vaccino Archivi - Mariapia Di Nicola Ginecologo L'Aquila https://www.mariapiadinicola.it/tag/vaccino/ Gravidanza - Menopausa - Pap Test - Contraccezione Thu, 26 Aug 2021 16:00:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 Irregolarità mestruali e vaccino covid-19 https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/26/irregolarita-mestruali-vaccino-covid-19/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/26/irregolarita-mestruali-vaccino-covid-19/#respond Thu, 26 Aug 2021 16:00:02 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1881 Negli ultimi mesi sono molteplici le persone che si sono rivolte agli specialisti ginecologici per delle irregolarità mestruali segnalate dopo la vaccinazione per il Covid-19. Alcune donne hanno riferito delle emorragie mestruali, altre degli spotting (sanguinamenti tra una mestruazione e l’altra), altre delle amenorree, altre ancora un sanguinamento uterino nonostante fossero in menopausa da anni. […]

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Negli ultimi mesi sono molteplici le persone che si sono rivolte agli specialisti ginecologici per delle irregolarità mestruali segnalate dopo la vaccinazione per il Covid-19.

Alcune donne hanno riferito delle emorragie mestruali, altre degli spotting (sanguinamenti tra una mestruazione e l’altra), altre delle amenorree, altre ancora un sanguinamento uterino nonostante fossero in menopausa da anni.

L’associazione tra la vaccinazione e le irregolarità mestruali è stata spontanea ma, al momento, non scientificamente dimostrata.

Alcuni ricercatori statunitensi stanno provando a definire un rapporto di causa effetto tra i due eventi ma le variabili che influenzano il ciclo possono essere così numerose e soggettive che può essere complesso impostare un lavoro scientifico che possa considerarle tutte.

Un tentativo lo hanno fatto Taha Takmaz et Al. (2021 Japan Society of Obstetrics and Gynecology) studiando gli effetti del vaccino sulla mestruazione su 952 donne hanno concluso che le irregolarità mestruali probabilmente possono essere legate all’ansia, lo stress ed i sintomi depressivi legati alla vaccinazione covid più che al vaccino stesso.
In una condizione di stress importante i livelli di cortisolo si modificano e questo potrebbe portare ad irregolarità nel ciclo visto l’influenza che questo ormone ha sui rapporti FSH/LH e sull’ovulazione.

Un secondo aspetto importante da considerare sono i livelli ormonali individuali, poiché le donne che producono una maggiore quantità di estrogeni o che presentano una maggiore instabilità ormonale potrebbero sicuramente avere maggior probabilità di presentare delle irregolarità della mestruazione.

Il Royal College il 28 Maggio 2021 ha pubblicato un documento in cui si sottolineava come eventi negativi nel corso della vita di una donna possono alterare le mestruazioni fino a creare dei veri e propri periodi di amenorrea. Tutto ciò che è riconducibile a due anni di pandemia (perdita di persone care, perdita del lavoro, isolamento, paura per il futuro, etc.) potrebbe essere inserito in questa affermazione.

Qualunque alterazione si presenti solitamente si risolve nel giorno di uno-due mesi e questo convaliderebbe l’ipotesi che sia qualcosa di assolutamente casuale stress correlato visto che è ormai chiaro che il vaccino non causa alterazioni della fertilità o riduzione della possibilità di restare incinta (ACOG UP-DATE 30-07-2021).

Non dobbiamo dimenticare che le patologie preesistenti al covid permangono per cui quando le irregolarità si prolungano nel tempo oppure i sanguinamenti sono eccessivi è meglio consultare lo specialista per verificarne la causa.

Ad oggi non abbiamo dati ma sia l’American College che il Royal college of Obstetricians and Gynecologyst hanno invitato i ricercatori ad affrontare anche questo aspetto.
A prescindere da ciò al momento l’irregolarità che potrebbe presentarsi su qualche ciclo mestruale non può essere considerato un aspetto che possa dissuaderci dalla vaccinazione. (RCOG 28-05-2021).

Concludendo, al momento, non esistono prove documentate che la vaccinazione per il Covid causi alterazioni mestruali ma sono necessari più studi per definirlo.

