Menopausa Archivi - Mariapia Di Nicola Ginecologo L'Aquila https://www.mariapiadinicola.it/category/news-eventi/menopausa/ Gravidanza - Menopausa - Pap Test - Contraccezione Fri, 30 Jan 2026 11:48:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 Guida agli Screening Femminili: Calendario e Controlli Essenziali per Ogni Età https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/28/guida-agli-screening-femminili-calendario-e-controlli-essenziali-per-ogni-eta/ https://www.mariapiadinicola.it/2026/01/28/guida-agli-screening-femminili-calendario-e-controlli-essenziali-per-ogni-eta/#respond Wed, 28 Jan 2026 21:35:23 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2264 Prendersi cura della propria salute non significa solo curarsi quando si sta male, ma giocare d’anticipo. Per la donna, la prevenzione si articola in una serie di appuntamenti ciclici che variano a seconda dell’età e della storia clinica. Ecco una guida pratica agli screening essenziali, con le tempistiche e le modalità previste dai protocolli sanitari […]

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Prendersi cura della propria salute non significa solo curarsi quando si sta male, ma giocare d’anticipo. Per la donna, la prevenzione si articola in una serie di appuntamenti ciclici che variano a seconda dell’età e della storia clinica.
Ecco una guida pratica agli screening essenziali, con le tempistiche e le modalità previste dai protocolli sanitari standard.

1. Prevenzione del Tumore del Collo dell’Utero

Questo è uno degli screening più efficaci perché permette di individuare lesioni pre-cancerose anni prima che diventino pericolose. Pap-test (dai 25 ai 30 anni): Si esegue ogni 3 anni. Consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero per analizzarle al microscopio. HPV DNA Test (dai 30-35 ai 64 anni): È diventato il test di riferimento per questa fascia d’età. Si esegue ogni 5 anni. Cerca direttamente la presenza del DNA del Papilloma Virus umano.

2. Prevenzione del Tumore al Seno

La diagnosi precoce è fondamentale: individuare un nodulo quando è ancora molto piccolo aumenta drasticamente le probabilità di guarigione completa. Ecografia Mammaria (dai 25v-40 anni): Consigliata una volta all’anno, specialmente per le donne giovani con tessuto mammario denso. Mammografia (dai 50 ai 69-74 anni): È lo screening senologico per eccellenza offerto dal Sistema Sanitario Nazionale. Si esegue ogni 2 anni.
Nota: Se hai familiarità per tumore al seno, il medico potrebbe consigliarti di iniziare la mammografia già a 40 anni.

3. Prevenzione del Tumore al Colon-Retto

Sebbene spesso associato agli uomini, questo tumore colpisce moltissimo anche le donne, soprattutto dopo la menopausa. Ricerca del Sangue Occulto nelle Feci (SOF): Si esegue ogni 2 anni nella fascia d’età tra i 50 e i 69-74 anni. Come funziona: Si raccoglie un piccolo campione di feci a casa tramite un kit apposito. Se il test è positivo (presenza di tracce di sangue non visibili a occhio nudo), viene generalmente prescritta una colonscopia di approfondimento.

4. Salute Ossea e Cardiovascolare

Con l’arrivo della menopausa, il calo degli estrogeni espone la donna a nuovi rischi. MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata): Valuta la densità delle ossa per prevenire l’osteoporosi. Solitamente si esegue dopo l’inizio della menopausa o in presenza di fattori di rischio, con cadenza decisa dal medico (spesso ogni 2-3 anni).
Controllo del Profilo Lipidico e Glicemico: Esami del sangue per monitorare colesterolo e zuccheri, da intensificare dopo i 50 anni per prevenire rischi cardiaci.

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Nuova terapia non ormonale per le vampate di calore https://www.mariapiadinicola.it/2024/09/23/nuova-terapia-non-ormonale-per-le-vampate-di-calore/ https://www.mariapiadinicola.it/2024/09/23/nuova-terapia-non-ormonale-per-le-vampate-di-calore/#respond Mon, 23 Sep 2024 09:53:47 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2210 Una parte consistente di donne in menopausa di età compresa tra i 40 ed i 64 anni manifesta importanti sintomi vasomotori, più comunemente conosciuti come vampate di calore. La terapia, al momento, più efficace per controllare questi sintomi è la terapia ormonale sostitutiva (HRT), la quale però ha una serie di limiti nell’applicazione legata alle […]

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Una parte consistente di donne in menopausa di età compresa tra i 40 ed i 64 anni manifesta importanti sintomi vasomotori, più comunemente conosciuti come vampate di calore. La terapia, al momento, più efficace per controllare questi sintomi è la terapia ormonale sostitutiva (HRT), la quale però ha una serie di limiti nell’applicazione legata alle eventuali controindicazioni: pazienti con rischi trombotici, pazienti con tumori, fumatrici.

