terapia Archivi - Mariapia Di Nicola Ginecologo L'Aquila https://www.mariapiadinicola.it/tag/terapia/ Gravidanza - Menopausa - Pap Test - Contraccezione Thu, 15 Jan 2026 17:09:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 Rimozione condilomi con laser CO2 https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/15/rimozione-condilomi-con-laser-co2/ https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/15/rimozione-condilomi-con-laser-co2/#respond Thu, 15 Jan 2026 17:08:39 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2260 La rimozione dei condilomi vulvari (verruche genitali causate dal virus HPV) con il laser è una delle tecniche più precise ed efficaci. Generalmente si utilizza il laser a CO2, che agisce vaporizzando le lesioni in modo mirato. Ecco come funziona il processo, dalla preparazione alla guarigione: 1. Preparazione e Procedura Il trattamento è solitamente ambulatoriale […]

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La rimozione dei condilomi vulvari (verruche genitali causate dal virus HPV) con il laser è una delle tecniche più precise ed efficaci. Generalmente si utilizza il laser a CO2, che agisce vaporizzando le lesioni in modo mirato.

Ecco come funziona il processo, dalla preparazione alla guarigione:

1. Preparazione e Procedura

Il trattamento è solitamente ambulatoriale e dura dai 10 ai 30 minuti, a seconda del numero e della dimensione delle lesioni.

  • Anestesia: Per ridurre il fastidio, si applica una crema anestetica circa 30-40 minuti prima,
    oppure si procede con piccole iniezioni di anestetico locale.
  • Azione del Laser: Il medico passa la sonda laser sulle aree interessate. Il raggio viene
    assorbito dall’acqua contenuta nelle cellule del condiloma, che “evaporano” all’istante
    (vaporizzazione).
  • Precisione: Il laser permette di colpire solo la lesione, preservando il tessuto sano
    circostante e minimizzando il rischio di cicatrici.

2. Cosa aspettarsi durante e dopo

  • Sensazioni: Durante l’impulso potresti avvertire un lieve calore o un pizzicore
  • Post-operatorio: Nei giorni successivi è normale un leggero gonfiore, arrossamento o la formazione di piccole crosticine che cadranno da sole in 7-10 giorni.
  • Recupero: La guarigione completa del tessuto avviene solitamente in 2-4 settimane.

La preparazione per la rimozione dei condilomi con il laser non è complicata, ma seguire alcuni accorgimenti specifici può ridurre il fastidio durante la seduta e favorire una guarigione più rapida.

Ecco i passaggi principali da seguire nei giorni precedenti:

1. Preparazione dell’area (Igiene e Depilazione)

  • Depilazione: È consigliabile non radersi col rasoio nelle 48-72 ore precedenti l’intervento, poiché le micro-abrasioni della lama potrebbero favorire la diffusione del virus HPV. Se necessario, accorcia i peli con le forbici o usa un regolatore elettrico con cautela.
  • Igiene: Il giorno dell’appuntamento, effettua un’igiene accurata con un detergente delicato. Non applicare talco, profumi o lozioni nell’area vulvare.

2. Gestione del dolore (Anestesia)

Molti ginecologi suggeriscono l’uso di una crema anestetica (come la EMLA o Pliaglis).

  • Quando applicarla: Solitamente va messa circa 20-30 minuti prima dell’intervento.
  • Come: Applica uno strato generoso sulle lesioni e copri l’area con della pellicola trasparente (o usa i cerotti occlusivi forniti) per far assorbire meglio il principio attivo. Chiedi sempre conferma al tuo medico sulla tempistica esatta.

3. Cosa portare e come vestirsi

  • Abbigliamento: Indossa biancheria intima di cotone morbido (meglio se bianca e non nuova, in caso di piccole macchie di sangue o disinfettante) e pantaloni larghi o una gonna. Evita jeans stretti o leggings che potrebbero irritare la zona subito dopo il trattamento.
  • Assorbenti: Porta con te un assorbente esterno (non interno); potrebbe servire subito dopo la seduta per proteggere la biancheria da eventuali gel o liquidi lenitivi applicati dal medico.