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Vaccino covid e la ricerca di una gravidanza https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/06/vaccino-covid-e-la-ricerca-di-una-gravidanza/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/06/vaccino-covid-e-la-ricerca-di-una-gravidanza/#respond Sun, 06 Jun 2021 18:09:27 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1823 Devo aspettare per il vaccino covid? Devo aspettare per la gravidanza? Queste sono domande che le pazienti si stanno ponendo sempre più frequentemente in questi giorni. Ogni donna che sta cercando una gravidanza sta cercando di capire se può vaccinarsi subito oppure deve aspettare che la gravidanza sia iniziata (vaccino covid in gravidanza?). La Società […]

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Devo aspettare per il vaccino covid? Devo aspettare per la gravidanza? Queste sono domande che le pazienti si stanno ponendo sempre più frequentemente in questi giorni. Ogni donna che sta cercando una gravidanza sta cercando di capire se può vaccinarsi subito oppure deve aspettare che la gravidanza sia iniziata (vaccino covid in gravidanza?).
La Società Europea di Riproduzione umana ed embriologia ha appena pubblicato delle nuove indicazioni in funzione della vaccinazione per il Covid 19.

La pandemia ha condizionato le scelte di molte coppie rispetto alla decisione di iniziare una gravidanza ma l’impatto nei diversi paesi è stato differente per questo non è stato possibile pubblicare delle raccomandazioni specifiche per queste coppie.
In linea di massima non abbiamo un’indicazione univoca ma ogni situazione va considerata insieme al ginecologo per valutare rischi e benefici in funzione anche dell’età della donna e della sua riserva ovarica.

La tipologia di lavoro che esercita la coppia oppure la presenza di eventuali malattie croniche che aumentano i rischi alle complicanze del virus devono essere prese in considerazione ed in questi casi andrebbe incoraggiata la vaccinazione, come andrebbe incoraggiata in quei paesi in cui vi è uno scarso controllo sul diffondersi dell’infezione.
Nei casi in cui la ricerca della gravidanza è procrastinabile si può rimandare a qualche giorno dopo la vaccinazione, quando cioè il sistema immunitario si è stabilizzato.

Nei casi in cui rimandare la ricerca della gravidanza non è raccomandato a causa dell’età, della riserva ovarica o per condizioni di salute della coppia si può rimandare la vaccinazione.
Come si sottolineava inizialmente quindi la situazione di ogni coppia va studiata e valutata per decidere quale sia la strada migliore da percorrere, in accordo con la coppia stessa.

Spesso è importante prendere in considerazione anche come eventuali attese possano incidere su quelle coppie che stanno attendendo da molto tempo: in particolare penso a chi sta per iniziare un percorso di fecondazione assistita.

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Mi vaccino in gravidanza? https://www.mariapiadinicola.it/2021/05/15/mi-vaccino-in-gravidanza/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/05/15/mi-vaccino-in-gravidanza/#respond Sat, 15 May 2021 08:35:06 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1794 In questo momento in cui è stato dato ampio spazio alla fase vaccinale c’è una categoria di donne confusa perché non trova chiare indicazioni su se, quando e come sottoporsi a vaccinazione per il covid. In assenza di dati osservazionali sufficientemente lunghi alcuni paesi stanno limitando la somministrazione a categorie a rischio considerate più fragili […]

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In questo momento in cui è stato dato ampio spazio alla fase vaccinale c’è una categoria di donne confusa perché non trova chiare indicazioni su se, quando e come sottoporsi a vaccinazione per il covid. In assenza di dati osservazionali sufficientemente lunghi alcuni paesi stanno limitando la somministrazione a categorie a rischio considerate più fragili ma il dibattito, a livello nazionale ed internazionale è ancora molto acceso.

Quest’ ampia categoria è composta da: donne in gravidanza, donne in allattamento, donne che cercano una gravidanza e possiamo provare a dare qualche indicazione utilizzando un documento ufficiale che Il 5 Maggio la Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia Ospedaliera (AOGOI) in accordo con la Federazione Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (FIGO), l’Associazione dei Ginecologi Universitari (AGUI) e l’ Associazione dei Ginecologi Territoriali (AGITE) ha pubblicato ed inviato al Ministero della Salute in cui viene espresso il punto di vista dei Ginecologi sulla vaccinazione COVID in gravidanza.

I dati raccolti in questi mesi di pandemia hanno chiaramente evidenziato come l’infezione sintomatica da covid possa influire sull’andamento della gravidanza e sulla salute dei neonati.

Inoltre bisogna considerare che il maggior rischio di esposizione per i neonati si ha nella fase postnatale.

I dati raccolti nello studio “INTERCOVID Multinational Cohort Study” hanno portato alla conclusione che:
Negli Stati Uniti sono state vaccinate 90000 donne in gravidanza con i vaccini Pfizer e Moderna senza che siano stati posti dubbi sulla sicurezza della vaccinazione.
Le donne che pianificano una gravidanza, si trovano nell’immediato post-partuum o allattano non hanno limitazioni al vaccino se non quelle legate all’ età e al loro stato di salute.

