric oxygen to treat vulvo-vaginal atrophy: a pilot study Condemi et Al. European Review for Medical and Pharmacological Sciences 2018

 

 

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