infezione Archivi - Mariapia Di Nicola Ginecologo L'Aquila https://www.mariapiadinicola.it/tag/infezione/ Gravidanza - Menopausa - Pap Test - Contraccezione Sun, 20 Nov 2022 16:58:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 Il Tampone Vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2022/11/20/il-tampone-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2022/11/20/il-tampone-vaginale/#respond Sun, 20 Nov 2022 16:58:36 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2150 Il tampone vaginale è un esame semplice ed indolore che viene usato in maniera diffusa e frequente per poter diagnosticare in maniera specifica un’infezione. Il tampone è consigliabile quando si hanno pruriti, bruciori, secrezioni vaginali, secchezza vaginale, dolori durante i rapporti sessuali. Viene richiesto anche in caso di percorsi di fecondazione assistita per escludere alcune […]

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Il tampone vaginale è un esame semplice ed indolore che viene usato in maniera diffusa e frequente per poter diagnosticare in maniera specifica un’infezione.
Il tampone è consigliabile quando si hanno pruriti, bruciori, secrezioni vaginali, secchezza vaginale, dolori durante i rapporti sessuali. Viene richiesto anche in caso di percorsi di fecondazione assistita per escludere alcune tipologie di infezioni.
Il prelievo può essere eseguito tramite due modalità:

  • Un prelievo vaginale in cui mediante un cotton fioc di prelevano delle secrezioni dal fondo della vagina.
  • Un prelievo cervicale in cui le secrezioni sono raccolte dal collo dell’utero. Nella maggior parte dei casi, per maggiore accuratezza diagnostica, si eseguono entrambi.

Attraverso un tampone vaginale vengono rilevati: Streptococco beta emolitico B o
D, Stafilococco, Candida, Gardnerella, Gonococco, Chlamydia, Mycoplasmi. Trichomonas ed altri germi comuni.
In questi casi è necessario un tampone cervicale che deve essere effettuato tramite l’inserimento di uno speculum. Prima di sottoporsi ad un tampone l’ideale sarebbe seguire alcune norme di condotta nelle 24 ore precedenti al prelievo:

  • Non effettuare lavande vaginali
  • Non inserire ovuli o crema
  • Evitare di immergersi in acqua (bagno)
  • Evitare i rapporti sessuali
  • Aspettare almeno 7 giorni dalla fine dell’ ultimo antibiotico assunto qualora si stia seguendo una terapia antibiotica.

Il tampone si può eseguire durante la gravidanza quando ho dei sintomi che mi posso far pensare ad un’infezione oppure, in maniera routinaria secondo le Raccomandazioni del
Ministero della Salute, alla 35 esima settimana per individuare la presenza di un batterio: lo streptococco Beta-emolitico che potrebbe causare infezioni al bambino. In questo caso la paziente viene sottoposta anche ad un tampone rettale e ad un’urinocoltura per verificare che il batterio sia assente in qualunque distretto della pelvi.

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Bruciore uretrale https://www.mariapiadinicola.it/2022/09/18/bruciore-uretrale/ https://www.mariapiadinicola.it/2022/09/18/bruciore-uretrale/#respond Sun, 18 Sep 2022 11:26:45 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2110 Il dolore uretrale è un sintomo sperimentato almeno una volta nella vita da tutte le donne: si tratta di un bruciore/prurito durante la minzione. Questo fastidioso sintomo ha un’incidenza massima tra i 30 ed i 50 anni. In aggiunta al bruciore possono essere presenti un aumento della frequenza delle minzioni ed un dolore/senso di peso […]

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Il dolore uretrale è un sintomo sperimentato almeno una volta nella vita da tutte le donne: si tratta di un bruciore/prurito durante la minzione. Questo fastidioso sintomo ha un’incidenza massima tra i 30 ed i 50 anni. In aggiunta al bruciore possono essere presenti un aumento della frequenza delle minzioni ed un dolore/senso di peso vescicale, un incompleto svuotamento della vescica ed un flusso minzionale rallentato. In sintomi peggiorano durante il giorno. L’esame delle urine in questi casi è negativo è spesso negativo e ciò rende ancora più complesso il trattamento visto che non abbiamo una causa infettiva su cui lavorare, bisogno considerare comunque che un quarto delle donne con sindrome urinaria presentano comunque un’infezione delle vie urinaria.
Un momento indispensabile prima di iniziare il trattamento è effettuare una corretta diagnosi: dobbiamo escludere eventuali cistiti interstiziali, patologie vescico-uretrali, dolore pelvico cronico, infezioni vaginali, vaginiti atrofiche.