Qualora una donna vaccinata scopre di essere in gravidanza non c’è indicazione ad un’interruzione volontaria, se lo scopre dopo la somministrazione della prima dose può scegliere di fare la seconda a fine gravidanza ad eccezione di persone ad alto rischio.

Queste società considerano le donne in gravidanza delle persone cui porre particolare attenzione e chiedono al ministero che vengano inserite tra le persone “fragili”, questo porterebbe alla possibilità di fornire loro il vaccino per proteggere se stesse ed i neonati.

In sintesi ogni donna deve avere la possibilità di scegliere se  accinarsi per il covid.

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Il vaccino per l’HPV è utile? https://www.mariapiadinicola.it/2020/02/12/il-vaccino-per-lhpv/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/02/12/il-vaccino-per-lhpv/#respond Wed, 12 Feb 2020 14:06:58 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=1307 Il vaccino per l’HPV è utile? Questa è la domanda più frequente che mi viene rivolta in ambulatorio riguardo l’argomento.Oggi cercheremo di capirlo conoscendo meglio il vaccino stesso.Iniziamo con lo specificare che il vaccino ci permette di prevenire un’iniezione che può evolvere nel tempo in un tumore del collo dell’utero. A che età posso vaccinarmi? […]

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Il vaccino per l’HPV è utile?

Questa è la domanda più frequente che mi viene rivolta in ambulatorio riguardo l’argomento.Oggi cercheremo di capirlo conoscendo meglio il vaccino stesso.Iniziamo con lo specificare che il vaccino ci permette di prevenire un’iniezione che può evolvere nel tempo in un tumore del collo dell’utero.

A che età posso vaccinarmi?

Attualmente il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione per il papillomavirus a 11/12 anni sia nei ragazzi che nelle ragazze, ad un’età quindi in cui non si sono ancora avuti i primi rapporti sessuali. In questa fascia di età il vaccino è gratuito (ogni singola regione ha poi elaborato un proprio piano vaccinale).

Tipi di vaccino:

Il vaccino è stato autorizzato dall’Agenzia Europea del Farmaco nel 2006. Attualmente in commercio esistono tre tipi di vaccino per l’HPV; Il Cervarix per i ceppi 16 e 18; il Gardasil 4 per i ceppi 6, 11, 16 e 18. Infine il Gardasil 9 per i ceppi 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58, attualmente quello che ha la copertura vaccinale più ampia in base al numero di ceppi somministrati. Il vaccino consiste nella somministrazione di 

una proteina facente parte della struttura esterna del virus, la L1 ottenuta tramite il dna ricombinante, ed un composto di alluminio. Il tutto viene iniettato su un muscolo in due dosi a sei mesi di distanza se si hanno meno di 15 anni, in tre dosi ad uno e due mesi di distanza se si hanno più di 15 anni.

Ci sono controindicazioni?

Al momento le uniche controindicazioni riguardano le persone che hanno già infezioni attive di altro genere in corso, le persone che hanno avuto reazioni di ipersensibilità al vaccino, le persone allergiche al lattice e/o al lievito. Al momento non vi sono studi che ne garantiscano la sicurezza in gravidanza perciò se ne evita la somministrazione.

Per rispondere alla domanda sull’utilità della vaccinazione rispondo con un articolo pubblicato dal The Lancet Public Health Journal, in cui vengono riportati i risultati raggiunti dalla campagna vaccinale australiana iniziata nel 2007 e che ha raggiunto una c

opertura nel 2016 del 78,6% nelle ragazze e del 73% nei ragazzi: nelle donne tra i 18 ed i 24 anni si è passati dal 22,7% , in epoca prevaccinale alla 1,1% nel post vaccinale di tumori diagnosticati della cervice. In Italia secondo i dati ISTAT del 2018 la copertura vaccinale, al contrario, è in discesa nonostante la garatuita’ anche per i maschi dal 2017.

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VIDEO – HPV TEST! – Intervista alla Dott.ssa Mariapia Di Nicola https://www.mariapiadinicola.it/2019/08/24/hpv-test/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/08/24/hpv-test/#respond Sat, 24 Aug 2019 09:53:53 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=1092 Quella da paillomavirus (HPV) è la malattia virale sessualmente trasmessa più frequente. Quando persiste per lunghi periodi può modificare le cellule del collo dell’utero.

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Quella da paillomavirus (HPV) è la malattia virale sessualmente trasmessa più frequente. Quando persiste per lunghi periodi può modificare le cellule del collo dell’utero.

