cura Archivi - Mariapia Di Nicola Ginecologo L'Aquila https://www.mariapiadinicola.it/tag/cura/ Gravidanza - Menopausa - Pap Test - Contraccezione Sun, 21 Nov 2021 11:56:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 Emorroidi: cosa sona e come si curano https://www.mariapiadinicola.it/2021/11/21/emorroidi-cosa-sona-e-come-si-curano/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/11/21/emorroidi-cosa-sona-e-come-si-curano/#respond Sun, 21 Nov 2021 10:27:56 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1921 Oggi la Dr.ssa Alessandra Pescosolido, Chirurgo Generale, ci chiarirà alcuni dubbi sulla patologia emorroidaria. Le domande più frequenti che si pongono le pazienti sono le seguenti: COSA SONO LE EMORROIDI? COME SI FA A CAPIRE SE SONO EMORROIDI? PER QUALE MOTIVO VENGONO LE EMORROIDI? COME SI FA A “SGONFIARE” LE EMORROIDI? COSA SI FA QUANDO […]

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Oggi la Dr.ssa Alessandra Pescosolido, Chirurgo Generale, ci chiarirà alcuni dubbi sulla patologia emorroidaria.
Le domande più frequenti che si pongono le pazienti sono le seguenti:

  • COSA SONO LE EMORROIDI?
  • COME SI FA A CAPIRE SE SONO EMORROIDI?
  • PER QUALE MOTIVO VENGONO LE EMORROIDI?
  • COME SI FA A “SGONFIARE” LE EMORROIDI?
  • COSA SI FA QUANDO SI HANNO LE EMORROIDI?Sentiamo le risposte della Dr.ssa Pescosolido

COSA SONO LE EMORROIDI?

“Le emorroidi sono dei cuscinetti vascolari disposti ad anello all’interno dell’ano che aiutano a mantenere la continenza delle feci e a proteggere la mucosa anale dal passaggio delle stesse. Le emorroidi sono fisiologicamente presenti in ogni persona ma quando si dilatano, prolassano fuori dal canale anale, presentano dei coaguli all’interno possono dare prurito, dolore e sanguinare ed allora si parla di patologia emorroidaria”.

COME SI FA A CAPIRE SE SONO EMORROIDI?

“Le emorroidi infiammate possono dare una serie di sintomi:

  • Prurito
  • Bruciore
  • Sanguinamento
  • Prolasso dei tessuti
  • Tenesmo (dolore durante l’espulsione delle feci)
  • Produzione eccessiva di mucoTutti questi sintomi possono essere dovuti anche ad altre problematiche per cui quando li si avverte è importante rivolgersi ad uno specialista per la diagnosi”.

PER QUALE MOTIVO VENGONO?

“ La causa principale è un indebolimento graduale del tessuto che che circonda le emorroidi, i vasi sanguigni perdono in questo modo sostegno e scivolano all’esterno del canale anale con la mucosa che li ricopre, questo scivolamento si può avere anche per un’alterazione del flusso sanguigno all’interno dei vasi che causa un rigonfiamento dei cuscinetti emorroidari. I tessuti cosi esposti subiscono traumi ripetuti al passaggio delle feci e questo genera uno stato infiammatorio responsabile della sintomatologia”.
C’è qualcosa che si può fare per prevenire la malattia emorroidaria Dr.ssa Pescosolido?
“Vi sono poi alcune abitudini che predispongono alla malattia: famigliarità, una dieta povera di acqua e fibre, stitichezza, diarrea, il fumo, alcuni sport (ciclismo, equitazione, spinning)”.

COME SI FA A “SGONFIARELE”?

“Innanzitutto bisogna modificare il proprio stile di vita: bere almeno 2 L di acqua al giorno, seguire una dieta ricca di fibre, curare l’igiene, evitare cibi speziati, piccanti, alcolici, il fumo, non trattenere lo stimolo di andare in bagno e dedicarsi ad un’attività fisica leggera. Vi sono poi una serie di terapie che possono ridurre i sintomi ed il gonfiore: alcune piante esercitano un’ottima azione nel trattare le emorroidi: il rusco, il cipresso, l’amamelide e l’iperico ma se la sintomatologia è intensa vengono utilizzati farmaci locali (creme, olii, supposte) anestetici locali e creme  al cortisone associate ad emollienti e rinfrescanti.”

COSA SI FA QUANDO SI HANNO LE EMORROIDI?

Rivolgersi ad un medico proctologo che possa valutare il grado delle emorroidi (esistono vari livelli di gravità e agli stadi più avanzati potrebbe essere necessario l’intervento del chirurgo). L’automedicazione può essere utile per gestire i sintomi appena insorgono ma è raccomandabile che il problema venga seguito dallo specialista.”

Ringraziamo la Dr.ssa per il tempo che ci ha dedicato e l’aspettiamo per parlarci del COLON IRRITABILE.