In alternativa all’HRT abbiamo alcune terapie non ormonali che utilizzano farmaci neurolettici come gli inibitori del reuptake della serotonina (SSRIs) e della noradrenalina (SNRI) oppure il gabapentin, i quali possono però dare spiacevoli effetti collaterali che riducono la compliance delle pazienti: sonnolenza, riduzione della concentrazione, secchezza delle fauci, nausea, riduzione del desiderio sessuale.

Alcune donne scelgono di ricorrere a terapie cognitivo-comportamentali, all’ipnosi a fitoterapici o alla terapia tradizionale cinese ma da qualche mese abbiamo nuovo farmaco con un meccanismo d’azione non ormonale è stato approvato dall’AIFA per il trattamento delle vampate di calore e delle sudorazioni notturne.

Il principio attivo del farmaco è il fezolinetant, un antagonista selettivo del recettore della neurochinina 3 (NK3). Durante la menopausa, la diminuzione degli estrogeni provoca uno squilibrio nella regolazione della temperatura corporea. Questo farmaco agisce direttamente su tali meccanismi, bloccando i recettori NK3 e riducendo l’attività dei neuroni responsabili della percezione del calore e della vasodilatazione, contribuendo a moderare i sintomi come le vampate di calore.

Secondo studi clinici, fezolinetant ha mostrato un’efficacia significativa nella riduzione della frequenza e della gravità dei VMS nelle donne post-menopausali. Nello studio “MOONLIGHT I” condotto in Asia, le donne trattate con fezolinetant hanno riportato una riduzione significativa della frequenza delle vampate di calore rispetto al gruppo placebo. Il farmaco viene somministrato per via orale una volta al giorno indipendentemente dai pasti. Le pazienti hanno riferito una diminuzione significativa della frequenza e dell’intensità delle vampate di calore già nelle prime 4 settimane.

Non tutte le donne in menopausa sono candidate per l’assunzione del fezolinetant. Il farmaco non è indicato in caso di gravidanza o allattamento, e non dovrebbe essere utilizzato in presenza di determinate condizioni mediche, come malattie epatiche gravi. È fondamentale discutere la propria storia medica con il ginecologo prima di iniziare il trattamento.

Il Fezolinetant offre comunque una valida opzione per le donne in menopausa che soffrono di sintomi vasomotori moderati o gravi, soprattutto per coloro che preferiscono un’alternativa non ormonale alle terapie tradizionali.

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Trattamento laser per la rigenerazione dei tessuti vaginali in menopausa https://www.mariapiadinicola.it/2024/02/22/trattamento-laser-per-la-rigenerazione-dei-tessuti-vaginali-in-menopausa/ https://www.mariapiadinicola.it/2024/02/22/trattamento-laser-per-la-rigenerazione-dei-tessuti-vaginali-in-menopausa/#respond Thu, 22 Feb 2024 16:34:18 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2203 Il laser vaginale è un trattamento che viene utilizzato per la gestione di una seri di disturbi ginecologici e urologici: l’atrofia vaginale (secchezza vaginale) è una delle indicazioni principali; in questo casa non si tratta di un trattamento estetico ma funzionale, una terapia vera e propria per migliorare il trofismo dei tessuti vulvo-vaginali ed alleviare i sintomi […]

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Il laser vaginale è un trattamento che viene utilizzato per la gestione di una seri di disturbi ginecologici e urologici: l’atrofia vaginale (secchezza vaginale) è una delle indicazioni principali; in questo casa non si tratta di un trattamento estetico ma funzionale, una terapia vera e propria per migliorare il trofismo dei tessuti vulvo-vaginali ed alleviare i sintomi di secchezza e dolore sia spontaneo che durante i rapporti sessuali. Il laser agisce modificando la struttura stessa delle mucose favorendo la rigenerazione ed il rimodellamento del collagene sostituendo quello anelastico e disidratato a causa della carenza di estrogeni con delle fibre nuove. La procedura consiste in tre applicazioni effettuate a distanza di 30-40 giorni l’una dall’altra durante le quali attraverso l’utilizzo di un manipolo endovaginale ed uno vulvare di applica un’energia termica sulle mucose; la riparazione del tessuto è il meccanismo alla base del quale si ottiene la rigenerazione. Ogni seduta dura mediamente 15 minuti

Il laser può essere utilizzato anche nelle donne che provengono da percorsi oncologici e non richiede la somministrazione di ormoni.