Evitare i rapporti nei primi 7-14 gg dopo il trattamento

4. Accorgimenti medici e pratici

  • Ciclo mestruale: L’intervento non può essere eseguito durante il flusso mestruale intenso per ragioni di visibilità e igiene. Se prevedi che il ciclo coincida con l’appuntamento, contatta lo studio per spostarlo.
  • Documentazione: Porta con te gli esiti degli ultimi esami (Pap-test, test HPV o biopsie precedenti) se non sono già in possesso dello specialista.
  • Terapie in corso: Informa il medico se stai assumendo farmaci anticoagulanti o se hai allergie a anestetici locali (come la lidocaina).

Dopo il trattamento: i primi passi

Subito dopo la seduta, il medico ti prescriverà solitamente una crema cicatrizzante o spray lenitivo da applicare per 7-10 giorni. È fondamentale non grattare le crosticine che si formeranno per evitare macchie o infezioni.

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Terapie per i fibromi uterini – Radiofrequenza https://www.mariapiadinicola.it/2025/03/10/terapie-per-i-fibromi-uterini-radiofrequenza/ https://www.mariapiadinicola.it/2025/03/10/terapie-per-i-fibromi-uterini-radiofrequenza/#respond Mon, 10 Mar 2025 20:51:28 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2246 I fibromi uterini, noti anche come leiomiomi, sono tumori benigni che si sviluppano nell’utero, sebbene spesso asintomatici, possono causare sintomi fastidiosi come sanguinamento mestruale abbondante, dolore pelvico e problemi di fertilità. Fortunatamente, negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi trattamenti innovativi per i fibromi uterini: Nuove terapie farmacologiche: come gli antagonisti del GnRH: Questi farmaci […]

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I fibromi uterini, noti anche come leiomiomi, sono tumori benigni che si sviluppano nell’utero, sebbene spesso asintomatici, possono causare sintomi fastidiosi come sanguinamento mestruale abbondante, dolore pelvico e problemi di fertilità. Fortunatamente, negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi trattamenti innovativi per i fibromi uterini:

Nuove terapie farmacologiche: come gli antagonisti del GnRH: Questi farmaci agiscono bloccando la produzione di estrogeni e progesterone, ormoni che alimentano la crescita dei fibromi. Tra i più recenti, il relugolix, spesso combinato con estradiolo e noretisterone acetato per minimizzare gli effetti collaterali, rappresenta una valida opzione.

Ablazione con radiofrequenza: tecnica che utilizza energia a radiofrequenza per distruggere il tessuto fibromatoso, riducendo le dimensioni del fibroma e alleviando i sintomi.

Embolizzazione dell’arteria uterina (UAE): procedura che prevede l’iniezione di piccole particelle nelle arterie che alimentano il fibroma, bloccando l’apporto di sangue e causando la riduzione del fibroma.

Terapie ad ultrasuoni focalizzati (HIFU): tecnica che utilizza onde ultrasoniche ad alta intensità per riscaldare e distruggere il tessuto fibromatoso senza incisioni chirurgiche. La scelta del trattamento più appropriato dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione e la posizione dei fibromi, la gravità dei sintomi, il desiderio di preservare la fertilità e le preferenze personali della paziente.