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lichen scleroatrofico https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/24/lichen-scleroatrofico/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/24/lichen-scleroatrofico/#respond Sun, 24 Jan 2021 11:16:51 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1637 l lichen scleroatrofico è una malattia infiammatoria che colpisce la cute e le mucose della vulva e della zona perianale, si tratta di una patologia cronica di probabile origine autoimmune che colpisce prevalentemente individui di sesso femminile nel periodo della menopausa ma anche in età pediatrica ( 3/4 anni). Clinicamente appaiono aree bianche caratterizzate da […]

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l lichen scleroatrofico è una malattia infiammatoria che colpisce la cute e le mucose della vulva e della zona perianale, si tratta di una patologia cronica di probabile origine autoimmune che colpisce prevalentemente individui di sesso femminile nel periodo della menopausa ma anche in età pediatrica ( 3/4 anni).
Clinicamente appaiono aree bianche caratterizzate da intenso prurito prevalentemente notturno, bruciore e fastidi ad urinare. A volte le grandi e le piccole labbra tendono a fondersi tra loro.

Nei casi più gravi si creano piccole ferite, spesso causate dall’irrefrenabile necessità di grattarsi dovuta al prurito.
Nel 5% dei casi le lesioni possono, in alcuni punti, trasformarsi in un tumore a cellule squamose.
Questo è il motivo per cui vanno controllate periodicamente(ogni 6 mesi) con un esame
vulvoscopico.
Causa condizioni di atrofia (secchezza) che possono rendere difficoltosi i rapporti sessuali per cui le pazienti che ne soffrono vanno seguite da diversi punti di vista. In Italia è riconosciuta come malattia rara ed ha un codice di esenzione.
I sintomi possono essere ben controllati dalle terapie quando la patologia viene diagnosticata tempestivamente e gestita nel tempo.

Lo scopo della terapia è la riduzione dell’ infiammazione e lo si fa con diversi sistemi.
Le terapie tradizionali utilizzano vari farmaci antiinfiammatori ed idratanti variamente combinati in base alla situazione di ogni donna. Negli ultimi anni, in diversi lavori scientifici , sono satati utilizzati i laser Co2 o Erbium rigenerativi che creano microlesioni sulla superficie della mucosa. La riparazione delle lesioni comporta la proliferazione di nuovo tessuto, non infiammato.

La procedura richiede tre applicazioni scaglionate su tre mesi e l’utilizzo di creme emolienti. Il trattamento non è doloroso poiché si utilizzano creme anestetiche.
In alcuni casi vengono utilizzati i lipofilling, cioè dei fattori di crescita contenuti nel plasma piastrinico o nelle cellule del tessuto adiposo, tessuti che vengono posizionati in corrispondenza del lichen.

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Come si curano le cisti endometriosiche? https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/03/come-si-curano-le-cisti-endometriosiche/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/03/come-si-curano-le-cisti-endometriosiche/#respond Sun, 03 Jan 2021 10:44:59 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1622 Il trattamento delle cisti ovariche endometriosiche è molto soggettivo e dipende dalla sintomatologia della paziente e dal suo desiderio di maternità. Vi sono 3 alternative: attendere e controllare le cisti periodicamente, impostare una terapia medica, sottoporre la paziente ad un intervento chirurgico. Cerchiamo di capire però cos’è l’endometriosi ovarica. L’endometriosi è una patologia cronica che […]

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Il trattamento delle cisti ovariche endometriosiche è molto soggettivo e dipende dalla sintomatologia della paziente e dal suo desiderio di maternità.
Vi sono 3 alternative: attendere e controllare le cisti periodicamente, impostare una terapia medica, sottoporre la paziente ad un intervento chirurgico.
Cerchiamo di capire però cos’è l’endometriosi ovarica.
L’endometriosi è una patologia cronica che colpisce il 10% della popolazione femminile in età fertile causata dalla localizzazione al di fuori della cavità uterina di isole di endometrio.
Il problema principale dell’endometriosi è che viene stimolata dalla produzione ormonale ciclica che causa uno stato di infiammazione in corrispondenza delle localizzazioni ectopiche dell’endometrio.

Questa infiammazione è responsabile dei sintomi: dolore durante le mestruazioni, dolore durante i rapporti, dolore durante la minzione, dolore pelvico cronico.
La localizzazione più frequente dell’endometriosi è quella ovarica (30-50% dei casi) dove si
possono trovare piccole lesioni di pochi millimetri o cisti di diversi centimetri. La patologia è spesso presente su entrambe le ovaie contemporaneamente.
Le cisti ovariche vengono asportate chirurgicamente se sono eccessivamente grandi, in alternativa è possibile utilizzare una terapia medica quando è presente dolore oppure se bisogna tenere sotto controllo le cisti in attesa di un intervento chirurgico.