L’Atrofia vaginale ha un ampio ventaglio di sintomi con cui si esprime: prurito, bruciore, spotting, secchezza, dispareunia (dolore durante i rapporti), urgenza mizionale, cistiti ricorrenti, bruciore alla minzione, mancanza di lubrificazione e calo del desiderio per cui è fondamentale un corretto inquadramento diagnostico per poter valutare la terapia più efficace.

I vantaggi del laser sono che non richiede un’anestesia e che può essere utilizzato anche nei casi in cui non si possa o non si voglia sottoporsi ad una terapia di tipo ormonale.

In base ad i dati di una review del 2022 di Caserta D. et Al. (Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2022 Oct;277:84-89. doi: 10.1016/j.ejogrb.2022.08.012. Epub 2022 Aug 24) il laser risulta un metodo efficace e sicuro nel trattamento delle pazienti oncologiche con ottimi risultati sulla sessualità.

Lo stesso laser frazionato a Co2 da ottimi risultati sul trattamento della sindrome genitourinaria in menopausa come conferma la metanalisi del 2022 di Salvatore S. et Al. che raccoglie lavori per un totale di 1152 pazienti trattati (J Sex Med. 2022 Mar;19(3):452- 470. doi: 10.1016/j.jsxm.2021.12.010. Epub 2022 Jan 29.PMID: 35101378).

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Il Laser come terapia del Lichen vulvare https://www.mariapiadinicola.it/2023/09/25/il-laser-come-terapia-del-lichen-vulvare/ https://www.mariapiadinicola.it/2023/09/25/il-laser-come-terapia-del-lichen-vulvare/#respond Mon, 25 Sep 2023 20:56:24 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2198 Le lesioni non neoplastiche della vulva raccolgono da una serie di patologie benigne della vulva che causano un’alterazione del pigmento della stessa, evolvendo progressivamente sul lungo periodo. Tra queste abbiamo il lichen simplex cronico ed il lichen scleroso con un’incidenza dell’ 1,8% soprattutto ne periodo menopausale. Le principali manifestazioni cliniche sono il prurito ed il […]

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Le lesioni non neoplastiche della vulva raccolgono da una serie di patologie benigne della vulva che causano un’alterazione del pigmento della stessa, evolvendo progressivamente sul lungo periodo. Tra queste abbiamo il lichen simplex cronico ed il lichen scleroso con un’incidenza dell’ 1,8% soprattutto ne periodo menopausale. Le principali manifestazioni cliniche sono il prurito ed il bruciore, sintomi che permangono in maniera cronica e causano una riduzione della qualità di vita importante; spesso è reso difficoltoso anche il sonno a causa dell’intensità del prurito/bruciore.

La principale linea terapeutica è a base di corticosteroidi applicati localmente per 3-4 mesi in modo da controllare i sintomi e ridurre la lesione; una volta accaduto ciò il dosaggio dei farmaci viene ridotto e modulato in funzione di ogni singolo paziente per evitare la riacutizzazione del sintomo. A volte succede però che, sul lungo periodo, questo tipo di terapie presentino effetti collaterali che impediscono alla paziente di trarre beneficio dalla terapia stessa: atrofia, infezioni secondarie, teleangectasie, iperpigmentazione. Questo ha portato a pensare soluzioni alternative, una di queste è il Laser frazionato CO2 la cui efficacia è stata comparata con quella dei cortisonici in uno studio pubblicato nel 2023 su Annals of Translational Medicine di Dongmei Wei et Al. in cui la terapia con cortisonici viene confrontata con quella con il laser frazionato CO2.

Nello studio sono state arruolate 160 donne (80 con lichen scleroso ed 80 con lichen simplex) dopo che avessero superato dei criteri di esclusione in modo che il risultato dello studio non fosse inficiato da altri fattori. Metà delle pazienti fu trattato cin progesterone/cortisone e l’altra metà con il laser: a 3-6 mesi i risultati erano sovrapponibili con un’importante riduzione dei sintomi in entrambi i gruppi.