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Papillomavirus https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/06/papillomavirus/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/06/papillomavirus/#respond Wed, 06 Mar 2019 08:02:48 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=905 L’infezione da papillomavirus si localizza preferibilmente nell’area genitale anche se altri distretti corpore come la gola ed il retto possono essere interessati. I partner di persone infette non devono essere necessariamente sottoposte ad indagini poichè non possiamo sapere chi dei due ha contratto per primo l’infezione, ne tantomeno possiamo attribuire relazioni con terze persone a chi ha […]

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L’infezione da papillomavirus si localizza preferibilmente nell’area genitale anche se altri distretti corpore come la gola ed il retto possono essere interessati. I partner di persone infette non devono essere necessariamente sottoposte ad indagini poichè non possiamo sapere chi dei due ha contratto per primo l’infezione, ne tantomeno possiamo attribuire relazioni con terze
persone a chi ha contratto il virus.
Il papillomavirus è un virus a dna di cui sono stati identificati all’incirca 100 ceppi di cui 40 sono in grado di infettare l’uomo.
La maggior parte delle infezioni colpiscono le persone sessualmente più attive ma restano limitate, asintomatiche e non vengono rilevate.
La diagnosi di infezione da HPV è possibile nelle donne attraverso i programmi di screening ma negli uomini e nelle donne con meno di 25 anni non dovrebbe essere effettuato poichè si tratta di un’infezione estremamente comune che il 90% delle persone infette elimina senza mostrare sintomatologia.
Le manifestazioni sintomatiche possono essere riconducibili a due grandi gruppi: i condilomi, formazioni digitiformi dei genitali esterni femminili e maschili causati dai ceppi a basso rischio, e le lesioni preneoplastiche, lesioni della mucosa vulvare, della portio, peniena, anale, faringea che possono nel tempo trasmormarsi in tumori.
Il gruppo di popolazione che si deve controllare con più assiduità è quello con un’infezione da HPV permanente.

Terapie:

Una terapia per l’infezione da papillomavirus al momento non esiste per cui i condilomi vengono eliminati attraverso terapie distruttive, e le lesioni preneoplastiche vengono seguite secondo i protocolli di screening.
L’unica vera arma che abbiamo contro il papillomavirus è la vaccinazione, al momento raccomandata nelle ragazze di 11 anni con una doppia somministrazione a distanza di 6-12 mesi.
Il miglior vaccino attualmente disponibile stimola il sistema immunitario a difendersi contro i 9 ceppi più frequenti nella popolazione.
L’utilizzo del preservativo e limitare il numero di partner sono altre due sistemi che permettono di limitare la diffusione del virus.

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Influenza in gravidanza, cosa fare https://www.mariapiadinicola.it/2019/01/18/influenza-in-gravidanza-cosa-fare/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/01/18/influenza-in-gravidanza-cosa-fare/#respond Fri, 18 Jan 2019 14:29:57 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=839 Le donne dovrebbero prestare particolare attenzione all’influenza in gravidanza. Ad oggi ci troviamo nel pieno del picco influenzale del 2019 ed, in base alle stime dell’Istituto Superiore di Sanità circa 5.000.000 di Italiani sono a letto con l’influenza e fra questi sicuramente vi saranno molte donne incinta. Queste ultime non sono più esposte al virus rispetto al resto della popolazione ma […]

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Le donne dovrebbero prestare particolare attenzione all’influenza in gravidanza. Ad oggi ci troviamo nel pieno del picco influenzale del 2019 ed, in base alle stime dell’Istituto Superiore di Sanità circa 5.000.000 di Italiani sono a letto con l’influenza e fra questi sicuramente vi saranno molte donne incinta.

Queste ultime non sono più esposte al virus rispetto al resto della popolazione ma sono più suscettibili visto il calo delle difese immunitarie che si verifica in corso di gravidanza.

Il contagio può essere evitato non avendo contatti con persone influenzate, lavandosi bene le mani ed evitando il contatto con fazzoletti infetti.

I sintomi con cui si presenta l’influenza sono tosse, catarro, raffreddore, mal di testa, febbre, i quali, nella maggior parte dei casi, debilitano la madre senza avere effetti sul feto.

Sintomi dell’influenza in gravidanza

Quando si verificano i primi sintomi si raccomanda di bere molti liquidi e, se si ha voglia di una tisana calda, con la camomilla si va sul sicuro.

Il miele può essere utilizzato come sedativo della tosse. Un buon consiglio è, inoltre, mantenere l’ambiente umidificato ma non freddo.