L’ablazione dei fibromi con radiofrequenza è una procedura mini-invasiva che utilizza energia a radiofrequenza per distruggere il tessuto fibromatoso, riducendo le dimensioni dei fibromi e alleviando i sintomi. Un ago sottile viene inserito nel fibroma, guidato da immagini ecografiche o laparoscopiche, attraverso l’ago viene emessa energia a radiofrequenza, che genera calore e distrugge il tessuto fibromatoso. Nel tempo, il tessuto distrutto viene riassorbito dal corpo, riducendo le dimensioni del fibroma.
I vantaggi sono che la procedura è mini-invasiva: richiede piccole incisioni o nessuna incisione, riducendo il dolore e il tempo di recupero. L’ utero viene preservato ed i sintomi si riducono. Questa tecnica è indicata in caso di fibromi sintomatici, desiderio di preservare la fertilità, la presenza di fibromi di dimensioni moderate ben identificabili, in posizioni precise. La procedura è controindicata in caso di gravidanza, infezioni pelviche, fibromi molto grandi o in posizioni difficili, presenza di tumori, presenza di iud, patologie della coagulazione. Una buona valutazione preoperatoria permette di selezionare i casi che beneficeranno del trattamento.

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Bruciore uretrale https://www.mariapiadinicola.it/2022/09/18/bruciore-uretrale/ https://www.mariapiadinicola.it/2022/09/18/bruciore-uretrale/#respond Sun, 18 Sep 2022 11:26:45 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2110 Il dolore uretrale è un sintomo sperimentato almeno una volta nella vita da tutte le donne: si tratta di un bruciore/prurito durante la minzione. Questo fastidioso sintomo ha un’incidenza massima tra i 30 ed i 50 anni. In aggiunta al bruciore possono essere presenti un aumento della frequenza delle minzioni ed un dolore/senso di peso […]

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Il dolore uretrale è un sintomo sperimentato almeno una volta nella vita da tutte le donne: si tratta di un bruciore/prurito durante la minzione. Questo fastidioso sintomo ha un’incidenza massima tra i 30 ed i 50 anni. In aggiunta al bruciore possono essere presenti un aumento della frequenza delle minzioni ed un dolore/senso di peso vescicale, un incompleto svuotamento della vescica ed un flusso minzionale rallentato. In sintomi peggiorano durante il giorno. L’esame delle urine in questi casi è negativo è spesso negativo e ciò rende ancora più complesso il trattamento visto che non abbiamo una causa infettiva su cui lavorare, bisogno considerare comunque che un quarto delle donne con sindrome urinaria presentano comunque un’infezione delle vie urinaria.
Un momento indispensabile prima di iniziare il trattamento è effettuare una corretta diagnosi: dobbiamo escludere eventuali cistiti interstiziali, patologie vescico-uretrali, dolore pelvico cronico, infezioni vaginali, vaginiti atrofiche.

Le cause responsabili del bruciore uretrale possono essere molteplici:

  • INFEZIONI DELLE VIE URINARIE.
  • MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE: come la gonorrea, la chlamydia ed il michoplasma possono essere responsabili di questa sintomatologia.
  • ALCUNI CIBI possono irritare l’uretra aumentando il rischio di provare bruciore:
    caffeina, cibi piccanti, acolici.
  • IL FUMO.
  • SOSTANZE CHIMICHE contenute nei prodotti per l’ igiene intima.

Una terapia alternativa a quelle tradizionali è L’OSSIGENO-TERAPIA con la sua azione antibatterica ed anti-infiammatoria. Questa terapia permette un maggior apporto di ossigeno ed acido ialuronico ai tessuti favorendone i processi di riparazione e la disponibilità di mediatori dell’infiammazione come istamina, prostaglandine e serotonina. L’acido ialuronico è un polisaccaride fondamentale nel mantenimento dell’ elasticità della matrice extracellulare, una struttura fondamentale nella composizione dei tessuti.
Utilizzando l’ ossigeno terapia e seguendo corretti stili di vita igienici e dietetici, oltre a seguire precise indicazioni per la vita sessuale si riesce a ridurre la sintomatologia del 82%.