L’effetto termico del laser rilascia nel tessuto il TGF e l’HSP70 due fattori che migliorano la l’ossigenazione e l’apporto nutritivo nel tessuto in cui sono presenti le lesioni, favorendone la rigenerazione.

In conclusione il laser può essere considerato un valido strumento per il trattamento del Lichen.

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Cos’è la prevenzione? https://www.mariapiadinicola.it/2023/07/11/cose-la-prevenzione/ https://www.mariapiadinicola.it/2023/07/11/cose-la-prevenzione/#respond Tue, 11 Jul 2023 06:24:36 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=2193 La prevenzione è un complesso sistema di interventi organizzati per ridurre l’incidenza di una serie di patologie ed esistono vari livelli di prevenzione: PRIMARIA In questo caso lo scopo è eliminare tutti i fattori predisponenti ad una certa malattia: vaccinazioni contro le principali malattie infettive Cura dell’ambiente per eliminare agenti cancerogeni come nel caso dell’amianto […]

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La prevenzione è un complesso sistema di interventi organizzati per ridurre l’incidenza di una serie di patologie ed esistono vari livelli di prevenzione:

PRIMARIA

  • In questo caso lo scopo è eliminare tutti i fattori predisponenti ad una certa malattia:
    vaccinazioni contro le principali malattie infettive
  • Cura dell’ambiente per eliminare agenti cancerogeni come nel caso dell’amianto
  • Educazione sicurezza stradale per ridurre il numero di incidenti oppure l’educazione
    sessuale nelle scuole per ridurre il numero di malattie sessualmente trasmesse e le
    gravidanze indesiderate
  • Individuare ed intervenire sulle abitudini di vita errate, come il fumo, l’alcol e l’obesità.

SECONDARIA

A questo livello sono organizzati tutti i programmi nazionali di screening con lo scopo di individuare precocemente le persone alcune malattie, onde evitarne la progressione e dare al paziente la possibilità di essere curato.

  • Screening della mammella – età compresa tra i 50 e i 69 anni (in alcune regioni il range è 45-69), lo screening si esegue con una mammografia ogni 2 anni.
  • Screening della cervice – età compresa tra i 25 e i 64 anni (prima dei 30 anni si effettua un pap-test ogni 3 anni; dopo i 30 anni si effettua un HPV test ogni 5 anni). Consente di identificare le lesioni tumorali molto precocemente e, nel momento in cui vengono identificate, l’intervallo nei controlli si accorcia e viene integrato con altri esami.
  • Screening del colon – età compresa tra i 50 ed i 69 anni puoi fare lo screening per la prevenzione del tumore al colon-retto: si effettua un test della ricerca di sangue occulto nelle feci.
  • Screening per la prevenzione delle malattie cardiovascolari
  • Screening diabete

TERZIARIA

Ha lo scopo di prevenire il peggioramento e le complicanze di malattie già instaurate come nel caso del diabete, per esempio.

Nel caso specifico della ginecologia sono importanti anche altre forma di prevenzione di cui si parla di meno: prevenzione delle problematiche che causano infertilità attraverso una diagnosi precoce di alcuni tipi di malattie come l’endometriosi; prevenzione di prolassi ed incontinenze attraverso un percorso specifico di riabilitazione nel post-partuum ed in menopausa; prevenzione di osteoporosi, problemi cardiocircolatori e dell’atrofia vulvovaginale attraverso controlli periodici e terapie mirate.

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Prevenzione in menopausa https://www.mariapiadinicola.it/2022/07/28/prevenzione-in-menopausa/ https://www.mariapiadinicola.it/2022/07/28/prevenzione-in-menopausa/#respond Thu, 28 Jul 2022 09:22:05 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1993 “la menopausa è una fase fisiologica della vita” Quante volte abbiamo letto o sentito esprimere questo concetto? Ormai ogni articolo riguardante la menopausa inizia in questo modo e ci spiega di quanto si è allungata la vita media di una donna (nella prima metà del 1900 si raggiungevano mediamente 56 anni, oggi 85) però un […]

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“la menopausa è una fase fisiologica della vita”

Quante volte abbiamo letto o sentito esprimere questo concetto? Ormai ogni articolo riguardante la menopausa inizia in questo modo e ci spiega di quanto si è allungata la vita media di una donna (nella prima metà del 1900 si raggiungevano mediamente 56 anni, oggi 85) però un concetto diventato banale è assolutamente realistico. Le cinquantenni di oggi sono donne spesso impegnate a livello lavorativo, con figli ancora piccoli cui badare ed una vita sociale che vogliono mantenere, sono delle donne multitasking.