La terapia di scelta delle cisti endometriosiche è a base di progestinici a basso dosaggio oppure
estroprogestinici ciclici o continui: in vari studi è stata confermata una riduzione delle cisti ed un buon controllo del dolore.
In alternativa possono essere impostate anche terapie con gli analoghi del Gnrh o con il danazolo ma, visti gli effetti collaterali, si preferisce utilizzarli come seconda linea di trattamento.

La terapia medica dell’endometriosi è da considerarsi come una terapia per controllare i sintomi e l’estensione della patologia, difficilmente riesce ad eliminare le lesioni, soprattutto quando sono già grandi. Nel momento in cui viene sospesa la patologia riprende a generare infiammazione sotto lo stimolo ormonale. Vi sono delle condizioni in cui mancando la ciclicità ormonale la patologia si blocca: amenorrea, gravidanza, allattamento, menopausa.

 

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Come curare i Fibromi? https://www.mariapiadinicola.it/2020/05/09/come-curare-i-fibromi/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/05/09/come-curare-i-fibromi/#respond Sat, 09 May 2020 12:42:04 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1433 Quando bisogna curare i fibromi? I fibromi vanno curati quando causano dei sintomi; quando ciò non succede è possibile attivare una strategia di attesa e valutazione nel tempo delle dimensioni. Alcuni fibromi restano di dimensioni stabili, altri crescono rapidamente sotto la stimolazione ormonale. La menopausa solitamente ne rallenta o blocca la crescita venendo a mancare […]

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Quando bisogna curare i fibromi?

I fibromi vanno curati quando causano dei sintomi; quando ciò non succede è possibile attivare una strategia di attesa e valutazione nel tempo delle dimensioni.
Alcuni fibromi restano di dimensioni stabili, altri crescono rapidamente sotto la stimolazione ormonale. La menopausa solitamente ne rallenta o blocca la crescita venendo a mancare la produzione ormonale.

Terapie per la cura dei fibromi:

Al momento abbiamo a disposizione diversi tipi di terapie:

  • Mediche
  • Chirurgiche
  • Radiologiche

Terapia medica

Tra le terapie mediche abbiamo a disposizione l’acido treanexamico, gli antiinfiammatori non steroidei (FANS) e la pillola anticoncezionale che possono essere assunti quotidianamente sotto forma di compresse; i sistemi intrauterini contenenti Levonorgestrel (IUD): si tratta di spirali che vengono inserite dal ginecologo all’interno dell’utero e sostituite ogni tre anni; infine gli analoghi delle gonadotropine (GnRH) che vengono somministrati tramite iniezioni intramuscolo e possono essere utilizzati per brevi periodi (3/6 mesi).

Terapia chirurgica

Gli interventi chirurgici possono essere di tre tipi:

  1. La miomectomia mediante la quale vengono asportati i soli fibromi e solitamente viene riservata a donne giovani che hanno desiderio di maternità;
  2. l’isterectomia che consiste nell’asportazione dell’intero utero ed è limitata ai
    casi in cui i fibromi siano molto grandi ed abbiamo alterato eccessivamente l’anatomia dell’organo.
  3. l’isteroscopia viene utilizzata unicamente per i fibromi che spuntano nella
    cavità uterina: con una telecamera si entra all’ interno dell’ utero e, mediante
    uno strumento apposito si rimuove il fibroma tagliandolo in piccoli pezzi.

Gli interventi sono indicati nei casi in cui i sintomi siano particolarmente accentuati e la paziente non abbia risposto alla terapia medica; possono essere eseguiti per via laparotomica (con un’incisione trasversale a livello della rima dei peli pubici) o per via laparoscopica (utilizzando degli accessi a livello dell’ombelico e delle due fosse iliache tramite cui inserire degli strumenti tramite i quali si rimuovono i fibromi).

Terapia Radiologica

Gli interventi di Radiologia Interventistica sono di due tipi:

L’embolizzazione dell’arteria uterina consiste nel bloccare il flusso di sangue che arriva al fibroma iniettando nei vasi una soluzione particolare. L’accesso avviene inserendo un piccolo catetere all’interno del vaso di una gamba, viene eseguito in anestesia locale da un radiologo interventista. Quando i fibromi sono grandi può essere presa in considerazione.

Altre due tecniche usano la Risonanza Magnetica che permette di guidare degli aghi al centro del fibroma per poi inviare l’energia emessa da un laser o degli ultrasuoni in modo da distruggere la formazione.

Una terapia univoca per il trattamento dei fibromi non esiste: va personalizzata ed adattata nel tempo in funzione dei sintomi e delle dimensioni del fibroma.