Le cause responsabili del bruciore uretrale possono essere molteplici:

  • INFEZIONI DELLE VIE URINARIE.
  • MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE: come la gonorrea, la chlamydia ed il michoplasma possono essere responsabili di questa sintomatologia.
  • ALCUNI CIBI possono irritare l’uretra aumentando il rischio di provare bruciore:
    caffeina, cibi piccanti, acolici.
  • IL FUMO.
  • SOSTANZE CHIMICHE contenute nei prodotti per l’ igiene intima.

Una terapia alternativa a quelle tradizionali è L’OSSIGENO-TERAPIA con la sua azione antibatterica ed anti-infiammatoria. Questa terapia permette un maggior apporto di ossigeno ed acido ialuronico ai tessuti favorendone i processi di riparazione e la disponibilità di mediatori dell’infiammazione come istamina, prostaglandine e serotonina. L’acido ialuronico è un polisaccaride fondamentale nel mantenimento dell’ elasticità della matrice extracellulare, una struttura fondamentale nella composizione dei tessuti.
Utilizzando l’ ossigeno terapia e seguendo corretti stili di vita igienici e dietetici, oltre a seguire precise indicazioni per la vita sessuale si riesce a ridurre la sintomatologia del 82%.

 

Kellar RS et al. Topically delivered dissolved oxygen reduces inflammation and positively influences structural proteins in healthy intact human skin. J Cosmet Dermatol. 2013 Jun;12(2):86-95.
Tomphac PC, et al. Cell response to HBO treatment. Int J Oral Maxillofac Surg, 1997 Apr; 26 (2): 82-6.
Chen J et al. “Evaluation of the efficacy and safety of hyaluronic acid vaginal.” J Sex Med. 2013; 10; 1575-84.
Condemi L, Di Giuseppe J, Delli Carpini G, Garoia F, Frega A, Ciavattini A. Vaginal natural oxygenation device (VNOD) for concomitant administration of hyaluronic acid and topical hyperbaric oxygen to treat vulvo vaginal atrophy: a pilot study. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2018 Dec;22(23):8480-8486.

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Emorroidi: cosa sona e come si curano https://www.mariapiadinicola.it/2021/11/21/emorroidi-cosa-sona-e-come-si-curano/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/11/21/emorroidi-cosa-sona-e-come-si-curano/#respond Sun, 21 Nov 2021 10:27:56 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1921 Oggi la Dr.ssa Alessandra Pescosolido, Chirurgo Generale, ci chiarirà alcuni dubbi sulla patologia emorroidaria. Le domande più frequenti che si pongono le pazienti sono le seguenti: COSA SONO LE EMORROIDI? COME SI FA A CAPIRE SE SONO EMORROIDI? PER QUALE MOTIVO VENGONO LE EMORROIDI? COME SI FA A “SGONFIARE” LE EMORROIDI? COSA SI FA QUANDO […]

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Oggi la Dr.ssa Alessandra Pescosolido, Chirurgo Generale, ci chiarirà alcuni dubbi sulla patologia emorroidaria.
Le domande più frequenti che si pongono le pazienti sono le seguenti:

  • COSA SONO LE EMORROIDI?
  • COME SI FA A CAPIRE SE SONO EMORROIDI?
  • PER QUALE MOTIVO VENGONO LE EMORROIDI?
  • COME SI FA A “SGONFIARE” LE EMORROIDI?
  • COSA SI FA QUANDO SI HANNO LE EMORROIDI?Sentiamo le risposte della Dr.ssa Pescosolido

COSA SONO LE EMORROIDI?