 

Kellar RS et al. Topically delivered dissolved oxygen reduces inflammation and positively influences structural proteins in healthy intact human skin. J Cosmet Dermatol. 2013 Jun;12(2):86-95.
Tomphac PC, et al. Cell response to HBO treatment. Int J Oral Maxillofac Surg, 1997 Apr; 26 (2): 82-6.
Chen J et al. “Evaluation of the efficacy and safety of hyaluronic acid vaginal.” J Sex Med. 2013; 10; 1575-84.
Condemi L, Di Giuseppe J, Delli Carpini G, Garoia F, Frega A, Ciavattini A. Vaginal natural oxygenation device (VNOD) for concomitant administration of hyaluronic acid and topical hyperbaric oxygen to treat vulvo vaginal atrophy: a pilot study. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2018 Dec;22(23):8480-8486.

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Ti capita di avere delle irregolarità mestruali? https://www.mariapiadinicola.it/2021/04/30/ti-capita-di-avere-delle-irregolarita-mestruali/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/04/30/ti-capita-di-avere-delle-irregolarita-mestruali/#respond Fri, 30 Apr 2021 16:02:11 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1789 Quando il ciclo viene definito regolare? Un ciclo mestruale mediamente dura 28 giorni (il ciclo lunare appunto), tra l’undicesimo ed il sedicesimo giorno si dovrebbe verificare l’ovulazione. Le perdite di sangue mestruale  dovrebbero durare mediamente tra i 3 ed i 5/6 giorni (35-80 mL di sangue). N.B. Il conteggio dei giorni inizia sempre dal primo […]

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Quando il ciclo viene definito regolare?

Un ciclo mestruale mediamente dura 28 giorni (il ciclo lunare appunto), tra l’undicesimo ed il sedicesimo giorno si dovrebbe verificare l’ovulazione. Le perdite di sangue mestruale  dovrebbero durare mediamente tra i 3 ed i 5/6 giorni (35-80 mL di sangue).
N.B. Il conteggio dei giorni inizia sempre dal primo giorno di mestruazioni.

Ovviamente non in tutte le donne il ciclo ormonale è così preciso e matematico poiché la prima
metà del ciclo (quella prima dell’ovulazione) può essere variabile, per cui abbiamo donne che l’hanno corta e donne che l’hanno più lunga.
Un ciclo viene considerato normale e regolare se dura tra i 22 ed i 36 giorni, qualora si verifichino due cicli a meno di 21 giorni oppure a più di 36 giorni in maniera ripetuta bisogna capire perché ciò succede.

Quando c’è un sanguinamento tra due cicli o dopo un rapporto sessuale, oppure in menopausa è
bene sempre verificare che non vi siano patologie per cui sono necessarie delle terapie.

Le cause più frequenti di irregolarità mestruali possono essere:

Squilibri ormonali, formazioni polipoidi dell’endometrio, fibromi/miomi uterini, alterazioni della coagulazione, infezioni della cervice, gravidanza, sindrome dell’ovaio policistico, patologie del metabolismo oppure tumori degli organi genitali.

Nel periodo dell’adolescenza e della premenopausa l’instabilità della produzione ormonale può avere come effetto sull’endometrio dei sanguinamenti anomali o delle irregolarità nelle
mestruazioni.

Una visita ginecologica completa di controllo ecografico ed eventualmente qualche esame del
sangue possono essere sufficienti per fare una diagnosi ed impostare una terapia.
Vi sono poi delle irregolarità mestruali che non hanno una causa fisiologica o anatomica vera e
propria ma possono essere legate all’assunzione di alcuni tipi di farmaci (antiemetici, chemioterapici, antipertensivi, antidepressivi, la stessa pillola anticoncezionale) oppure a delle
importanti aumenti o riduzioni del peso corporeo o, ancora, ad un’ intensa attività fisica che riduce eccessivamente la massa grassa.

Infine segnaliamo una causa importante: lo stress prolungato, una situazione che causa una
produzione di alcuni ormoni che alterano i bioritmi del corpo.
In questi ultimi l’unico modo per è cambiare le proprie abitudini di vita!