In Italia la maggior parte delle donne entra in menopausa tra i 48 ed i 52 anni ma cosa succede quando i livelli ormonali di estrogeni iniziano a scendere? Possono iniziare a manifestarsi irregolarità nelle mestruazioni: possono trascorrere anche 60 gg tra due cicli, può verificarsi uno spotting tra un ciclo e l’altro, i cicli possono diventare frequenti ed e/o emorragici), aumento di peso, riduzione della fertilità.

Qui illustriamo delle condizioni fisiologiche ma vi sono alcuni fattori che possono anticipare l’età della menopausa: il fumo, interventi di isterectomia e/o annessiectomia, condizioni sociali e/o personali di stress psico-fisico.

Quali sintomi si presentano in menopausa?

  • Vampate di calore: la carenza di estrogeni comporta una variazione dei neurotrasmettitori che regolano i livelli della temperatura corporea provocando una dilatazione dei vasi periferici per “smaltire” il calore in eccesso nel corpo. Il motivo per cui sia presente questo sintomo non è chiaro ma alcune condizioni come l’eccesso di peso, situazioni stressanti, ambienti caldi, un’alimentazione troppo ricca di carboidrati.
  • Disturbi del sonno legati anch’essi ad una riduzione dei livelli ormonali sommati a modificazioni nell’ambiente social e famigliare cui la donna deve adattarsi. La “perdita della fertilità” è spesso associata all’invecchiamento e alla perdita della femminilità questa fase di passaggio rappresenta un momento di adattamento difficoltoso a livello psicologico.
  • Dolori articolari sono sempre dovuti alla carenza ormonale che comporta una ridotta formazione di tessuto osseo “nuovo” oltre ad una disidratazione delle cartilagini del corpo, la quale a sua volta porta ad una ridotta lubrificazione delle articolazioni stesse.
  • Secchezza vaginale: Il sintomo che si manifesta più in ritardo è la secchezza di  cute mucose, sempre causata da una diminuzione degli estrogeni che portano ad una riduzione dell’elasticità e ad un assottigliamento dei tessuti. Le modificazioni ormonali possono alterare anche il PH vaginale favorendo l’instaurarsi di infezioni ricorrenti causando quell’insieme di sintomi raccolti nella cosiddetta sindrome genito-urinaria.

Una soluzione possibile per ridurre tutti questi sintomi è una  terapia ormonale sostitutiva, accuratamente personalizzata per migliorare la quotidianità delle donne ma la tecnologia ci ha permesso di avere anche una serie di nuove terapie fisiche LASER TERAPIA RIGENERATIVA (MONNALISA TOUCH), OSSIGENOTERAPIA (CARESS-FLOW), INFILTRAZIONI DI ACIDO IALURONICO che accuratamente applicate in percorsi individuali permettono di migliorare molto la qualità della vita.

 

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Irregolarità mestruali e vaccino covid-19 https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/26/irregolarita-mestruali-vaccino-covid-19/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/08/26/irregolarita-mestruali-vaccino-covid-19/#respond Thu, 26 Aug 2021 16:00:02 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1881 Negli ultimi mesi sono molteplici le persone che si sono rivolte agli specialisti ginecologici per delle irregolarità mestruali segnalate dopo la vaccinazione per il Covid-19. Alcune donne hanno riferito delle emorragie mestruali, altre degli spotting (sanguinamenti tra una mestruazione e l’altra), altre delle amenorree, altre ancora un sanguinamento uterino nonostante fossero in menopausa da anni. […]

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Negli ultimi mesi sono molteplici le persone che si sono rivolte agli specialisti ginecologici per delle irregolarità mestruali segnalate dopo la vaccinazione per il Covid-19.

Alcune donne hanno riferito delle emorragie mestruali, altre degli spotting (sanguinamenti tra una mestruazione e l’altra), altre delle amenorree, altre ancora un sanguinamento uterino nonostante fossero in menopausa da anni.