“Le emorroidi sono dei cuscinetti vascolari disposti ad anello all’interno dell’ano che aiutano a mantenere la continenza delle feci e a proteggere la mucosa anale dal passaggio delle stesse. Le emorroidi sono fisiologicamente presenti in ogni persona ma quando si dilatano, prolassano fuori dal canale anale, presentano dei coaguli all’interno possono dare prurito, dolore e sanguinare ed allora si parla di patologia emorroidaria”.

COME SI FA A CAPIRE SE SONO EMORROIDI?

“Le emorroidi infiammate possono dare una serie di sintomi:

  • Prurito
  • Bruciore
  • Sanguinamento
  • Prolasso dei tessuti
  • Tenesmo (dolore durante l’espulsione delle feci)
  • Produzione eccessiva di mucoTutti questi sintomi possono essere dovuti anche ad altre problematiche per cui quando li si avverte è importante rivolgersi ad uno specialista per la diagnosi”.

PER QUALE MOTIVO VENGONO?

“ La causa principale è un indebolimento graduale del tessuto che che circonda le emorroidi, i vasi sanguigni perdono in questo modo sostegno e scivolano all’esterno del canale anale con la mucosa che li ricopre, questo scivolamento si può avere anche per un’alterazione del flusso sanguigno all’interno dei vasi che causa un rigonfiamento dei cuscinetti emorroidari. I tessuti cosi esposti subiscono traumi ripetuti al passaggio delle feci e questo genera uno stato infiammatorio responsabile della sintomatologia”.
C’è qualcosa che si può fare per prevenire la malattia emorroidaria Dr.ssa Pescosolido?
“Vi sono poi alcune abitudini che predispongono alla malattia: famigliarità, una dieta povera di acqua e fibre, stitichezza, diarrea, il fumo, alcuni sport (ciclismo, equitazione, spinning)”.

COME SI FA A “SGONFIARELE”?

“Innanzitutto bisogna modificare il proprio stile di vita: bere almeno 2 L di acqua al giorno, seguire una dieta ricca di fibre, curare l’igiene, evitare cibi speziati, piccanti, alcolici, il fumo, non trattenere lo stimolo di andare in bagno e dedicarsi ad un’attività fisica leggera. Vi sono poi una serie di terapie che possono ridurre i sintomi ed il gonfiore: alcune piante esercitano un’ottima azione nel trattare le emorroidi: il rusco, il cipresso, l’amamelide e l’iperico ma se la sintomatologia è intensa vengono utilizzati farmaci locali (creme, olii, supposte) anestetici locali e creme  al cortisone associate ad emollienti e rinfrescanti.”

COSA SI FA QUANDO SI HANNO LE EMORROIDI?

Rivolgersi ad un medico proctologo che possa valutare il grado delle emorroidi (esistono vari livelli di gravità e agli stadi più avanzati potrebbe essere necessario l’intervento del chirurgo). L’automedicazione può essere utile per gestire i sintomi appena insorgono ma è raccomandabile che il problema venga seguito dallo specialista.”

Ringraziamo la Dr.ssa per il tempo che ci ha dedicato e l’aspettiamo per parlarci del COLON IRRITABILE.

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Ureaplasma e infertilità https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/21/infezione-da-ureaplasma-causa-di-infertilita-sintomi-e-cure/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/21/infezione-da-ureaplasma-causa-di-infertilita-sintomi-e-cure/#respond Sat, 21 Aug 2021 10:29:39 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1875 L’ureaplasma è uno tra i più piccoli batteri esistenti al mondo, visibile solamente al microscopio, e può replicarsi nel tratto respiratorio ed urogenitale degli organismi umani. L’ureaplasma è stato spesso considerato uno dei batteri costituente il microbioma vaginale ma, nonostante viva in equilibrio con i nostri tessuti, capita che venga associato ad una serie di […]

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L’ureaplasma è uno tra i più piccoli batteri esistenti al mondo, visibile solamente al microscopio, e può replicarsi nel tratto respiratorio ed urogenitale degli organismi umani.

