gravidanza Archivi - Mariapia Di Nicola Ginecologo L'Aquila https://www.mariapiadinicola.it/tag/gravidanza/ Gravidanza - Menopausa - Pap Test - Contraccezione Sat, 21 Aug 2021 12:02:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 Ureaplasma e infertilità https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/21/infezione-da-ureaplasma-causa-di-infertilita-sintomi-e-cure/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/21/infezione-da-ureaplasma-causa-di-infertilita-sintomi-e-cure/#respond Sat, 21 Aug 2021 10:29:39 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1875 L’ureaplasma è uno tra i più piccoli batteri esistenti al mondo, visibile solamente al microscopio, e può replicarsi nel tratto respiratorio ed urogenitale degli organismi umani. L’ureaplasma è stato spesso considerato uno dei batteri costituente il microbioma vaginale ma, nonostante viva in equilibrio con i nostri tessuti, capita che venga associato ad una serie di […]

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L’ureaplasma è uno tra i più piccoli batteri esistenti al mondo, visibile solamente al microscopio, e può replicarsi nel tratto respiratorio ed urogenitale degli organismi umani.

L’ureaplasma è stato spesso considerato uno dei batteri costituente il microbioma vaginale ma, nonostante viva in equilibrio con i nostri tessuti, capita che venga associato ad una serie di problematiche quando questo equilibrio si rompe. Un rapporto diretto di causa-effetto ancora non è stato definito.

COME SI TRASMETTE L’ UREAPLASMA?

Il batterio viene trasmesso per via sessuale oppure dalla madre al bambino ma solitamente, in questi casi, viene eliminato nel giro di qualche settimana. Nelle persone immuno-compromesse può svilupparsi più velocemente e con sintomi più accentuati.

SINTOMI DELL’ INFEZIONE

In molti casi l’infezione da ureaplasma è asintomatica. In altri può manifestarsi con:

  • Fastidi durante la minzione
  • Pruriti e bruciori vaginali
  • Dolore pelvico
  • Perdite vaginali
  • Cattivo odore

In gravidanza, come ogni altra infezione, deve essere trattata perché potrebbe contribuire ad una
rottura prematura delle membrane, fermo restando che non è stato individuato tra i fattori causali
del parto pretermine.

COME SI CURA?

Quella da ureaplasma è un’ infezione facilmente curabile con una terapia antibiotica. A volte si trovano forme particolarmente resistenti che necessitano di più cicli di terapia.

L’ UREAPLASMA CAUSA INFERTILITA’?

Nel rispondere a questa domanda differenzierei gli effetti sulla fertilità maschile da quelli sulla fertilità femminile.
Nelle donne l’infezione da Ureaplasma sembrebbe essere coinvolta in un’alterazione della funzionalità turbarica. Le donne infertili presentano spesso un’infezione da ureaplasma asintomatica o subclinca (R.Piscopo et Al.JABA Assist Reprod 2020).

In una Meta-analisi di Caifeng Ma del 2021 la coinfezione da Ureaplasma e Mychoplasma Hominis sarebbe il reale fattore di rischio per l’infertilità più che la singola infezione da Ureaplsma.
Negli uomini l’infezione da ureaplasma sembra avere un impatto negativo sulla concentrazione e la morfologia degli spermatozoi come hanno concluso Linda Farhani ed Al. in una Meta analisi del 2021, sempre nella stessa meta-analisi hanno valutato esserci una maggiore prevalenza di infezioni da ureaplasma negli uomini infertili.

In sintesi l’infezione da Ureaplasma va indagata nei casi di infertilità sia negli uomini che nelle
donne, va trattata quando la si rileva mediante tamponi vaginali ma, al momento, non abbiamo
indicazioni per fare uno screening su larga scala per cercarla nelle giovani donne.

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Reflusso in gravidanza https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/10/reflusso-in-gravidanza/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/10/reflusso-in-gravidanza/#respond Thu, 10 Jun 2021 19:53:16 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1827 Il reflusso è causato dalla risalita degli acidi gastrici dallo stomaco fino alla gola ed è un disturbo molto frequente in gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, periodo in cui ne soffrono mediamente l’ 80% delle donne. La sintomatologia si presenta prevalentemente di notte quando ci si trova in posizione sdraiata. La sintomatologia si risolve spontaneamente […]

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Il reflusso è causato dalla risalita degli acidi gastrici dallo stomaco fino alla gola ed è un disturbo molto frequente in gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, periodo in cui ne soffrono mediamente l’ 80% delle donne. La sintomatologia si presenta prevalentemente di notte quando ci si trova in posizione sdraiata.
La sintomatologia si risolve spontaneamente dopo la nascita del bambino.