L’associazione tra la vaccinazione e le irregolarità mestruali è stata spontanea ma, al momento, non scientificamente dimostrata.

Alcuni ricercatori statunitensi stanno provando a definire un rapporto di causa effetto tra i due eventi ma le variabili che influenzano il ciclo possono essere così numerose e soggettive che può essere complesso impostare un lavoro scientifico che possa considerarle tutte.

Un tentativo lo hanno fatto Taha Takmaz et Al. (2021 Japan Society of Obstetrics and Gynecology) studiando gli effetti del vaccino sulla mestruazione su 952 donne hanno concluso che le irregolarità mestruali probabilmente possono essere legate all’ansia, lo stress ed i sintomi depressivi legati alla vaccinazione covid più che al vaccino stesso.
In una condizione di stress importante i livelli di cortisolo si modificano e questo potrebbe portare ad irregolarità nel ciclo visto l’influenza che questo ormone ha sui rapporti FSH/LH e sull’ovulazione.

Un secondo aspetto importante da considerare sono i livelli ormonali individuali, poiché le donne che producono una maggiore quantità di estrogeni o che presentano una maggiore instabilità ormonale potrebbero sicuramente avere maggior probabilità di presentare delle irregolarità della mestruazione.

Il Royal College il 28 Maggio 2021 ha pubblicato un documento in cui si sottolineava come eventi negativi nel corso della vita di una donna possono alterare le mestruazioni fino a creare dei veri e propri periodi di amenorrea. Tutto ciò che è riconducibile a due anni di pandemia (perdita di persone care, perdita del lavoro, isolamento, paura per il futuro, etc.) potrebbe essere inserito in questa affermazione.

Qualunque alterazione si presenti solitamente si risolve nel giorno di uno-due mesi e questo convaliderebbe l’ipotesi che sia qualcosa di assolutamente casuale stress correlato visto che è ormai chiaro che il vaccino non causa alterazioni della fertilità o riduzione della possibilità di restare incinta (ACOG UP-DATE 30-07-2021).

Non dobbiamo dimenticare che le patologie preesistenti al covid permangono per cui quando le irregolarità si prolungano nel tempo oppure i sanguinamenti sono eccessivi è meglio consultare lo specialista per verificarne la causa.

Ad oggi non abbiamo dati ma sia l’American College che il Royal college of Obstetricians and Gynecologyst hanno invitato i ricercatori ad affrontare anche questo aspetto.
A prescindere da ciò al momento l’irregolarità che potrebbe presentarsi su qualche ciclo mestruale non può essere considerato un aspetto che possa dissuaderci dalla vaccinazione. (RCOG 28-05-2021).

Concludendo, al momento, non esistono prove documentate che la vaccinazione per il Covid causi alterazioni mestruali ma sono necessari più studi per definirlo.

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La prevenzione in età adulta https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/03/la-prevenzione-in-eta-adulta/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/06/03/la-prevenzione-in-eta-adulta/#respond Thu, 03 Jun 2021 11:23:26 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1815 Una definizione precisa di età adulta è difficile, idealmente potremmo inserirla semplicemente tra l’adolescenza e la menopausa. In questa fase le donne cercano di costruire il proprio futuro, privato e lavorativo. Quale forma di prevenzione può riguardare donne giovani ed al massimo delle loro energie? Il primo aspetto da considerare è quello riproduttivo: dopo i […]

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Una definizione precisa di età adulta è difficile, idealmente potremmo inserirla semplicemente tra l’adolescenza e la menopausa.

In questa fase le donne cercano di costruire il proprio futuro, privato e lavorativo.
Quale forma di prevenzione può riguardare donne giovani ed al massimo delle loro energie?
Il primo aspetto da considerare è quello riproduttivo: dopo i 35 anni di età la capacità riproduttiva di una donna scende gradualmente, per questo motivo è importante eliminare tutti quei fattori che possono ridurla più velocemente: infezioni, il fumo di sigaretta, variazioni di peso importanti, l’obesità, lo stress, l’inquinamento, un’alimentazione non corretta, abitudini sociali come quella di procrastinare una gravidanza.