L’ureaplasma è stato spesso considerato uno dei batteri costituente il microbioma vaginale ma, nonostante viva in equilibrio con i nostri tessuti, capita che venga associato ad una serie di problematiche quando questo equilibrio si rompe. Un rapporto diretto di causa-effetto ancora non è stato definito.

COME SI TRASMETTE L’ UREAPLASMA?

Il batterio viene trasmesso per via sessuale oppure dalla madre al bambino ma solitamente, in questi casi, viene eliminato nel giro di qualche settimana. Nelle persone immuno-compromesse può svilupparsi più velocemente e con sintomi più accentuati.

SINTOMI DELL’ INFEZIONE

In molti casi l’infezione da ureaplasma è asintomatica. In altri può manifestarsi con:

  • Fastidi durante la minzione
  • Pruriti e bruciori vaginali
  • Dolore pelvico
  • Perdite vaginali
  • Cattivo odore

In gravidanza, come ogni altra infezione, deve essere trattata perché potrebbe contribuire ad una
rottura prematura delle membrane, fermo restando che non è stato individuato tra i fattori causali
del parto pretermine.

COME SI CURA?

Quella da ureaplasma è un’ infezione facilmente curabile con una terapia antibiotica. A volte si trovano forme particolarmente resistenti che necessitano di più cicli di terapia.

L’ UREAPLASMA CAUSA INFERTILITA’?

Nel rispondere a questa domanda differenzierei gli effetti sulla fertilità maschile da quelli sulla fertilità femminile.
Nelle donne l’infezione da Ureaplasma sembrebbe essere coinvolta in un’alterazione della funzionalità turbarica. Le donne infertili presentano spesso un’infezione da ureaplasma asintomatica o subclinca (R.Piscopo et Al.JABA Assist Reprod 2020).

In una Meta-analisi di Caifeng Ma del 2021 la coinfezione da Ureaplasma e Mychoplasma Hominis sarebbe il reale fattore di rischio per l’infertilità più che la singola infezione da Ureaplsma.
Negli uomini l’infezione da ureaplasma sembra avere un impatto negativo sulla concentrazione e la morfologia degli spermatozoi come hanno concluso Linda Farhani ed Al. in una Meta analisi del 2021, sempre nella stessa meta-analisi hanno valutato esserci una maggiore prevalenza di infezioni da ureaplasma negli uomini infertili.

In sintesi l’infezione da Ureaplasma va indagata nei casi di infertilità sia negli uomini che nelle
donne, va trattata quando la si rileva mediante tamponi vaginali ma, al momento, non abbiamo
indicazioni per fare uno screening su larga scala per cercarla nelle giovani donne.

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lichen scleroatrofico https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/24/lichen-scleroatrofico/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/24/lichen-scleroatrofico/#respond Sun, 24 Jan 2021 11:16:51 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1637 l lichen scleroatrofico è una malattia infiammatoria che colpisce la cute e le mucose della vulva e della zona perianale, si tratta di una patologia cronica di probabile origine autoimmune che colpisce prevalentemente individui di sesso femminile nel periodo della menopausa ma anche in età pediatrica ( 3/4 anni). Clinicamente appaiono aree bianche caratterizzate da […]

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l lichen scleroatrofico è una malattia infiammatoria che colpisce la cute e le mucose della vulva e della zona perianale, si tratta di una patologia cronica di probabile origine autoimmune che colpisce prevalentemente individui di sesso femminile nel periodo della menopausa ma anche in età pediatrica ( 3/4 anni).
Clinicamente appaiono aree bianche caratterizzate da intenso prurito prevalentemente notturno, bruciore e fastidi ad urinare. A volte le grandi e le piccole labbra tendono a fondersi tra loro.

Nei casi più gravi si creano piccole ferite, spesso causate dall’irrefrenabile necessità di grattarsi dovuta al prurito.
Nel 5% dei casi le lesioni possono, in alcuni punti, trasformarsi in un tumore a cellule squamose.
Questo è il motivo per cui vanno controllate periodicamente(ogni 6 mesi) con un esame
vulvoscopico.
Causa condizioni di atrofia (secchezza) che possono rendere difficoltosi i rapporti sessuali per cui le pazienti che ne soffrono vanno seguite da diversi punti di vista. In Italia è riconosciuta come malattia rara ed ha un codice di esenzione.
I sintomi possono essere ben controllati dalle terapie quando la patologia viene diagnosticata tempestivamente e gestita nel tempo.