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lichen scleroatrofico https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/24/lichen-scleroatrofico/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/24/lichen-scleroatrofico/#respond Sun, 24 Jan 2021 11:16:51 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1637 l lichen scleroatrofico è una malattia infiammatoria che colpisce la cute e le mucose della vulva e della zona perianale, si tratta di una patologia cronica di probabile origine autoimmune che colpisce prevalentemente individui di sesso femminile nel periodo della menopausa ma anche in età pediatrica ( 3/4 anni). Clinicamente appaiono aree bianche caratterizzate da […]

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l lichen scleroatrofico è una malattia infiammatoria che colpisce la cute e le mucose della vulva e della zona perianale, si tratta di una patologia cronica di probabile origine autoimmune che colpisce prevalentemente individui di sesso femminile nel periodo della menopausa ma anche in età pediatrica ( 3/4 anni).
Clinicamente appaiono aree bianche caratterizzate da intenso prurito prevalentemente notturno, bruciore e fastidi ad urinare. A volte le grandi e le piccole labbra tendono a fondersi tra loro.

Nei casi più gravi si creano piccole ferite, spesso causate dall’irrefrenabile necessità di grattarsi dovuta al prurito.
Nel 5% dei casi le lesioni possono, in alcuni punti, trasformarsi in un tumore a cellule squamose.
Questo è il motivo per cui vanno controllate periodicamente(ogni 6 mesi) con un esame
vulvoscopico.
Causa condizioni di atrofia (secchezza) che possono rendere difficoltosi i rapporti sessuali per cui le pazienti che ne soffrono vanno seguite da diversi punti di vista. In Italia è riconosciuta come malattia rara ed ha un codice di esenzione.
I sintomi possono essere ben controllati dalle terapie quando la patologia viene diagnosticata tempestivamente e gestita nel tempo.

Lo scopo della terapia è la riduzione dell’ infiammazione e lo si fa con diversi sistemi.
Le terapie tradizionali utilizzano vari farmaci antiinfiammatori ed idratanti variamente combinati in base alla situazione di ogni donna. Negli ultimi anni, in diversi lavori scientifici , sono satati utilizzati i laser Co2 o Erbium rigenerativi che creano microlesioni sulla superficie della mucosa. La riparazione delle lesioni comporta la proliferazione di nuovo tessuto, non infiammato.

La procedura richiede tre applicazioni scaglionate su tre mesi e l’utilizzo di creme emolienti. Il trattamento non è doloroso poiché si utilizzano creme anestetiche.
In alcuni casi vengono utilizzati i lipofilling, cioè dei fattori di crescita contenuti nel plasma piastrinico o nelle cellule del tessuto adiposo, tessuti che vengono posizionati in corrispondenza del lichen.

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Gravidanza e malattie reumatiche https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/03/posso-affrontare-e-malattie-reumatiche/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/03/posso-affrontare-e-malattie-reumatiche/#respond Sun, 03 Jan 2021 11:04:03 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1625 Posso affrontare una gravidanza se ho una malattia reumatica? L’attuale risposta è si ma con un pizzico di attenzione. Le malattie reumatiche colpiscono giovani donne in età riproduttiva alterandone in maniera più o meno importante la qualità della vita. Le principali patologie reumatiche sono: Lupus Eritematoso Sistemico: si tratta di una patologia che può colpire […]

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Posso affrontare una gravidanza se ho una malattia reumatica?

L’attuale risposta è si ma con un pizzico di attenzione.
Le malattie reumatiche colpiscono giovani donne in età riproduttiva alterandone in maniera più o meno importante la qualità della vita.