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Fibromi Uterini, i principali Sintomi https://www.mariapiadinicola.it/2020/05/03/fibromi-uterini-i-principali-sintomi/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/05/03/fibromi-uterini-i-principali-sintomi/#respond Sun, 03 May 2020 09:23:51 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1423 I fibromi uterini sono delle formazioni benigne di tessuto muscolo-connettivale che si sviluppano principalmente in donne fertili. L’ISS riporta una prevalenza di circa il 30% ma dopo i 50 anni questa percentuale sembra salire anche fino al 70%. La causa dei fibromi non è conosciuta ma si pensa che si tratti di tessuti che rispondono […]

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I fibromi uterini sono delle formazioni benigne di tessuto muscolo-connettivale che si sviluppano principalmente in donne fertili. L’ISS riporta una prevalenza di circa il 30% ma dopo i 50 anni questa percentuale sembra salire anche fino al 70%.
La causa dei fibromi non è conosciuta ma si pensa che si tratti di tessuti che rispondono in maniera alterata alla stimolazione ormonale.
Non sembra esserci una componente ereditaria ma sicuramente è presente una predisposizione famigliare.

Alcuni fattori predispongono all’insorgenza:

  • il fatto di non aver avuto figli
  • il menarca precoce
  • l’etnia africana
  • l’obesità
  • l’ipertensione arteriosa
  • il diabete
  • la polimenorrea.

La diagnosi di fibroma viene fatta attraverso la visita e l’ecografia pelvica mediante le quali è possibile individuare la formazione e dove è localizzata; esistono infatti tre tipi di fibromi: sottosierosi, sottomucosi e intramurali classificati in base alla loro localizzazione nella struttura dell’utero.
Quando conosciamo le dimensioni e la posizione è più semplice inquadrare la sintomatologia che può essere molto variabile, in modo da impostare una terapia.

I sintomi possono essere:

  • Dolori durante i rapporti sessuali:
  • Sanguinamenti
  • Anemia
  • Sanguinamenti tra un ciclo ed il successivo
  • Mal di schiena
  • Infertilità
  • Urgenza nell’urinare
  • Problemi ostetrici

I fibromi non necessitano sempre di terapia: quando sono di piccole dimensioni (2/3 cm) e non causano sintomi possono anche essere tenuti sotto controllo nel tempo monitorandone la crescita che inesorabilmente, con l’arrivo della menopausa, nella maggior parte dei casi si blocca.
Qualora, invece, tendano a crescere oppure diano problemi di emorragie o dolori da compressione è necessario trattarli. Al momento abbiamo a disposizione sia terapie mediche che chirurgiche.

Raccomandazioni SIGO 2017
Istituto Superiore di Sanità

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Terapia laser per la secchezza vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2020/04/16/terapia-laser-per-la-secchezza-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/04/16/terapia-laser-per-la-secchezza-vaginale/#respond Thu, 16 Apr 2020 10:13:21 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1416 Il laser frazionato a CO2 è una tipologia di laser che agisce riducendo la sintomatologia dovuta all‘atrofia vaginale post-menopausale e non. Numerosi sono stati gli studi che hanno confermato l’efficacia di questa terapia non farmacologica e non chirurgica ( Salvatore et Al, 2015 lo ha applicato su 77 donne in postmenopausa; Siliquini et Al, 2017 […]

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Il laser frazionato a CO2 è una tipologia di laser che agisce riducendo la sintomatologia dovuta all‘atrofia vaginale post-menopausale e non. Numerosi sono stati gli studi che hanno confermato l’efficacia di questa terapia non farmacologica e non chirurgica ( Salvatore et Al, 2015 lo ha applicato su 77 donne in postmenopausa; Siliquini et Al, 2017 lo ha utilizzato in 87 donne; Perino et Al, 2015 su 48 donne).

La diminuzione dei livelli estrogenici comporta un’assottigliamento della mucosa vaginale, una riduzione del flusso sanguigno all’interno della stessa, una riduzione delle secrezioni vaginali e di conseguenza un’alterazione del microambiente vaginale con riduzione dei lattobacilli ed aumento del pH.
In sintesi la mucosa è più sottile, debole e predisposta alle infezioni. Salvatore et Al nel 2015 hanno dimostrato istologicamente tutto questo.
Utilizzando studi prospettici ed osservazionali sono stati individuate modificazioni istologiche dei tessuti trattati con il laser consistenti in un aumento dello spessore della mucosa e nella formazione di nuove papille. Lo scopo principale del laser a CO2 è stato ripristinare i tessuti premenopusali, quello che per anni è stato chiamato ringiovanimento vaginale ma che non ha nulla a che fare con l’estetica; si tratta piuttosto di un recupero della funzionalità di alcuni tessuti.

Come funziona?

L’energia termica emessa dal laser permette di riattivare in profondità i fibroblasti, cioè quelle cellule che producono il collagene, un tessuto del nostro corpo che con il tempo perde forza ed elasticità. La riattivazione di queste cellule permette la produzione di un collagene nuovo, più elastico ed in grado di catturare una maggiore quantità d’acqua, questo comporta una riduzione di una serie di sintomi: bruciore, secchezza, dolore durante i rapporti sessuali, dolore durante la minzione.