Le cause del reflusso in gravidanza sono molteplici:

  1. L’aumento del progesterone, un ormone che rallenta la muscolatura dell’esofago, dello stomaco e rilassa gli sfinteri, favorendo la risalita dei succhi gastrici.
  2. L’aumento delle dimensioni del bambino che porta il fondo uterino a comprimere lo stomaco e facilitare la spinta del cibo verso l’alto.
  3. Una non corretta alimentazione: caffè, carni e formaggi grassi, pomodori, peperoni, agrumi, alimenti fritti, peperoncino, spezie, cioccolato, insaccati e cibi in scatola, legumi sono difficili da digerire.
  4. Condizioni stressanti

Il sintomo principale del reflusso è il bruciore a livello dello stomaco ma potrebbero essere presenti anche tosse, dolore toracico, difficoltà nella deglutizione, laringite, faringite, sinusite, raucedine, erosioni ai denti, sensazione di peso.

Per cercare di controllare questo fastidioso disturbo vi sono farmaci appositi (integratori delle vitamine del gruppo B associate ad altri elementi, alginati che creano un film protettivo) oppure estratti di carciofo e finocchio ma è importante anche correggere alcune abitudini di vita:

  1. Dormire con la testa rialzata per favorire il deflusso dei succhi gastrici
  2. Frazionare l’ alimentazione in tanti piccoli pasti
  3. Non mettersi a dormire appena mangiato
  4. Non indossare vestiti che comprimono pancia e stomaco
  5. Utilizzare tisane di malva e camomilla
  6. Eliminare le sigarette
  7. Bere lontano dai pasti
  8. Magiare alimenti che favoriscono la digestione: zenzero, verdure cotte, pesce fresco, carni bianche
  9. Evitare bevande gassate
  10. Fare attività fisica

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Vaccino covid e la ricerca di una gravidanza https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/06/vaccino-covid-e-la-ricerca-di-una-gravidanza/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/06/vaccino-covid-e-la-ricerca-di-una-gravidanza/#respond Sun, 06 Jun 2021 18:09:27 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1823 Devo aspettare per il vaccino covid? Devo aspettare per la gravidanza? Queste sono domande che le pazienti si stanno ponendo sempre più frequentemente in questi giorni. Ogni donna che sta cercando una gravidanza sta cercando di capire se può vaccinarsi subito oppure deve aspettare che la gravidanza sia iniziata (vaccino covid in gravidanza?). La Società […]

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Devo aspettare per il vaccino covid? Devo aspettare per la gravidanza? Queste sono domande che le pazienti si stanno ponendo sempre più frequentemente in questi giorni. Ogni donna che sta cercando una gravidanza sta cercando di capire se può vaccinarsi subito oppure deve aspettare che la gravidanza sia iniziata (vaccino covid in gravidanza?).
La Società Europea di Riproduzione umana ed embriologia ha appena pubblicato delle nuove indicazioni in funzione della vaccinazione per il Covid 19.

La pandemia ha condizionato le scelte di molte coppie rispetto alla decisione di iniziare una gravidanza ma l’impatto nei diversi paesi è stato differente per questo non è stato possibile pubblicare delle raccomandazioni specifiche per queste coppie.
In linea di massima non abbiamo un’indicazione univoca ma ogni situazione va considerata insieme al ginecologo per valutare rischi e benefici in funzione anche dell’età della donna e della sua riserva ovarica.

La tipologia di lavoro che esercita la coppia oppure la presenza di eventuali malattie croniche che aumentano i rischi alle complicanze del virus devono essere prese in considerazione ed in questi casi andrebbe incoraggiata la vaccinazione, come andrebbe incoraggiata in quei paesi in cui vi è uno scarso controllo sul diffondersi dell’infezione.
Nei casi in cui la ricerca della gravidanza è procrastinabile si può rimandare a qualche giorno dopo la vaccinazione, quando cioè il sistema immunitario si è stabilizzato.

Nei casi in cui rimandare la ricerca della gravidanza non è raccomandato a causa dell’età, della riserva ovarica o per condizioni di salute della coppia si può rimandare la vaccinazione.
Come si sottolineava inizialmente quindi la situazione di ogni coppia va studiata e valutata per decidere quale sia la strada migliore da percorrere, in accordo con la coppia stessa.

Spesso è importante prendere in considerazione anche come eventuali attese possano incidere su quelle coppie che stanno attendendo da molto tempo: in particolare penso a chi sta per iniziare un percorso di fecondazione assistita.

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Mi vaccino in gravidanza? https://www.mariapiadinicola.it/2021/05/15/mi-vaccino-in-gravidanza/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/05/15/mi-vaccino-in-gravidanza/#respond Sat, 15 May 2021 08:35:06 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1794 In questo momento in cui è stato dato ampio spazio alla fase vaccinale c’è una categoria di donne confusa perché non trova chiare indicazioni su se, quando e come sottoporsi a vaccinazione per il covid. In assenza di dati osservazionali sufficientemente lunghi alcuni paesi stanno limitando la somministrazione a categorie a rischio considerate più fragili […]

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In questo momento in cui è stato dato ampio spazio alla fase vaccinale c’è una categoria di donne confusa perché non trova chiare indicazioni su se, quando e come sottoporsi a vaccinazione per il covid. In assenza di dati osservazionali sufficientemente lunghi alcuni paesi stanno limitando la somministrazione a categorie a rischio considerate più fragili ma il dibattito, a livello nazionale ed internazionale è ancora molto acceso.