Le principali patologie reumatiche sono:

  • Lupus Eritematoso Sistemico: si tratta di una patologia che può colpire diversi organi/apparati
    (articolazioni, pelle, cuore, reni, sangue) in numero ed intensità variabile.
  • Sclerodermia: colpisce la cute, l’ esofago, cuore, polmoni e reni (anche qui come per il Lupus lemanifestazioni sono variabili per numero di localizzazioni ed intensità).
  • Sindrome di Sjogren: presenta secchezza delle mucose (occhi, bocca, vagina); problematiche
    cutanee, cardiache, articolari, problemi gastrointestinali.
  • Artite Reumatoide: si manifesta con dolore a diverse articolazioni contemporaneamente, febbre, astenia.
  • Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi: spesso asintomatica presenta un aumento di alcuni
    anticorpi nel sangue. La manifestazione clinica è rappresentata da delle trombosi.
  • Psoriasi: manifestazioni cutanee.

Fino a non molti anni fa le donne con patologie reumatiche venivano invitate a non affrontare
delle gravidanze per il rischio di riacutizzazione della sintomatologia o per eventuali complicanze ostetriche.

Queste paure sono spesso ancora presenti nelle pazienti in aggiunta alla paura che le terapie
possano creare problemi nel neonato o che loro stesse non riescano a prendersene cura a causa
della malattia.

Allo stato attuale abbiamo una strategia che permette di poter ridurre i rischi che consiste nel
pianificare una gravidanza insieme alle figure mediche di riferimento (reumatologo e ginecologo) in un momento di remissione della malattia.

Alla luce di ciò è importante sottolineare che le donne con patologie reumatiche:
Hanno una fertilità normale (solo in alcuni casi ridotta da delle terapie specifiche). Possono utilizzare anticoncezionali (dispositivi intrauterini senza problemi, per gli estro-progestinici va valutato il rischio individuale).

Possono essere sottoposte a tecniche di fecondazione assistita (anche qui dopo la valutazione del rischio individuale).
Una volta insorta la gravidanza è importante che non si riattivi la patologia per cui la
somministrazione di una terapia è fondamentale.

In gravidanza possono essere somministrati una serie di farmaci: aspirinetta, eparina a basso peso
molecolare, cortisonici, azatioprina, colchicina, ciclosporina A, etc ( da sottolineare che alcune
terapie non vengono consigliate in gravidanza per l’ assenza di evidenze, non perché vi siano certi effetti collaterali per cui è sempre buona norma farla gestire da uno specialista esperto).
Una corretta stratificazione del rischio ostetrico può permettere di impostare una terapia
adeguata.

Una malattia reumatiche non rappresenta un’indicazione al taglio cesareo per cui va valutata
individualmente la modalità del parto e l’ eventuale utilizzo di una partoanalgesia.

Nella fase del postpartum può capitare che la malattia si riattivi per cui è fondamentale mantenere un filo diretto con il reumatologo, per valutare il tipo di terapia da adottare in questa fase, e con il ginecologo, per impostare una strategia contraccettiva.

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Terapia laser per la secchezza vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2020/04/16/terapia-laser-per-la-secchezza-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/04/16/terapia-laser-per-la-secchezza-vaginale/#respond Thu, 16 Apr 2020 10:13:21 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1416 Il laser frazionato a CO2 è una tipologia di laser che agisce riducendo la sintomatologia dovuta all‘atrofia vaginale post-menopausale e non. Numerosi sono stati gli studi che hanno confermato l’efficacia di questa terapia non farmacologica e non chirurgica ( Salvatore et Al, 2015 lo ha applicato su 77 donne in postmenopausa; Siliquini et Al, 2017 […]

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Il laser frazionato a CO2 è una tipologia di laser che agisce riducendo la sintomatologia dovuta all‘atrofia vaginale post-menopausale e non. Numerosi sono stati gli studi che hanno confermato l’efficacia di questa terapia non farmacologica e non chirurgica ( Salvatore et Al, 2015 lo ha applicato su 77 donne in postmenopausa; Siliquini et Al, 2017 lo ha utilizzato in 87 donne; Perino et Al, 2015 su 48 donne).