Lo scopo della terapia è la riduzione dell’ infiammazione e lo si fa con diversi sistemi.
Le terapie tradizionali utilizzano vari farmaci antiinfiammatori ed idratanti variamente combinati in base alla situazione di ogni donna. Negli ultimi anni, in diversi lavori scientifici , sono satati utilizzati i laser Co2 o Erbium rigenerativi che creano microlesioni sulla superficie della mucosa. La riparazione delle lesioni comporta la proliferazione di nuovo tessuto, non infiammato.

La procedura richiede tre applicazioni scaglionate su tre mesi e l’utilizzo di creme emolienti. Il trattamento non è doloroso poiché si utilizzano creme anestetiche.
In alcuni casi vengono utilizzati i lipofilling, cioè dei fattori di crescita contenuti nel plasma piastrinico o nelle cellule del tessuto adiposo, tessuti che vengono posizionati in corrispondenza del lichen.

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IL CORONAVIRUS E LA GRAVIDANZA https://www.mariapiadinicola.it/2020/02/22/il-coronavirus-e-la-gravidanza/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/02/22/il-coronavirus-e-la-gravidanza/#respond Sat, 22 Feb 2020 15:01:25 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1378   I telegiornali di oggi hanno appena comunicato il secondo decesso per un’infezione da Coronavirus e la “quarantena” in Veneto e Lombardia di intere cittadine e questo sta seriamente preoccupando l’ intera popolazione. Cos’è il coronavirus: I Coronavirus sono una famiglia identificata negli anni 60 che infetta gli animali e gli uomini causando una sintomatologia […]

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I telegiornali di oggi hanno appena comunicato il secondo decesso per un’infezione da Coronavirus e la “quarantena” in Veneto e Lombardia di intere cittadine e questo sta seriamente preoccupando l’ intera popolazione.

Cos’è il coronavirus:

I Coronavirus sono una famiglia identificata negli anni 60 che infetta gli animali e gli uomini causando una sintomatologia simile a quella influenzale: raffreddore, tosse, febbre, dolori articolari ed eventualmente, nei casi più gravi, polmonite, difficoltà respiratorie o alterazione della funzionalità renale.
Il CODIV-19 è stato identificato per la prima volta durante questa epidemia.
Viene trasmesso attraverso la saliva mediante starnuti e colpi di tosse oppure
contatti diretti di mani, bocca, naso, occhi. Il periodo di incubazione dura 14 giorni.
I rischi maggiori sono a carico di categorie già deboli per patologie presistenti: ipertesi, diabetici, cardiopatici, persone con problemi respiratori o renali, anziani.

Raccomandazioni:

Il Ministero della Salute ha appena emesso una serie di raccomandazioni igieniche che possono aiutarci nel quotidiano nella prevenzione della trasmissione del virus.

  1. Lavare spesso le mani con il sapone per almeno venti secondi oppure con soluzioni alcoliche disinfettanti.
  2. Non toccarsi la bocca, il naso o gli occhi con le mani non precedentemente lavate.
  3. Restare a distanza dalle persone che hanno un’ infezione respiratoria.
  4. Quando si tossisce o starnutisce coprirsi ovviamente non con le mani ma con dei
     monouso o all’interno del gomito.
  5. In caso di influenza o se si assistono persone malate si consiglia di usare delle mascherine.
  6. Non utilizzare farmaci non prescritti dal medico.
  7. Quando si sospetta che le superfici siano contaminate si consiglia di pulirle con cloro o
    alcool.