La terapia farmacologica principale è il paracetamolo che riduce la sintomatologia influenzale e la febbre, in quest’ ultimo caso la terapia è indicata unicamente se i valori superano i 38° (la febbre altra può attivare dei meccanismi di difesa dell’organismo che possono, a loro volta, indurre delle contrazioni).

Nel primo trimestre di gravidanza, quello in cui avviene la formazione degli organi, è sempre meglio, ove possibile, non assumere alcun tipo di farmaco.

Le sostanze naturali sono d’aiuto ma vanno utilizzate sotto la supervisione di un medico visto che alcune possono essere tossiche o teratogene per l’embrione.

La propoli è una di quelle che si può somministrare, una sostanza naturale prodotta dalle api che ha un’ azione antibatterica ed antifungina.

Il Ministero della Salute consiglia la vaccinazione per tutte le donne incinta al 2°/3° trimestre all’inizio della stagione invernale.

L’effetto dura per circa 8 mesi ed inizia due settimane dopo l’inoculazione del virus. I vaccini, composti da virus morti, sono una buona arma perché stimolano il sistema immunitario della mamma, sia durante la gravidanza che in allattamento, senza causare effetti collaterali.

Il vaccino può essere utile non solo per le mamme a anche per i bambini con una riduzione del 63% dei casi di influenza nei neonati.

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Ha senso il vaccino per il papillomavirus negli adolescenti maschi? https://www.mariapiadinicola.it/2016/09/16/397/ https://www.mariapiadinicola.it/2016/09/16/397/#respond Fri, 16 Sep 2016 10:07:55 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=397 Ha senso il vaccino per il papillomavirus negli adolescenti maschi? Per diversi anni il dibattito sull’ argomento è stato abbastanza acceso. Ha pensato il Ministero della Salute a risolvere il dilemma inserendo la vaccinazione maschile negli aggiornamenti dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)presentati a Settembre 2016. Le campagne vaccinali di numerosi paesi si sono per […]

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Ha senso il vaccino per il papillomavirus negli adolescenti maschi?

Per diversi anni il dibattito sull’ argomento è stato abbastanza acceso. Ha pensato il Ministero della Salute a risolvere il dilemma inserendo la vaccinazione maschile negli aggiornamenti dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)presentati a Settembre 2016.

vaccine-1483094_640Le campagne vaccinali di numerosi paesi si sono per anni concentrate sulla vaccinazione femminile e la prevenzione dei tumori della cervice uterina.  Studi più approfonditi sull’ HPV hanno portato ad una maggiore conoscenza del virus e dei suoi effetti sul sesso maschile, ciò ha comportato  un ampliamento delle prospettive per cui oggi si inizia a lavorare su tutta la popolazione sia femminile che maschile.

Risulta abbastanza difficile dare un valore preciso dell’ incidenza delle infezioni da HPV negli uomini, questo per la scarsità di studi pubblicati finora. Si stima che circa il 70% degli uomini venga in contatto con il virus almeno una volta nella vita.  Le principali manifestazioni nel sesso maschile sono i condilomi causati prevalentemente dal tipo 6.

I dati  dell’Istituto Superiore di Sanità hanno mostrato che l’ infezione colpisce prevalentemente uomini al di sotto dei 25 anni. Le forme tumorali collegate all’ infezione sono più rare e localizzate prevalentemente
a livello orofaringeo ed anale, in minor misura a livello genitale.boy-154336_640

Un altro motivo per cui sarà importante la vaccinazione maschile è lo stretto legame che sembra esserci tra infezione ed infertilità.  Il papillomavirus è stato individuato nel liquido seminale di un 10% di uomini asintomatici e aderendo alla superficie degli spermatozoi sembra ridurne la motilità. Il virus sembrerebbe anche coinvolto nello sviluppo dell’ embrione riducendone la possibilità di sopravvivenza. Nuovi studi sono necessari per avere conferme definitive.

Alla luce di queste nuove informazioni è importante fornire una corretta informazione tra i ragazzi ed i genitori per promuovere una certa consapevolezza sull’ argomento.

Attualmente l’ unico vaccino approvato per i ragazzi è quello
con i sierotipi 6, 11, 16, 18.  Nel 2012  si è tenuta una Conferenza di Consenso sulle Patologie da HPV nel maschio che ha suggerito di attivare a livello regionale dei programmi di vaccinazione maschile.  Purtroppo a causa dello scetticismo che aleggia sulle campagne vaccinali i programmi  procedono lentamente nonostante le società scientifiche le incoraggino.

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