L’efficacia della metodica è così valida che alcuni autori, come Cruz VL et Al nel 2018, hanno comparato l’utilizzo del laser da solo con l’utilizzo di estrogeni locali e hanno potuto confermare che il risultato sui sintomi è sovrapponibile. La North American Menoapuse Society nelle sue ultime raccomandazioni ha ha inserito il laser sulla prima linea di trattamento dell’atrofia vulvo-vaginale tra i trattamenti non ormonali. In sintesi il laser può essere un’ottima soluzione non ormonale al problema della secchezza vaginale.

 

 

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IL CORONAVIRUS E LA GRAVIDANZA https://www.mariapiadinicola.it/2020/02/22/il-coronavirus-e-la-gravidanza/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/02/22/il-coronavirus-e-la-gravidanza/#respond Sat, 22 Feb 2020 15:01:25 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1378   I telegiornali di oggi hanno appena comunicato il secondo decesso per un’infezione da Coronavirus e la “quarantena” in Veneto e Lombardia di intere cittadine e questo sta seriamente preoccupando l’ intera popolazione. Cos’è il coronavirus: I Coronavirus sono una famiglia identificata negli anni 60 che infetta gli animali e gli uomini causando una sintomatologia […]

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I telegiornali di oggi hanno appena comunicato il secondo decesso per un’infezione da Coronavirus e la “quarantena” in Veneto e Lombardia di intere cittadine e questo sta seriamente preoccupando l’ intera popolazione.

Cos’è il coronavirus:

I Coronavirus sono una famiglia identificata negli anni 60 che infetta gli animali e gli uomini causando una sintomatologia simile a quella influenzale: raffreddore, tosse, febbre, dolori articolari ed eventualmente, nei casi più gravi, polmonite, difficoltà respiratorie o alterazione della funzionalità renale.
Il CODIV-19 è stato identificato per la prima volta durante questa epidemia.
Viene trasmesso attraverso la saliva mediante starnuti e colpi di tosse oppure
contatti diretti di mani, bocca, naso, occhi. Il periodo di incubazione dura 14 giorni.
I rischi maggiori sono a carico di categorie già deboli per patologie presistenti: ipertesi, diabetici, cardiopatici, persone con problemi respiratori o renali, anziani.

Raccomandazioni:

Il Ministero della Salute ha appena emesso una serie di raccomandazioni igieniche che possono aiutarci nel quotidiano nella prevenzione della trasmissione del virus.

  1. Lavare spesso le mani con il sapone per almeno venti secondi oppure con soluzioni alcoliche disinfettanti.
  2. Non toccarsi la bocca, il naso o gli occhi con le mani non precedentemente lavate.
  3. Restare a distanza dalle persone che hanno un’ infezione respiratoria.
  4. Quando si tossisce o starnutisce coprirsi ovviamente non con le mani ma con dei
     monouso o all’interno del gomito.
  5. In caso di influenza o se si assistono persone malate si consiglia di usare delle mascherine.
  6. Non utilizzare farmaci non prescritti dal medico.
  7. Quando si sospetta che le superfici siano contaminate si consiglia di pulirle con cloro o
    alcool.

Coronavirus e gravidanza:

In caso di gravidanza le indicazioni sono fondamentalmente le stesse: non conosciamo il virus per cui non possiamo conoscerne gli effetti e perciò, al momento, viene considerato come altre infezioni virali.
Questo è valido nelle gravidanze non complicate da patologie preesistenti (ipertensione, diabete, obesità, cardiopatie, etc.). Un’attenzione maggiore la poniamo al terzo trimestre di gravidanza quando le sindromi influenzali possono dare qualche difficoltà in più per la compressione che l’ utero aumentato di volume esercita sui polmoni.
Si può consigliare in questa fase di evitare i luoghi molto affollati e rispettare le indicazioni
ministeriali. Qualora abbiate il sospetto di avere un’infezione da Coronavirus si può contattare il numero 1500.

caronavirus

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Atrofia vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2019/10/30/secchezza-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/10/30/secchezza-vaginale/#respond Wed, 30 Oct 2019 10:07:37 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=1218 L’atrofia vaginale, più comunemente conosciuta come secchezza vaginale, è una condizione molto diffusa che consiste in un assottigliamento dei tessuti che rivestono la vagina e la vulva. L’assottigliamento è dovuto ad uno squilibrio ormonale che impedisce la corretta stimolazione delle mucose, a questo si aggiunge una riduzione delle secrezioni di muco lubrificante. In menopausa questo […]

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L’atrofia vaginale, più comunemente conosciuta come secchezza vaginale, è una condizione molto diffusa che consiste in un assottigliamento dei tessuti che rivestono la vagina e la vulva. L’assottigliamento è dovuto ad uno squilibrio ormonale che impedisce la corretta stimolazione delle mucose, a questo si aggiunge una riduzione delle secrezioni di muco lubrificante.
In menopausa questo squilibrio si verifica in maniera più o meno accentuata in tutte lo donne a causa della ridotta produzione di estrogeni ma esistono anche altre condizioni
che possono causare secchezza vaginale:

1- L’assunzione di estro-progestinici (es. pillola)
2- La gravidanza
3- L’allattamento

La sintomatologia della secchezza vaginale può essere accentuata da condizioni particolari:

1- Interventi chirurgici con asportazione in pre menopausa di utero ed ovaie
2- Radioterapia-Chemioterapia per tumori degli organi genitali
3- Fumo
4- Utilizzo di antidepressivi
5- La Sindrome di Syogren (patologia autoimmune in cui vi è una ridotta lubrificazione delle cavità corporee ( bocca, occhi, VAGINA).