Alcuni dei fattori elencati purtroppo non sono modificabili così facilmente ma su altri possiamo lavorare per eliminarli.
Un altro aspetto sul quale si può effettuare prevenzione è quello oncologico. Lo screening per la prevenzione del tumore della cervice inizia a 25 anni ed una corretta adesione permette di ridurre drasticamente l’incidenza di questo genere di tumori. Prima dei 30 anni viene effettuato un pap-test ogni 3 anni, dopo i 30 anni un hpvtest ogni 5 anni (se siete curiose di sapere quale differenza esiste tra i due test leggete HPVTEST o PAP-TEST?).

Anche in questa fascia di età è importante la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse ed una corretta gestione della contraccezione.

Un altro importante controllo cui sottoporsi è la visita senologica, in modo da individuare precocemente patologie che possono interferire con l’allattamento oppure lesioni che possono evolvere in forme tumorali.

Infine una tappa fondamentale è la prevenzione che viene affrontata in corso di gravidanza per evitare che la stessa si complichi con patologie di diverso genere. Ogni mese vengono proposti alle gestanti, esami del sangue, delle urine, test di diagnosi prenatale, ecografie, ecc., il tutto perché la gravidanza si concluda con gli esiti migliori.

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Ti capita di avere delle irregolarità mestruali? https://www.mariapiadinicola.it/2021/04/30/ti-capita-di-avere-delle-irregolarita-mestruali/ https://www.mariapiadinicola.it/2021/04/30/ti-capita-di-avere-delle-irregolarita-mestruali/#respond Fri, 30 Apr 2021 16:02:11 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1789 Quando il ciclo viene definito regolare? Un ciclo mestruale mediamente dura 28 giorni (il ciclo lunare appunto), tra l’undicesimo ed il sedicesimo giorno si dovrebbe verificare l’ovulazione. Le perdite di sangue mestruale  dovrebbero durare mediamente tra i 3 ed i 5/6 giorni (35-80 mL di sangue). N.B. Il conteggio dei giorni inizia sempre dal primo […]

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Quando il ciclo viene definito regolare?

Un ciclo mestruale mediamente dura 28 giorni (il ciclo lunare appunto), tra l’undicesimo ed il sedicesimo giorno si dovrebbe verificare l’ovulazione. Le perdite di sangue mestruale  dovrebbero durare mediamente tra i 3 ed i 5/6 giorni (35-80 mL di sangue).
N.B. Il conteggio dei giorni inizia sempre dal primo giorno di mestruazioni.

Ovviamente non in tutte le donne il ciclo ormonale è così preciso e matematico poiché la prima
metà del ciclo (quella prima dell’ovulazione) può essere variabile, per cui abbiamo donne che l’hanno corta e donne che l’hanno più lunga.
Un ciclo viene considerato normale e regolare se dura tra i 22 ed i 36 giorni, qualora si verifichino due cicli a meno di 21 giorni oppure a più di 36 giorni in maniera ripetuta bisogna capire perché ciò succede.

Quando c’è un sanguinamento tra due cicli o dopo un rapporto sessuale, oppure in menopausa è
bene sempre verificare che non vi siano patologie per cui sono necessarie delle terapie.

Le cause più frequenti di irregolarità mestruali possono essere:

Squilibri ormonali, formazioni polipoidi dell’endometrio, fibromi/miomi uterini, alterazioni della coagulazione, infezioni della cervice, gravidanza, sindrome dell’ovaio policistico, patologie del metabolismo oppure tumori degli organi genitali.

Nel periodo dell’adolescenza e della premenopausa l’instabilità della produzione ormonale può avere come effetto sull’endometrio dei sanguinamenti anomali o delle irregolarità nelle
mestruazioni.

Una visita ginecologica completa di controllo ecografico ed eventualmente qualche esame del
sangue possono essere sufficienti per fare una diagnosi ed impostare una terapia.
Vi sono poi delle irregolarità mestruali che non hanno una causa fisiologica o anatomica vera e
propria ma possono essere legate all’assunzione di alcuni tipi di farmaci (antiemetici, chemioterapici, antipertensivi, antidepressivi, la stessa pillola anticoncezionale) oppure a delle
importanti aumenti o riduzioni del peso corporeo o, ancora, ad un’ intensa attività fisica che riduce eccessivamente la massa grassa.

Infine segnaliamo una causa importante: lo stress prolungato, una situazione che causa una
produzione di alcuni ormoni che alterano i bioritmi del corpo.
In questi ultimi l’unico modo per è cambiare le proprie abitudini di vita!