Quest’ ampia categoria è composta da: donne in gravidanza, donne in allattamento, donne che cercano una gravidanza e possiamo provare a dare qualche indicazione utilizzando un documento ufficiale che Il 5 Maggio la Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia Ospedaliera (AOGOI) in accordo con la Federazione Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (FIGO), l’Associazione dei Ginecologi Universitari (AGUI) e l’ Associazione dei Ginecologi Territoriali (AGITE) ha pubblicato ed inviato al Ministero della Salute in cui viene espresso il punto di vista dei Ginecologi sulla vaccinazione COVID in gravidanza.

I dati raccolti in questi mesi di pandemia hanno chiaramente evidenziato come l’infezione sintomatica da covid possa influire sull’andamento della gravidanza e sulla salute dei neonati.

Inoltre bisogna considerare che il maggior rischio di esposizione per i neonati si ha nella fase postnatale.

I dati raccolti nello studio “INTERCOVID Multinational Cohort Study” hanno portato alla conclusione che:
Negli Stati Uniti sono state vaccinate 90000 donne in gravidanza con i vaccini Pfizer e Moderna senza che siano stati posti dubbi sulla sicurezza della vaccinazione.
Le donne che pianificano una gravidanza, si trovano nell’immediato post-partuum o allattano non hanno limitazioni al vaccino se non quelle legate all’ età e al loro stato di salute.

Qualora una donna vaccinata scopre di essere in gravidanza non c’è indicazione ad un’interruzione volontaria, se lo scopre dopo la somministrazione della prima dose può scegliere di fare la seconda a fine gravidanza ad eccezione di persone ad alto rischio.

Queste società considerano le donne in gravidanza delle persone cui porre particolare attenzione e chiedono al ministero che vengano inserite tra le persone “fragili”, questo porterebbe alla possibilità di fornire loro il vaccino per proteggere se stesse ed i neonati.

In sintesi ogni donna deve avere la possibilità di scegliere se  accinarsi per il covid.

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Ti capita di avere delle irregolarità mestruali? https://www.mariapiadinicola.it/2021/04/30/ti-capita-di-avere-delle-irregolarita-mestruali/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/04/30/ti-capita-di-avere-delle-irregolarita-mestruali/#respond Fri, 30 Apr 2021 16:02:11 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1789 Quando il ciclo viene definito regolare? Un ciclo mestruale mediamente dura 28 giorni (il ciclo lunare appunto), tra l’undicesimo ed il sedicesimo giorno si dovrebbe verificare l’ovulazione. Le perdite di sangue mestruale  dovrebbero durare mediamente tra i 3 ed i 5/6 giorni (35-80 mL di sangue). N.B. Il conteggio dei giorni inizia sempre dal primo […]

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Quando il ciclo viene definito regolare?

Un ciclo mestruale mediamente dura 28 giorni (il ciclo lunare appunto), tra l’undicesimo ed il sedicesimo giorno si dovrebbe verificare l’ovulazione. Le perdite di sangue mestruale  dovrebbero durare mediamente tra i 3 ed i 5/6 giorni (35-80 mL di sangue).
N.B. Il conteggio dei giorni inizia sempre dal primo giorno di mestruazioni.

Ovviamente non in tutte le donne il ciclo ormonale è così preciso e matematico poiché la prima
metà del ciclo (quella prima dell’ovulazione) può essere variabile, per cui abbiamo donne che l’hanno corta e donne che l’hanno più lunga.
Un ciclo viene considerato normale e regolare se dura tra i 22 ed i 36 giorni, qualora si verifichino due cicli a meno di 21 giorni oppure a più di 36 giorni in maniera ripetuta bisogna capire perché ciò succede.

Quando c’è un sanguinamento tra due cicli o dopo un rapporto sessuale, oppure in menopausa è
bene sempre verificare che non vi siano patologie per cui sono necessarie delle terapie.

Le cause più frequenti di irregolarità mestruali possono essere:

Squilibri ormonali, formazioni polipoidi dell’endometrio, fibromi/miomi uterini, alterazioni della coagulazione, infezioni della cervice, gravidanza, sindrome dell’ovaio policistico, patologie del metabolismo oppure tumori degli organi genitali.

Nel periodo dell’adolescenza e della premenopausa l’instabilità della produzione ormonale può avere come effetto sull’endometrio dei sanguinamenti anomali o delle irregolarità nelle
mestruazioni.

Una visita ginecologica completa di controllo ecografico ed eventualmente qualche esame del
sangue possono essere sufficienti per fare una diagnosi ed impostare una terapia.
Vi sono poi delle irregolarità mestruali che non hanno una causa fisiologica o anatomica vera e
propria ma possono essere legate all’assunzione di alcuni tipi di farmaci (antiemetici, chemioterapici, antipertensivi, antidepressivi, la stessa pillola anticoncezionale) oppure a delle
importanti aumenti o riduzioni del peso corporeo o, ancora, ad un’ intensa attività fisica che riduce eccessivamente la massa grassa.

Infine segnaliamo una causa importante: lo stress prolungato, una situazione che causa una
produzione di alcuni ormoni che alterano i bioritmi del corpo.
In questi ultimi l’unico modo per è cambiare le proprie abitudini di vita!