L’assottigliamento delle mucose e la riduzione di muco possono alterare le condizioni dell’ambiente vaginale facilitando uno sbilanciamento delle varie popolazioni batteriche con conseguente tendenza a sviluppare più facilmente vaginiti e cistiti ricorrenti che peggiorano la sintomatologia.
In menopausa circa il 50% delle donne a 3 anni dall’ultima mestruazione inizia ad avvertire i primi sintomi:

1- Bruciori
2- Prurito
3- Perdite ematiche
4- Urgenze urinaria
5- Dolori durante i rapporti sessuali
6- Modificazioni anatomiche della vulva

Come risolvere?

Le problematiche legate all’atrofia non si limitano o risolvono autonomamente ma possono aumentare nel tempo se trascurate per questo è importante ai primi sintomi intervenire. Le metodologie che possiamo utilizzare sono molteplici, dai lubrificanti a terapie ormonali sostitutive locali, sistemiche o combinate.
Fortunatamente negli ultimi anni sono state sviluppate anche metodologie fisiche che posso essere applicate in donne che presentano controindicazioni alla terapia ormonale o che non vogliano assumerla: la terapia laser rigenerativa è uno di questi sistemi (MonnalisaTouch L’Aquila). Il calore generato dal laser stimola, con un minimo disconfort, la rigenerazione tissutale e dopo circa tre applicazioni i miglioramenti sono evidenti.

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Sei cose da sapere sul tampone vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2019/07/17/sei-cose-da-sapere-sul-tampone-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/07/17/sei-cose-da-sapere-sul-tampone-vaginale/#respond Wed, 17 Jul 2019 11:58:40 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=1058 1) Cos’è un tampone vaginale? Il tampone vaginale è un esame semplice ed innocuo che viene usato in maniera diffusa e frequente per poter diagnosticare in maniera specifica un’infezione. 2) Quando devo sottopormi ad un tampone vaginale? Il tampone è consigliabile quando si hanno pruriti, bruciori, secrezioni vaginali, secchezza vaginale, dolori durante i rapporti sessuali. […]

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1) Cos’è un tampone vaginale?

Il tampone vaginale è un esame semplice ed innocuo che viene usato in maniera diffusa e
frequente per poter diagnosticare in maniera specifica un’infezione.

2) Quando devo sottopormi ad un tampone vaginale?

Il tampone è consigliabile quando si hanno pruriti, bruciori, secrezioni vaginali, secchezza
vaginale, dolori durante i rapporti sessuali.

3) Come si esegue il tampone vaginale?

– Il prelievo può essere eseguito tramite due modalità:
un prelievo vaginale in cui mediante un cotton fioc di prelevano delle secrezioni dal
fondo della vagina.

– Un prelievo cervicale in cui le secrezioni sono raccolte dal collo dell’utero.
Nella maggior parte dei casi, per maggiore accuratezza diagnostica, si eseguono
entrambi.

4) Quali germi si possono identificare?

– Streptococco beta emolitico B o D.
– Stafilococco.
– Candida.
– Gardnerella.
Qualora si voglia rilevare questi microorganismi è sufficiente questo tipo di esame.
– Gonococco.
– Chlamydia.
– Mycoplasmi.
– Papillomavirus.
– Herpes virus.
In questi casi è necessario un tampone cervicale che deve essere effettuato tramite l’inserimento di uno speculum.

5) Cosa devo fare prima di sottopormi al tampone vaginale?

Prima di sottoporsi ad un tampone l’ideale sarebbe seguire alcune norme di
condotta nelle 24 ore precedenti al prelievo:
– Non effettuare lavande vaginali
– Non inserire ovuli o crema
– Evitare di immergersi in acqua (bagno)
– Evitare i rapporti sessuali
– Aspettare almeno 7 giorni dalla fine dell’ ultimo antibiotico assunto qualora si stia
seguendo una terapia antibiotica.

6) Posso fare un tampone vaginale in gravidanza?

Il tampone si può eseguire durante la gravidanza quando ho dei sintomi che mi posso far
pensare ad un’ infezione oppure, in maniera routinaria secondo le Raccomandazioni del
Ministero della Salute, alla 35 esima settimana per individuare la presenza di un batterio:
lo streptococco Beta-emolitico che potrebbe causare infezioni al bambino. In questo caso
la paziente viene sottoposta anche ad un tampone rettale e ad un’urinocoltura per
verificare che il batterio sia assente in qualunque distretto della pelvi.