La diminuzione dei livelli estrogenici comporta un’assottigliamento della mucosa vaginale, una riduzione del flusso sanguigno all’interno della stessa, una riduzione delle secrezioni vaginali e di conseguenza un’alterazione del microambiente vaginale con riduzione dei lattobacilli ed aumento del pH.
In sintesi la mucosa è più sottile, debole e predisposta alle infezioni. Salvatore et Al nel 2015 hanno dimostrato istologicamente tutto questo.
Utilizzando studi prospettici ed osservazionali sono stati individuate modificazioni istologiche dei tessuti trattati con il laser consistenti in un aumento dello spessore della mucosa e nella formazione di nuove papille. Lo scopo principale del laser a CO2 è stato ripristinare i tessuti premenopusali, quello che per anni è stato chiamato ringiovanimento vaginale ma che non ha nulla a che fare con l’estetica; si tratta piuttosto di un recupero della funzionalità di alcuni tessuti.

Come funziona?

L’energia termica emessa dal laser permette di riattivare in profondità i fibroblasti, cioè quelle cellule che producono il collagene, un tessuto del nostro corpo che con il tempo perde forza ed elasticità. La riattivazione di queste cellule permette la produzione di un collagene nuovo, più elastico ed in grado di catturare una maggiore quantità d’acqua, questo comporta una riduzione di una serie di sintomi: bruciore, secchezza, dolore durante i rapporti sessuali, dolore durante la minzione.

L’efficacia della metodica è così valida che alcuni autori, come Cruz VL et Al nel 2018, hanno comparato l’utilizzo del laser da solo con l’utilizzo di estrogeni locali e hanno potuto confermare che il risultato sui sintomi è sovrapponibile. La North American Menoapuse Society nelle sue ultime raccomandazioni ha ha inserito il laser sulla prima linea di trattamento dell’atrofia vulvo-vaginale tra i trattamenti non ormonali. In sintesi il laser può essere un’ottima soluzione non ormonale al problema della secchezza vaginale.

 

 

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Atrofia vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2019/10/30/secchezza-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/10/30/secchezza-vaginale/#respond Wed, 30 Oct 2019 10:07:37 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=1218 L’atrofia vaginale, più comunemente conosciuta come secchezza vaginale, è una condizione molto diffusa che consiste in un assottigliamento dei tessuti che rivestono la vagina e la vulva. L’assottigliamento è dovuto ad uno squilibrio ormonale che impedisce la corretta stimolazione delle mucose, a questo si aggiunge una riduzione delle secrezioni di muco lubrificante. In menopausa questo […]

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L’atrofia vaginale, più comunemente conosciuta come secchezza vaginale, è una condizione molto diffusa che consiste in un assottigliamento dei tessuti che rivestono la vagina e la vulva. L’assottigliamento è dovuto ad uno squilibrio ormonale che impedisce la corretta stimolazione delle mucose, a questo si aggiunge una riduzione delle secrezioni di muco lubrificante.
In menopausa questo squilibrio si verifica in maniera più o meno accentuata in tutte lo donne a causa della ridotta produzione di estrogeni ma esistono anche altre condizioni
che possono causare secchezza vaginale:

1- L’assunzione di estro-progestinici (es. pillola)
2- La gravidanza
3- L’allattamento

La sintomatologia della secchezza vaginale può essere accentuata da condizioni particolari:

1- Interventi chirurgici con asportazione in pre menopausa di utero ed ovaie
2- Radioterapia-Chemioterapia per tumori degli organi genitali
3- Fumo
4- Utilizzo di antidepressivi
5- La Sindrome di Syogren (patologia autoimmune in cui vi è una ridotta lubrificazione delle cavità corporee ( bocca, occhi, VAGINA).