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Vaccino covid-19 in gravidanza https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/17/vaccino-covid-19-in-gravidanza/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/17/vaccino-covid-19-in-gravidanza/#respond Sun, 17 Jan 2021 13:53:44 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1631 La campagna vaccinale per il Covid-19 è ormai iniziata ma le donne in gravidanza hanno ancora forti dubbi sul fatto di sottoporvisi oppure no. Cercheremo di capire cosa dicono in merito le più importanti società scientifiche. I vaccini attualmente approvati in Italia dall’Agenzia Italiana del Farmaco sono due: uno viene raccomandato sopra i 16 anni […]

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La campagna vaccinale per il Covid-19 è ormai iniziata ma le donne in gravidanza hanno ancora forti dubbi sul fatto di sottoporvisi oppure no.
Cercheremo di capire cosa dicono in merito le più importanti società scientifiche.
I vaccini attualmente approvati in Italia dall’Agenzia Italiana del Farmaco sono due: uno viene raccomandato sopra i 16 anni in due dosi a distanza di 3 settimane l’una dall’altra, la sua efficacia è del 95% e la copertura si ha dopo una settimana dalla seconda dose; l’altro viene raccomandato sopra i 18 anni in due dosi a distanza di 4 settimane l’una dall’altra, la sua efficacia è leggermente più alta del 95% e la copertura si ha dopo due settimane dalla seconda dose.

Entrambi i vaccini contengono un mRNA che non penetra nel nucleo delle cellule (per cui non ne modifica il DNA) ma viene letto così da permettere la produzione di una proteina che viene riconosciuta dell’organismo come estranea stimolando una risposta del sistema immunitario, che sarà in grado di riconoscere ed eliminare il virus in caso di infezione.

L’m-RNA una volta letto viene degradato dalle cellule stesse.
Il vaccino ha pochi effetti collaterali (dolore nel sito di inoculazione, stanchezza, mal di testa e, a volte, febbre) e non ci sono controindicazioni per la somministrazione in fasce di popolazione più deboli come anziani ed immunodepressi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha dato controindicazioni all’utilizzo del vaccino covid-19 in gravidanza ma non lo ha neppure raccomandato. Tutte le società scientifiche più importanti (OMS, La Food and Draug Administration, il Centers for Desease Control and Prevention, l’America College of Obstetricians and Gynecologist, l’AOGOI, l’Istituto superiore di Sanità, l’AIFA, etc ) sono concordi nello stabilire che la vaccinazione è indicata nelle donne in gravidanza che sono ad alto rischio di contagio ( tasso di diffusione della comunità in cui vive e tipologia di lavoro) e/o che presentano delle patologie (asma, obesità, diabete, ipertensione) per cui le complicanze dell’infezione da Covid-19 sarebbero più pericolose per la donna ed il bambino del vaccino.

Il tasso di rischio va valutato con i medici di riferimento per ogni paziente. Al momento non
abbiamo studi su donne in gravidanza ma solamente su cavie animali, sulle quali il vaccino risulta innocuo. Qualora si resti incinta durante il programma vaccinale non è comunque consigliata l’interruzione di gravidanza ma si consiglia di posporre la seconda dose vaccinale. In allattamento non vi sono controindicazioni visto la tipologia del vaccino ma, anche in questo caso, non vi è una raccomandazione specifica.

Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) – Istituto Superiore di Sanità

 

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Gravidanza e malattie reumatiche https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/03/posso-affrontare-e-malattie-reumatiche/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/01/03/posso-affrontare-e-malattie-reumatiche/#respond Sun, 03 Jan 2021 11:04:03 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1625 Posso affrontare una gravidanza se ho una malattia reumatica? L’attuale risposta è si ma con un pizzico di attenzione. Le malattie reumatiche colpiscono giovani donne in età riproduttiva alterandone in maniera più o meno importante la qualità della vita. Le principali patologie reumatiche sono: Lupus Eritematoso Sistemico: si tratta di una patologia che può colpire […]

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Posso affrontare una gravidanza se ho una malattia reumatica?

L’attuale risposta è si ma con un pizzico di attenzione.
Le malattie reumatiche colpiscono giovani donne in età riproduttiva alterandone in maniera più o meno importante la qualità della vita.

Le principali patologie reumatiche sono:

  • Lupus Eritematoso Sistemico: si tratta di una patologia che può colpire diversi organi/apparati
    (articolazioni, pelle, cuore, reni, sangue) in numero ed intensità variabile.
  • Sclerodermia: colpisce la cute, l’ esofago, cuore, polmoni e reni (anche qui come per il Lupus lemanifestazioni sono variabili per numero di localizzazioni ed intensità).
  • Sindrome di Sjogren: presenta secchezza delle mucose (occhi, bocca, vagina); problematiche
    cutanee, cardiache, articolari, problemi gastrointestinali.
  • Artite Reumatoide: si manifesta con dolore a diverse articolazioni contemporaneamente, febbre, astenia.
  • Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi: spesso asintomatica presenta un aumento di alcuni
    anticorpi nel sangue. La manifestazione clinica è rappresentata da delle trombosi.
  • Psoriasi: manifestazioni cutanee.