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Cosa sapere sull’Atrofia vulvo-vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2019/05/14/cosa-sapere-atrofia-vulvo-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/05/14/cosa-sapere-atrofia-vulvo-vaginale/#respond Tue, 14 May 2019 12:52:53 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=1007 Atrofia vulvo-vaginale, vaginite atrofica, atrofia vulvare, atrofia vaginale, atrofia in menopausa, possiamo chiamarla in molti modi ma fondamentalmente il problema è lo stesso. La carenza di ormoni femminili causa un assottigliamento delle mucose ed un’alterazione dell’ecosistema vaginale che possono comportare: una maggiore predisposizione alle infezioni bruciore vaginale e/o vulvare Dolore durante i rapporti sessuali Incontinenza […]

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Atrofia vulvo-vaginale, vaginite atrofica, atrofia vulvare, atrofia vaginale, atrofia in menopausa, possiamo chiamarla in molti modi ma fondamentalmente il problema è lo stesso. La carenza di ormoni femminili causa un assottigliamento delle mucose ed un’alterazione dell’ecosistema vaginale che possono comportare:

  • una maggiore predisposizione alle infezioni
  • bruciore vaginale e/o vulvare
  • Dolore durante i rapporti sessuali
  • Incontinenza urinaria
  • Perdite bianche vaginali
  • Sanguinamento durante i rapporti sessuali
  • Stimolo frequente ad urinare
  • Prurito vulvare e/o vaginale
  • Secchezza vaginale

L’atrofia colpisce circa una donna su due in postmenopausa ma non riguarda solamente loro ma anche le donne che hanno subito interventi per tumori, donne che utilizzano la pillola da molto tempo, donne che allattano, donne in menopausa precoce. Questo tipo di disturbo è ancora poco diagnosticato e poco considerato nonostante negli ultimi anni la consapevolezza delle donne sull’ argomento stia aumentando.
La componente psicosociale va considerata quando si parla di questo disturbo poichè l’autostima, l’immagine corporea, la personalità, l’importanza attribuita alla sessualità, l’ambiente lavorativo, sociale e culturale sono elementi importanti per impostare una corretta terapia.

Terapie:

Le terapie mediche e fisiche per l’atrofia sono molteplici:

  1. Lubrificanti – idratanti
  2. Terapie ormonali sostitutive
  3. Terapie fisiche con laser
  4. Elettroporazione
  5. Radiofrequenza
  6. Probiotici fitoterapici

Non esiste una terapia unica ma un approccio multimodale ed integrato, in cui possiamo usare un’associazione di terapie. Vorrei sottolineare che le donne che hanno avuto un tumore e devono fare i conti con la secchezza vaginale causata dai percorsi terapeutici e di prevenzione delle recidive del tumore possono essere sottoposto a terapie fisiche ma possono avvalersi anche di alcune terapie sostitutive qualora siano clinicamente guarite. I sintomi dovuti all’atrofia possono alterare la qualità della vita ma quello che viene notevolmente limitato è la vita sessuale e la qualità del rapporto con il partner. Curare l’atrofia spesso significa anche recuperare un rapporto di coppia appagante e soddisfacente. Utilizziamo tutti questi strumenti per recuperare la nostra sessualità e migliorare la qualità di vita.

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Condilomi vulvari, vaginali, anali, perineali, cosa sono? Come li curo? https://www.mariapiadinicola.it/2019/04/05/condilomi-vulvari-vaginali-anali-perineali-cosa-sono-come-li-curo/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/04/05/condilomi-vulvari-vaginali-anali-perineali-cosa-sono-come-li-curo/#respond Fri, 05 Apr 2019 14:02:05 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=916 I Condilomi sono delle formazioni della cute o delle mucose che originano da un’infezione virale. Si tratta della malattia sessualmente trasmessa più frequente nelle popolazioni occidentali. Il responsabile delle lesioni è il Papillomavirus, un virus a DNA che viene facilmente trasmesso ma altrettanto facilmente un sistema immunitario competente riesce ad eliminare. I ceppi di Papillomavirus […]

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I Condilomi sono delle formazioni della cute o delle mucose che originano da un’infezione virale. Si tratta della malattia sessualmente trasmessa più frequente nelle popolazioni occidentali. Il responsabile delle lesioni è il Papillomavirus, un virus a DNA che viene facilmente trasmesso ma altrettanto facilmente un sistema immunitario competente riesce ad eliminare. I ceppi di Papillomavirus responsabili dei condilomi sono il 6 e l’11, cioè quelli a basso rischio.
In alcune persone vi sono dei fattori che predispongono al mantenimento dell’infezione per cui il virus non viene eliminato dall’organismo permettendo la formazione di verruche e condilomi:

  • 1 Problemi immunitari
  • 2 Uso di cortisonici
  • 3 La Gravidanza
  • 4 Il fumo

Il virus si trasmette prevalentemente attraverso il contatto con le mucose (rapporto sessuale, contatto con le mani). La probabilità di trasmissione al partner non è conosciuta. Le manifestazioni cliniche possono avere varie forme: papille, verruche, formazioni a cavolfiore etc. e a volte può comparire prurito nella zona interessata. I condilomi possono scomparire nel giro di qualche mese autonomamente ma solitamente vengono trattati per evitare la trasmissione o la proliferazione. La tecniche per eliminare verruche e condilomi sono diverse e la loro applicazione viene valutata in base alla storia individuale:

  • Terapia medica
  • Terapia distruttiva con laser o dtc
  • Terapia chirurgica

Non esiste un farmaco per uccidere il virus per cui si consiglia di utilizzare il preservativo come forma di protezione.
Quando vengono diagnosticati andrebbero avvertiti i partner sessuali incontrati nei 3/6 mesi precedenti. Quando vengono rinvenute delle lesioni che posso no far pensare a dei condilomi la procedura ideale sarebbe sottoporsi ad un HPVTEST e ad una colposcopia in modo da assicurarsi che l’infezione non abbia interessato anche il collo dell’utero o la vagina nelle sue porzioni più interne.

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10 Domande sulla Vulvodinia https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/06/10-domande-sulla-vulvodinia/ https://www.mariapiadinicola.it/2019/03/06/10-domande-sulla-vulvodinia/#respond Wed, 06 Mar 2019 09:05:42 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=912 1) Cos’è la vulvodinia? Una patologia che si manifesta attraverso un dolore sulla vulva (genitali esterni femminili) senza che si possa individuare una causa specifica come infezioni, eczemi, lichen, etc. 2) Quali sono le cause della vulvodinia? Le cause precise non sono conosciute, si tratta di una ipersensibilizzazione delle terminazioni nervose che raggiungono la superficie […]

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1) Cos’è la vulvodinia?

Una patologia che si manifesta attraverso un dolore sulla vulva (genitali esterni femminili) senza che si possa individuare una causa specifica come infezioni, eczemi, lichen, etc.

2) Quali sono le cause della vulvodinia?

Le cause precise non sono conosciute, si tratta di una ipersensibilizzazione delle terminazioni nervose che raggiungono la superficie della vulva e che registrano qualunque segnale ricevano come dolore.

3) Quali sono i sintomi della vulvodinia?

Il sintomo prevalente è il dolore che può presentarsi in varie forme, dal piccolo fastidio ad un bruciore intenso, può essere spontaneo o provocato, localizzato o generalizzato all’intera vulva. Lo stress ed i rapporti sessuali possono peggiorare la sintomatologia.

4) Come appare la vulva?

La cute e le mucose che rivestono la vulva appaiono assolutamente normali e questo permette di fare diagnosi differenziale con alte patologie.

5) Come si può fare diagnosi di vulvodinia?

La diagnosi si può fare attraverso la descrizione dei sintomi fatta dalla paziente, escludendo altre patologie. Si può utilizzare un cotton fioc con il quale si stimolano le diverse aree della vulva per evocare il dolore. Una biopsia potrebbe essere utile per escludere qualche patologia associata ma non è necessaria per la diagnosi di vulvodinia.

6) La vulvodinia si può curare?

La cura per la vulvodinia è un percorso complicato ma le pazienti possono essere aiutate attraverso dei percorsi specifici che limitano la sintomatologia. Bisogna però avere la consapevolezza che si tratta di trattamenti che si sviluppano nel lungo periodo attraverso adattamenti continui.

7) Come posso prevenire la sintomatologia?

Le misure principali possono essere eliminare detergenti aggressivi, profumi, salviettine, assorbenti profumati, tutto ciò che può essere irritante per la superficie della vulva; inoltre si può utilizzare un gel alla lidocaina (un anestetico locale) per aiutarsi nei casi più lievi ad attenuare il dolore. Utilizzarlo una mezz’ora prima del rapporto può aiutare a ridurre il disconfort. Si possono utilizzare inoltre esercizi specifici per il pavimento pelvico, farmaci neurolettici ed infiltrazioni locali di antiinfiammatori.

8) La vulvodinia è contagiosa?

Fortunatamente è una condizione non contagiosa e non mette in pericolo di vita.

9) Come può aiutarsi chi soffre di vulvodinia?

Le persone affette da vulvodinia dovrebbero cercare di eliminare dalla propria vita tutto ciò che causa loro stress, dovrebbero evitare il contatto dei vestiti con l’area genitale. Un elemento fondamentale è la comunicazione con il partner per fargli comprendere il dolore che si prova durante il rapporto sessuale in modo da studiare delle modalità e trovare dei lubrificanti che
limitino il disconfort.

10) La vulvodinia è ereditaria?

No, questa patologia non è ereditaria.

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