Coronavirus e gravidanza:

In caso di gravidanza le indicazioni sono fondamentalmente le stesse: non conosciamo il virus per cui non possiamo conoscerne gli effetti e perciò, al momento, viene considerato come altre infezioni virali.
Questo è valido nelle gravidanze non complicate da patologie preesistenti (ipertensione, diabete, obesità, cardiopatie, etc.). Un’attenzione maggiore la poniamo al terzo trimestre di gravidanza quando le sindromi influenzali possono dare qualche difficoltà in più per la compressione che l’ utero aumentato di volume esercita sui polmoni.
Si può consigliare in questa fase di evitare i luoghi molto affollati e rispettare le indicazioni
ministeriali. Qualora abbiate il sospetto di avere un’infezione da Coronavirus si può contattare il numero 1500.

caronavirus

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Sei cose da sapere sul tampone vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2019/07/17/sei-cose-da-sapere-sul-tampone-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/07/17/sei-cose-da-sapere-sul-tampone-vaginale/#respond Wed, 17 Jul 2019 11:58:40 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=1058 1) Cos’è un tampone vaginale? Il tampone vaginale è un esame semplice ed innocuo che viene usato in maniera diffusa e frequente per poter diagnosticare in maniera specifica un’infezione. 2) Quando devo sottopormi ad un tampone vaginale? Il tampone è consigliabile quando si hanno pruriti, bruciori, secrezioni vaginali, secchezza vaginale, dolori durante i rapporti sessuali. […]

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1) Cos’è un tampone vaginale?

Il tampone vaginale è un esame semplice ed innocuo che viene usato in maniera diffusa e
frequente per poter diagnosticare in maniera specifica un’infezione.

2) Quando devo sottopormi ad un tampone vaginale?

Il tampone è consigliabile quando si hanno pruriti, bruciori, secrezioni vaginali, secchezza
vaginale, dolori durante i rapporti sessuali.

3) Come si esegue il tampone vaginale?

– Il prelievo può essere eseguito tramite due modalità:
un prelievo vaginale in cui mediante un cotton fioc di prelevano delle secrezioni dal
fondo della vagina.

– Un prelievo cervicale in cui le secrezioni sono raccolte dal collo dell’utero.
Nella maggior parte dei casi, per maggiore accuratezza diagnostica, si eseguono
entrambi.

4) Quali germi si possono identificare?

– Streptococco beta emolitico B o D.
– Stafilococco.
– Candida.
– Gardnerella.
Qualora si voglia rilevare questi microorganismi è sufficiente questo tipo di esame.
– Gonococco.
– Chlamydia.
– Mycoplasmi.
– Papillomavirus.
– Herpes virus.
In questi casi è necessario un tampone cervicale che deve essere effettuato tramite l’inserimento di uno speculum.

5) Cosa devo fare prima di sottopormi al tampone vaginale?

Prima di sottoporsi ad un tampone l’ideale sarebbe seguire alcune norme di
condotta nelle 24 ore precedenti al prelievo:
– Non effettuare lavande vaginali
– Non inserire ovuli o crema
– Evitare di immergersi in acqua (bagno)
– Evitare i rapporti sessuali
– Aspettare almeno 7 giorni dalla fine dell’ ultimo antibiotico assunto qualora si stia
seguendo una terapia antibiotica.

6) Posso fare un tampone vaginale in gravidanza?

Il tampone si può eseguire durante la gravidanza quando ho dei sintomi che mi posso far
pensare ad un’ infezione oppure, in maniera routinaria secondo le Raccomandazioni del
Ministero della Salute, alla 35 esima settimana per individuare la presenza di un batterio:
lo streptococco Beta-emolitico che potrebbe causare infezioni al bambino. In questo caso
la paziente viene sottoposta anche ad un tampone rettale e ad un’urinocoltura per
verificare che il batterio sia assente in qualunque distretto della pelvi.