Fino a non molti anni fa le donne con patologie reumatiche venivano invitate a non affrontare
delle gravidanze per il rischio di riacutizzazione della sintomatologia o per eventuali complicanze ostetriche.

Queste paure sono spesso ancora presenti nelle pazienti in aggiunta alla paura che le terapie
possano creare problemi nel neonato o che loro stesse non riescano a prendersene cura a causa
della malattia.

Allo stato attuale abbiamo una strategia che permette di poter ridurre i rischi che consiste nel
pianificare una gravidanza insieme alle figure mediche di riferimento (reumatologo e ginecologo) in un momento di remissione della malattia.

Alla luce di ciò è importante sottolineare che le donne con patologie reumatiche:
Hanno una fertilità normale (solo in alcuni casi ridotta da delle terapie specifiche). Possono utilizzare anticoncezionali (dispositivi intrauterini senza problemi, per gli estro-progestinici va valutato il rischio individuale).

Possono essere sottoposte a tecniche di fecondazione assistita (anche qui dopo la valutazione del rischio individuale).
Una volta insorta la gravidanza è importante che non si riattivi la patologia per cui la
somministrazione di una terapia è fondamentale.

In gravidanza possono essere somministrati una serie di farmaci: aspirinetta, eparina a basso peso
molecolare, cortisonici, azatioprina, colchicina, ciclosporina A, etc ( da sottolineare che alcune
terapie non vengono consigliate in gravidanza per l’ assenza di evidenze, non perché vi siano certi effetti collaterali per cui è sempre buona norma farla gestire da uno specialista esperto).
Una corretta stratificazione del rischio ostetrico può permettere di impostare una terapia
adeguata.

Una malattia reumatiche non rappresenta un’indicazione al taglio cesareo per cui va valutata
individualmente la modalità del parto e l’ eventuale utilizzo di una partoanalgesia.

Nella fase del postpartum può capitare che la malattia si riattivi per cui è fondamentale mantenere un filo diretto con il reumatologo, per valutare il tipo di terapia da adottare in questa fase, e con il ginecologo, per impostare una strategia contraccettiva.

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Monitoraggio Follicolare https://www.mariapiadinicola.it/2020/11/29/monitoraggio-follicolare/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/11/29/monitoraggio-follicolare/#respond Sun, 29 Nov 2020 11:32:57 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1600 Il monitoraggio follicolare è un’esame cui una donna viene sottoposta dal ginecologo nel caso in cui abbia difficoltà a restare incinta. Lo scopo è individuare il follicolo dominante. Ma cos’è il follicolo dominante? Ogni mese il corpo di una donna seleziona un follicolo su una delle due ovaie, quel follicolo, dominante rispetto agli altri, si […]

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Il monitoraggio follicolare è un’esame cui una donna viene sottoposta dal
ginecologo nel caso in cui abbia difficoltà a restare incinta. Lo scopo è individuare il follicolo dominante.

Ma cos’è il follicolo dominante?

Ogni mese il corpo di una donna seleziona un follicolo su una delle due ovaie, quel
follicolo, dominante rispetto agli altri, si aprirà durante l’ovulazione e rilascerà un
cellula, l’ovocita, che nelle tube verrà fecondata da uno spermatozoo.

Come si individua il follicolo dominante?

All’inizio del ciclo mestruale vengono reclutati un gruppo di follicoli tra i quali si
trova quello che diventerà dominante: il monitoraggio follicolare è un esame in cui
la donna viene sottoposta ad una serie di ecografie a giorni alterni, a volte quotidianamente, per individuare in maniera precisa il follicolo dominante e quindi il giorno in cui presumibilmente avverrà l’ovulazione.
Nel corso delle ecografie vengono misurate le dimensioni del follicolo finché non
raggiunge le dimensioni di circa 20 mm, che sono quelle a cui mediamente si apre.
Le ecografie vengono effettuate con una sonda transvaginale ed iniziate in
sesta/settima giornata contando dal primo giorno di mestruazione fino a quando
non avviene l’ovulazione.

 

Qual è lo scopo del monitoraggio follicolare?

Lo scopo del monitoraggio è arrivare ad avere rapporti sessuali mirati in modo da
aumentare le probabilità di una gravidanza, oppure, qualora si stia seguendo un
percorso di fecondazione assistita, selezionare i giorni in cui effettuare le varie
procedure FIVET-ICSI. In quest’ultimo caso il monitoraggio viene associato a dosaggi
ormonali di estradiolo, progesterone ed LH per valutare i corretti dosaggi dei
farmaci.

Quanto dura il monitoraggio follicolare?

L’esame in se ha la durata di una normale ecografia, mediamente ne sono
necessarie 3-4, eccetto nei casi di ovaio policistico in cui i tempi dell’ovulazione
possono essere più lunghi e quindi possono essere necessarie più ecografie.
C’è bisogno di una stimolazione ormonale per sottoporsi ad un monitoraggio follicolare?
Il primo monitoraggio sarebbe corretto effettuarlo senza stimolazioni per verificare
se la donna ovula spontaneamente.