L’assottigliamento delle mucose e la riduzione di muco possono alterare le condizioni dell’ambiente vaginale facilitando uno sbilanciamento delle varie popolazioni batteriche con conseguente tendenza a sviluppare più facilmente vaginiti e cistiti ricorrenti che peggiorano la sintomatologia.
In menopausa circa il 50% delle donne a 3 anni dall’ultima mestruazione inizia ad avvertire i primi sintomi:

1- Bruciori
2- Prurito
3- Perdite ematiche
4- Urgenze urinaria
5- Dolori durante i rapporti sessuali
6- Modificazioni anatomiche della vulva

Come risolvere?

Le problematiche legate all’atrofia non si limitano o risolvono autonomamente ma possono aumentare nel tempo se trascurate per questo è importante ai primi sintomi intervenire. Le metodologie che possiamo utilizzare sono molteplici, dai lubrificanti a terapie ormonali sostitutive locali, sistemiche o combinate.
Fortunatamente negli ultimi anni sono state sviluppate anche metodologie fisiche che posso essere applicate in donne che presentano controindicazioni alla terapia ormonale o che non vogliano assumerla: la terapia laser rigenerativa è uno di questi sistemi (MonnalisaTouch L’Aquila). Il calore generato dal laser stimola, con un minimo disconfort, la rigenerazione tissutale e dopo circa tre applicazioni i miglioramenti sono evidenti.

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Herpes Genitale https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/05/herpes-genitale/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/05/herpes-genitale/#respond Tue, 05 Mar 2019 17:54:26 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=902 L’Herpes genitale è un’infezione cronica causata da due tipi di virus: HSV-1 e HSV-2 il quale tende ad essere maggiormente responsabile di lesioni genitali. In molte persone l’ infezione non viene diagnosticata poichè può risultare asintomatica oppure viene trattata sui singoli episodi acuti ma non viene impostata una terapia a lungo termine, in questo modo […]

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L’Herpes genitale è un’infezione cronica causata da due tipi di virus: HSV-1 e HSV-2 il quale tende ad essere maggiormente responsabile di lesioni genitali.

In molte persone l’ infezione non viene diagnosticata poichè può risultare asintomatica oppure viene trattata sui singoli episodi acuti ma non viene impostata una terapia a lungo termine, in questo modo la diffusione del virus risulta più semplice e veloce.

Questo accade poichè la diagnosi di Herpes può essere difficoltosa visto che in molte persone non sono presenti le vescicole o le lesioni tipiche dell’infezione: piccole ulcere con fondo ricoperto di materiale bianco.

L’Herpes di tipo 2 tende a dare più spesso recidive per questo per la diagnosi di infezione sarebbe raccomandabile un test di laboratorio per identificare l’infezione ed il tipo di agente responsabile.

Una volta contratta l’infezione, dopo circa una settimana, sono rilevabili anticorpi in circolo nel sangue: quelli contro il tipo 2 sono indicativi di Herpes contratto per via genitale mentre per quelli di tipo 1 è più complicato valutare l’ origine visto che spesso si manifesta anche a livello labiale. Nelle persone in cui si rileva l’infezione bisognerebbe effettuare anche un test per l’HIV.

La terapia consiste nella somministrazioni di antivirali (Acyclovir, valacyclovir, Famcyclovir), i quali attenuano la sintomatologia ed i segni di un’infezione acuta ma non hanno effetto nell’eradicazione dei virus latenti oppure nell’evitare le recidive che possono comunque essere ridotte del 70-80% utilizzando dei corretti schemi di antivirali.

La terapia soppressiva dovrebbe essere raccomandata anche nei partner di persone con episodi acuti di infezione erpetica, nei sieropositivi e nelle persone che hanno partner multipli.

Durante le fasi acute sarebbe consigliabile utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali oppure evitarli.

La diagnosi di infezione erpetica potrebbe generare ansia per cui si consiglia un colloquio approfondito in cui parlare della storia naturale del virus, delle eventuali recidive e della trasmissione per via sessuale, dell’importanza di astenersi dai rapporti sessuali, di informare il partner e del grado di efficacia della terapia.

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