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Papillomavirus https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/06/papillomavirus/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/06/papillomavirus/#respond Wed, 06 Mar 2019 08:02:48 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=905 L’infezione da papillomavirus si localizza preferibilmente nell’area genitale anche se altri distretti corpore come la gola ed il retto possono essere interessati. I partner di persone infette non devono essere necessariamente sottoposte ad indagini poichè non possiamo sapere chi dei due ha contratto per primo l’infezione, ne tantomeno possiamo attribuire relazioni con terze persone a chi ha […]

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L’infezione da papillomavirus si localizza preferibilmente nell’area genitale anche se altri distretti corpore come la gola ed il retto possono essere interessati. I partner di persone infette non devono essere necessariamente sottoposte ad indagini poichè non possiamo sapere chi dei due ha contratto per primo l’infezione, ne tantomeno possiamo attribuire relazioni con terze
persone a chi ha contratto il virus.
Il papillomavirus è un virus a dna di cui sono stati identificati all’incirca 100 ceppi di cui 40 sono in grado di infettare l’uomo.
La maggior parte delle infezioni colpiscono le persone sessualmente più attive ma restano limitate, asintomatiche e non vengono rilevate.
La diagnosi di infezione da HPV è possibile nelle donne attraverso i programmi di screening ma negli uomini e nelle donne con meno di 25 anni non dovrebbe essere effettuato poichè si tratta di un’infezione estremamente comune che il 90% delle persone infette elimina senza mostrare sintomatologia.
Le manifestazioni sintomatiche possono essere riconducibili a due grandi gruppi: i condilomi, formazioni digitiformi dei genitali esterni femminili e maschili causati dai ceppi a basso rischio, e le lesioni preneoplastiche, lesioni della mucosa vulvare, della portio, peniena, anale, faringea che possono nel tempo trasmormarsi in tumori.
Il gruppo di popolazione che si deve controllare con più assiduità è quello con un’infezione da HPV permanente.

Terapie:

Una terapia per l’infezione da papillomavirus al momento non esiste per cui i condilomi vengono eliminati attraverso terapie distruttive, e le lesioni preneoplastiche vengono seguite secondo i protocolli di screening.
L’unica vera arma che abbiamo contro il papillomavirus è la vaccinazione, al momento raccomandata nelle ragazze di 11 anni con una doppia somministrazione a distanza di 6-12 mesi.
Il miglior vaccino attualmente disponibile stimola il sistema immunitario a difendersi contro i 9 ceppi più frequenti nella popolazione.
L’utilizzo del preservativo e limitare il numero di partner sono altre due sistemi che permettono di limitare la diffusione del virus.

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Herpes Genitale https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/05/herpes-genitale/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/05/herpes-genitale/#respond Tue, 05 Mar 2019 17:54:26 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=902 L’Herpes genitale è un’infezione cronica causata da due tipi di virus: HSV-1 e HSV-2 il quale tende ad essere maggiormente responsabile di lesioni genitali. In molte persone l’ infezione non viene diagnosticata poichè può risultare asintomatica oppure viene trattata sui singoli episodi acuti ma non viene impostata una terapia a lungo termine, in questo modo […]

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L’Herpes genitale è un’infezione cronica causata da due tipi di virus: HSV-1 e HSV-2 il quale tende ad essere maggiormente responsabile di lesioni genitali.

In molte persone l’ infezione non viene diagnosticata poichè può risultare asintomatica oppure viene trattata sui singoli episodi acuti ma non viene impostata una terapia a lungo termine, in questo modo la diffusione del virus risulta più semplice e veloce.

Questo accade poichè la diagnosi di Herpes può essere difficoltosa visto che in molte persone non sono presenti le vescicole o le lesioni tipiche dell’infezione: piccole ulcere con fondo ricoperto di materiale bianco.

L’Herpes di tipo 2 tende a dare più spesso recidive per questo per la diagnosi di infezione sarebbe raccomandabile un test di laboratorio per identificare l’infezione ed il tipo di agente responsabile.

Una volta contratta l’infezione, dopo circa una settimana, sono rilevabili anticorpi in circolo nel sangue: quelli contro il tipo 2 sono indicativi di Herpes contratto per via genitale mentre per quelli di tipo 1 è più complicato valutare l’ origine visto che spesso si manifesta anche a livello labiale. Nelle persone in cui si rileva l’infezione bisognerebbe effettuare anche un test per l’HIV.

La terapia consiste nella somministrazioni di antivirali (Acyclovir, valacyclovir, Famcyclovir), i quali attenuano la sintomatologia ed i segni di un’infezione acuta ma non hanno effetto nell’eradicazione dei virus latenti oppure nell’evitare le recidive che possono comunque essere ridotte del 70-80% utilizzando dei corretti schemi di antivirali.