 

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Cause di poliabortività https://www.mariapiadinicola.it/2020/09/26/poliabortivita/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/09/26/poliabortivita/#respond Sat, 26 Sep 2020 14:04:42 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1578 L’aborto spontaneo viene definito come l’interruzione della gravidanza prima delle 24 settimane di gestazione e parliamo di poliabortività quando si verificano 3 o più aborti spontanei nel primo trimestre o 2 o più aborti nel secondo trimestre. L’aborto è la complicanza più frequente della gravidanza, riguarda infatti l’8-15% di tutte quelle diagnosticate e l’80% si […]

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L’aborto spontaneo viene definito come l’interruzione della gravidanza prima delle 24 settimane di gestazione e parliamo di poliabortività quando si verificano 3 o più aborti spontanei nel primo trimestre o 2 o più aborti nel secondo trimestre.
L’aborto è la complicanza più frequente della gravidanza, riguarda infatti l’8-15% di tutte quelle diagnosticate e l’80% si verifica entro le 12 settimane.
Le cause della poliabortività sono ancora poco chiare, si tratta di una problematica multifattoriale ma nel 50 % dei casi resta ancora misconosciuta.
La letteratura ha comunque individuato una serie di stati patologici che possono predisporre la donna ad un aumentato rischio di aborto.

1. AUMENTATA RESISTENZA ALL’INSULINA: si tratta di una condizione spesso misconosciuta e subclinca in cui i tessuti periferici non riconoscono la molecola dell’insulina e ne richiedono un’ulteriore produzione nonostante ne sia presente una quantità già alta. Questa condizione può comportare un aumentata produzione di androgeni da parte dell’ovaio e di omocisteina, una molecola che può alterare le pareti dei vasi dell’endometrio creando problematiche circolatorie nell’impianto dell’ embrione.

2. DIABETE: il diabete può diventare un problema se il livelli della glicemia non sono ben controllati poiché si instaura una condizione di iperinsulinemia. Qualora la glicemia è ben controllata il rischio è ridottissimo.

3. SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO: in questa patologia possiamo avere un iperinsulimia con resistenza periferica alla stessa e questo può comportare, per i motivi spiegati sopra, un aumento del rischio di aborto.

4. OBESITÀ: viene considerato un fattore di rischio poiché, anche in questo caso, possiamo avere un aumento della resistenza all’insulina ed un aumento degli androgeni la cui aumentata concetrazione può alterare la preparazione dell’endometrio e renderlo meno adatto all’annidamento dell’embrione o al suo sviluppo.

5. DEFICIT DI PROGESTERONE NELLA FASE POST OVULATORIA: Il progesterone è un ormone fondamentale per la stimolazione dell’endometrio e l’attecchimento dell’ embrione. In alcune condizioni come la sindrome dell’ovaio policicstico, nell’iperprolattinemia o altre condizioni che aumentano l’LH, il progesterone può non essere prodotto a sufficienza.

6. IPOTIROIDISMO: Una ridotta funzionalità della tiroide è associata ad aborti ricorrenti, come anche si pensa che anticorpi antitiroide circolanti possano favorire l’aborto anche se l’esatto meccanismo non è conosciuto, si pensa possa dipendere da un’attivazione eccessiva del sistema immunitario.

7. FUMO DI SIGARETTA: Il fumo riduce i livelli di progesterone facilitando l’aborto.

8. ETA’ MATERNA.

9. ANOMALIE CROMOSOMICHE: Le anomalie cromosomiche sono associate alla maggior parte degli aborti spontanei e sono il 5% delle cause predisponenti.

10. SETTI UTERINI: Le anomali di forma dell’utero possono predisporre ad un maggior rischio di aborto. In particolare i setti uterini, avendo una minore vascolarizzazione, possono causare più facilmente aborti ricorrenti quando gli embrioni si impiantano sullo stesso a causa di una placentazione alterata.

11. TROMBOFILIE: Le trombofilie sono una vasta famiglia di patologie in cui alcuni fattori implicati nella coagulazione sono alterati e favoriscono la chiusura di piccoli vasi della placenta impedendo al sangue di passare per nutrire l’embrione. Le più frequenti sono quelle del fattore II, fattore V, fattore VIII, antitrombina III, anticorpi antifosfolipidi, Lac.

12. CELIACHIA: La celiachia aumenta il rischio di aborti ricorrenti. Il perché succeda ciò non è stato ancora nemmeno chiarito ma si è visto che il rischio si riduce se si elimina il glutine dalla dieta.

Riferimenti:
www.istat.it.
www.rcog.org.
www.pubmed.it.
www.fondazioneserono.it.

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Il 30-50% delle donne nel corso della propria vita presenta disturbi sessuali ma nonostante ciò la sessualità femminile non è stata sufficientemente indagata per molto tempo e, quando è questo è stato fatto, è stata sovrapposta a quella maschile senza considerare le peculiarità della donna.
Nel 2019 è stato pubblicato il DSM-V nel quale le disfunzioni sessuali femminili sono state riclassificate, rielaborando le suddivisioni degli anni precedenti ( II Consensus Development Conference 2005; DSM-IV del 2000; ICD-10 del 1992).

In ognuna di queste classificazioni l’elemento importante è stato dare importanza al distress che il singolo sintomo o la singola disfunzione potesse portare alla donna, che è diventato un elemento diagnostico fondamentale.
La risposta sessuale delle donne va inoltre considerata nel tempo; le variazioni ormonali ed i nuovi equilibri di vita che una donna affronta nel corso della propria vita come le irregolarità del ciclo mestruale, la menopausa, le gravidanze, l’allattamento possono alterarne la sessualità.
In alcuni casi anche altri aspetti del quotidiano della donna possono diventare “elementi di disturbo” della sessualità: il rapporto di coppia, gli equilibri famigliari, le problematiche lavorative o sociali, alterazioni del tono dell’umore.
Tutte queste componenti hanno portato a considerare che per il trattamento delle disfunzioni sessuali femminili l’ approccio bio-psico-sociale sia quello più completo ed efficace.
Le disfunzioni sessuali femminili sono suddivise in:

  • Disturbo del desiderio
  • Disturbo dell’eccitazione
  • Disturbo dell’orgasmo
  • Dolore durante il rapporto sessuale

Le cause che possono portare all’insorgenza di una di queste patologie sono riconducibili ad aspetti diversi sia di ordine fisico (alterazioni ormonali, lesioni neurologiche, alterazioni anatomiche e funzionali dei genitali, terapie croniche con alcuni tipi di farmaci) che di ordine psicologico.
Le due componenti nel tempo si intersecano influenzandosi a vicenda per cui un sintomo causato da un problema antomo-fisiologico può condizionare anche l’aspetto psicologico come anche una problematica psicologica (depressione, ansia ) può influenzare il corretto funzionamento del corpo.

Le esperienze vissute dalla donna hanno molta importanza poiché possono influenzare lo sviluppo di una corretta sessualità: le prime esperienze sessuali, il rapporto con i genitori, il suo grado di autostima, l’educazione sessuale ricevuta, le preoccupazioni famigliari o lavorative, i problemi economici.
La sessualità è un’esperienza complessa e le difficoltà che la riguardano hanno bisogno di un’accurata diagnosi per poter essere trattate.

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Rimanere incinta: i giorni “buoni” per restare incinta https://www.mariapiadinicola.it/2020/08/06/rimanere-incinta/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/08/06/rimanere-incinta/#respond Thu, 06 Aug 2020 14:49:17 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1457 Una domanda che mi viene posta spesso è quali sono i giorni “buoni” per rimanere incinta, quelli cioè in cui verosimilmente si verificherà l’ovulazione. Qualche ragazza alla ricerca di una gravidanza lo chiede per poter concentrare i rapporti in quei giorni, qualcun altra per evitarli. In un ciclo regolare di 28 giorni l’ovulazione mediamente si […]

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Una domanda che mi viene posta spesso è quali sono i giorni “buoni” per rimanere incinta, quelli cioè in cui verosimilmente si verificherà l’ovulazione.

Qualche ragazza alla ricerca di una gravidanza lo chiede per poter concentrare i rapporti in quei giorni, qualcun altra per evitarli.test gravidanza

In un ciclo regolare di 28 giorni l’ovulazione mediamente si verifica al 14 giorno ma non potendo sapere in ogni singola persona il momento preciso, in linea teorica, ipotizziamo che possa avvenire tra l’ 11 ed il 16 giorno (il primo giorno di mestruazione è considerato giorno 1). 

Una volta avvenuta l’ovulazione l’ovocita che è la cellula espulsa dal follicolo può restare vitale per 24 ore mentre gli spermatozoi che hanno raggiunto la cervice 48-72 ore.

Le caratteristiche del muco che viene prodotto durante l’ovulazione possono aiutare ad orientarsi (aumenta di quantità e diventa filante e trasparente), come anche la temperatura basale del corpo che durante e dopo l’ovulazione tende ad aumentare. 

Tutti questi elementi possono essere considerati un’integrazione che aiuta nel calcolo dei giorni fertili. 

Non sempre però è cosi facile: molte donne hanno un ciclo irregolare e quindi calcolare l’ovulazione diventa più complicato, per questo motivo, qualora si voglia evitare una gravidanza è consigliabile un metodo contraccettivo.

Quando  invece si cerca di restare incinta ed il ciclo non è regolare conviene consultare uno specialista per confrontarsi sulle caratteristiche del proprio ciclo. Utilizzando dei monitoraggi ecografici o degli stick che dosano i livelli ormonali sulle urine è possibile valutarlo individualmente e con un maggior tasso di affidabilità. 

Vorrei ricordare che le informazioni contenute in questo articolo non sostituiscono una visita, il parere o le prescrizioni del medico.