La terapia soppressiva dovrebbe essere raccomandata anche nei partner di persone con episodi acuti di infezione erpetica, nei sieropositivi e nelle persone che hanno partner multipli.

Durante le fasi acute sarebbe consigliabile utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali oppure evitarli.

La diagnosi di infezione erpetica potrebbe generare ansia per cui si consiglia un colloquio approfondito in cui parlare della storia naturale del virus, delle eventuali recidive e della trasmissione per via sessuale, dell’importanza di astenersi dai rapporti sessuali, di informare il partner e del grado di efficacia della terapia.

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Diagnosi, cura e terapia per la Clamydia (Chlamydia) https://www.mariapiadinicola.it/2019/02/18/diagnosi-cura-e-terapia-per-la-clamydia-chlamydia/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/02/18/diagnosi-cura-e-terapia-per-la-clamydia-chlamydia/#respond Mon, 18 Feb 2019 09:03:23 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=877 La Clamydia (Chlamydia) è un batterio intracellulare che si trasmette per via sessuale ed ogni anno infetta circa 100 milioni di persone. L’infezione urogenitale può lasciare diverse sequele: una malattia infiammatoria pelvica che puo’ causare infertilità, gravidanze extrauterine o dolore pelvico cronico. L’infezione anale o faringea invece è spesso asintomatica. Paesi come gli Stati Uniti, […]

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La Clamydia (Chlamydia) è un batterio intracellulare che si trasmette per via sessuale ed ogni anno infetta circa 100 milioni di persone. L’infezione urogenitale può lasciare diverse sequele: una malattia infiammatoria pelvica che puo’ causare infertilità, gravidanze extrauterine o dolore pelvico cronico.
L’infezione anale o faringea invece è spesso asintomatica. Paesi come gli Stati Uniti, il Canada o la Scandinavia hanno registrato un aumento progressivo della malattia dal 1990 ad oggi.
In Europa la prevalenza è del circa il 5% nei i ragazzi tra i 18 ed i 26 anni. L’European Union e l’European Economic Area hanno rilevato nel 2013 182 nuovi casi su 100.000 ragazzi ogni anno.
La trasmissione del batterio avviene attraverso il contatto diretto delle mucose durante i rapporti sessuali ed in circa il 70% dei casi resta asintomatica e quindi non viene trattata permanendo nei tessuti infettati.

In un altro 30% i sintomi possono essere variabili a seconda della localizzazione del batterio, nelle donne possono essere:

  • Cerviciti con produzione di muco purulento
  • Sanguinamenti della cervice
  • Ulcere endocervicali
  • Uretriti
  • Dolore durante la minzione
  • Vaginiti
  • Sanguinamento dopo i rapporti
  • Spotting intermestruali
  • Dolori addominali non ben differenziati
  • Infiammazione pelvica

Negli uomini i sintomi possono essere:

  • Uretriti
  • Disuria
  • Epididimiti
  • Dolore testicolare

La diagnosi si effettua attraverso la ricerca degli acidi nucleici sulle secrezioni vaginali attraverso un tampone cervico-vaginale nelle donne e sulle urine negli uomini, almeno un paio di settimane dopo l’esposizione al batterio.
La ricerca degli anticorpi nel sangue non aggiunge molto alla diagnosi visto che sono spesso negativi.
Nei paesi anglosassoni si raccomanda uno screening annuale in tutte le donne con età inferiore ai 25 anni e sessualmente attive. Quelle che risultano positive all’infezione vengono ricontrollate a 3/6 mesi.
Una volta diagnosticata la presenza della Clamydia (Chlamydia) viene prescritto un trattamento antibiotico durante il quale bisogna astenersi dai rapporti sessuali.
A volte capita che la terapia antibiotica fallisca per le frequenti reinfezioni, per questo motivo l’ideale sarebbe gestire l’infezione in entrambi i partner.
L’infezione è trattabile anche in corso di gravidanza con gli adeguati antibiotici.

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