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Coronavirus in gravidanza, cosa succede in caso di infezione? https://www.mariapiadinicola.it/2020/03/31/coronavirus-in-gravidanza/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/03/31/coronavirus-in-gravidanza/#respond Tue, 31 Mar 2020 19:23:27 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1395 Coronavirus in gravidanza, cosa succede in caso di infezione? Attualmente i dati in possesso del mondo scientifico sembrano confermare che il passaggio dalla madre al feto sia molto poco probabile visto che in uno studio condotto in Cina il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico, nel cordone ombelicale, nelle secrezioni vaginali e nel […]

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Coronavirus in gravidanza, cosa succede in caso di infezione?

Attualmente i dati in possesso del mondo scientifico sembrano confermare che il passaggio dalla madre al feto sia molto poco probabile visto che in uno studio condotto in Cina il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico, nel cordone ombelicale, nelle secrezioni vaginali e nel latte materno di donne con l’infezione. Possiamo far riferimento al caso della moglie del paziente uno di Codogno, come anche a molti altri casi che si sono succeduti in cui le madri, seppure positive a Coronavirus, hanno partorito bambini che non presentavano l’infezione.

Le donne incinta quindi non sembrano essere più a rischio di contrarre l’infezione da Coronavirus rispetto alla popolazione normale né sviluppano una sintomatologia più accentuata. Non bisogna dimenticare che sono più suscettibili, proprio per lo stato di gravidanza, alle influenze in generale ed è per questo che sono state inserite tra le categorie che devono mantenere maggiormente l’isolamento sociale.coronavirus in gravidanza

Il Ministero della Salute invitava ogni donna in gravidanza a vaccinarsi contro l’influenza negli ultimi due anni per questo motivo. Secondo le linee guida della Royal College i controlli essenziali della gravidanza non devono essere rimandati ed i test di diagnosi prenatale possono essere eseguiti. La villocentesi e l’amniocentesi possono essere effettuati ma se si hanno sintomi influenzali debbono essere rimandati finché la sintomatologia non passa.

Al momento è raccomandato il taglio cesareo nelle donne positive al COVID-19 ma in donne che hanno partorito spontaneamente non c’è stata trasmissione. Il parto in acqua al momento è sconsigliato a causa della sospetta trasmissione orofecale. Una maggior tranquillità per le donne in gravidanza può arrivare anche dal dato dal fatto che sembrano ammalarsi più difficilmente.

Il Centro di Controllo delle malattie infettive Cinesi del 17 Febbraio su 72,314 pazienti ha confermato che il tasso di mortalità è maggiore nelle persone con più di 50 anni e che gli uomini (4,7 %) vengono colpiti maggiormente rispetto alle donne (2,8%).
Le persone con patologie preesistenti di natura cardiovascolare, respiratoria, metabolica, neoplastica hanno un maggior tasso di mortalità rispetto a che è in salute.

Perché le donne sono più protette dall’infezione?

Gli steroidi sessuali e tutte le attività Xlinked, cioè collegate ai geni situati sul cromosoma X, regolano ampiamente la risposta immunitaria.

I livelli di interferone beta, in uno studio condotto in laboratorio, sembrerebbero restare più alti nei topi maschi infetti facendo permanere la risposta infiammatoria polmonare attiva. Gli estrogeni, in questi casi, riducendo l’attività delle cellule infiammatorie proteggerebbero gli individui infetti dagli esiti gravi dell’infezione. Nei topi somministrando estrogeni si riduceva il tasso di complicazioni.

Nonostante le donne sembrerebbero essere protette in gravidanza è necessario fare attenzione e rispettare le restrizioni del decreto soprattutto per le persone che presentano patologie associate alla gravidanza stessa.

 

 

RCOG Coronavirus (COVID-19) infection and pregnancy – guidance for healthcare professionals: Version 5 – 28 March 2020 and Occupational health advice for employers and pregnant women during the COVID-19 pandemic – 26 March 2020

The Epidemiological Characteristics of an Outbreak of 2019 Novel Coronavirus Diseases (COVID-19) – China CCDC, February 17 2020 Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) – World Health Organization, Feb. 28, 2020

Lancet Respir Med 2020 March 11, 2020 https://doi.org/10.1016/ PII

Sex-based differences in susceptibility to SARS-CoV infection Rudragouda Channappanavar1, Craig Fett1, Matthias Mack2, Patrick P Ten Eyck3, David K Meyerholz4, and Stanley Perlman1 1Department of Microbiology, University of Iowa, Iowa City, IA 52242 2Department of Internal Medicine, University Hospital Regensburg, Regensburg 93042, Germany 3Institute for Clinical and Translational Science, University of Iowa, Iowa City, IA 52242 4Department of Pathology, University of Iowa, Iowa City, IA 52242

COVID-19: What implications for sexual and reproductive health and rights globally? Julia Hussein. Sexual and Reproductive Health Matters 2020

Clinical features and sexual transmission potential of SARS-CoV-2 infected female patients: a descriptive study in Wuhan, China Pengfei Cui*, Zhe Chen*, Tian Wang*, Jun Dai*, Jinjin Zhang, Ting Ding, Jingjing Jiang, Jia Liu, Cong Zhang, Wanying Shan, Sheng Wang, Yuegua, Rong, Jiang Chang, Xiaoping Miao, Xiangyi Ma + , Shixuan Wan

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