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Cosa sono le disfunzioni sessuali Femminili? https://www.mariapiadinicola.it/2020/09/25/cosa-sono-le-disfunzioni-sessuali-femminili/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/09/25/cosa-sono-le-disfunzioni-sessuali-femminili/#respond Fri, 25 Sep 2020 18:02:33 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1573 Il 30-50% delle donne nel corso della propria vita presenta disturbi sessuali ma nonostante ciò la sessualità femminile non è stata sufficientemente indagata per molto tempo e, quando è questo è stato fatto, è stata sovrapposta a quella maschile senza considerare le peculiarità della donna. Nel 2019 è stato pubblicato il DSM-V nel quale le […]

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Il 30-50% delle donne nel corso della propria vita presenta disturbi sessuali ma nonostante ciò la sessualità femminile non è stata sufficientemente indagata per molto tempo e, quando è questo è stato fatto, è stata sovrapposta a quella maschile senza considerare le peculiarità della donna.
Nel 2019 è stato pubblicato il DSM-V nel quale le disfunzioni sessuali femminili sono state riclassificate, rielaborando le suddivisioni degli anni precedenti ( II Consensus Development Conference 2005; DSM-IV del 2000; ICD-10 del 1992).

In ognuna di queste classificazioni l’elemento importante è stato dare importanza al distress che il singolo sintomo o la singola disfunzione potesse portare alla donna, che è diventato un elemento diagnostico fondamentale.
La risposta sessuale delle donne va inoltre considerata nel tempo; le variazioni ormonali ed i nuovi equilibri di vita che una donna affronta nel corso della propria vita come le irregolarità del ciclo mestruale, la menopausa, le gravidanze, l’allattamento possono alterarne la sessualità.
In alcuni casi anche altri aspetti del quotidiano della donna possono diventare “elementi di disturbo” della sessualità: il rapporto di coppia, gli equilibri famigliari, le problematiche lavorative o sociali, alterazioni del tono dell’umore.
Tutte queste componenti hanno portato a considerare che per il trattamento delle disfunzioni sessuali femminili l’ approccio bio-psico-sociale sia quello più completo ed efficace.
Le disfunzioni sessuali femminili sono suddivise in:

  • Disturbo del desiderio
  • Disturbo dell’eccitazione
  • Disturbo dell’orgasmo
  • Dolore durante il rapporto sessuale

Le cause che possono portare all’insorgenza di una di queste patologie sono riconducibili ad aspetti diversi sia di ordine fisico (alterazioni ormonali, lesioni neurologiche, alterazioni anatomiche e funzionali dei genitali, terapie croniche con alcuni tipi di farmaci) che di ordine psicologico.
Le due componenti nel tempo si intersecano influenzandosi a vicenda per cui un sintomo causato da un problema antomo-fisiologico può condizionare anche l’aspetto psicologico come anche una problematica psicologica (depressione, ansia ) può influenzare il corretto funzionamento del corpo.

Le esperienze vissute dalla donna hanno molta importanza poiché possono influenzare lo sviluppo di una corretta sessualità: le prime esperienze sessuali, il rapporto con i genitori, il suo grado di autostima, l’educazione sessuale ricevuta, le preoccupazioni famigliari o lavorative, i problemi economici.
La sessualità è un’esperienza complessa e le difficoltà che la riguardano hanno bisogno di un’accurata diagnosi per poter essere trattate.

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Terapia laser per la secchezza vaginale https://www.mariapiadinicola.it/2020/04/16/terapia-laser-per-la-secchezza-vaginale/ https://www.mariapiadinicola.it/2020/04/16/terapia-laser-per-la-secchezza-vaginale/#respond Thu, 16 Apr 2020 10:13:21 +0000 https://www.mariapiadinicola.it/?p=1416 Il laser frazionato a CO2 è una tipologia di laser che agisce riducendo la sintomatologia dovuta all‘atrofia vaginale post-menopausale e non. Numerosi sono stati gli studi che hanno confermato l’efficacia di questa terapia non farmacologica e non chirurgica ( Salvatore et Al, 2015 lo ha applicato su 77 donne in postmenopausa; Siliquini et Al, 2017 […]

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Il laser frazionato a CO2 è una tipologia di laser che agisce riducendo la sintomatologia dovuta all‘atrofia vaginale post-menopausale e non. Numerosi sono stati gli studi che hanno confermato l’efficacia di questa terapia non farmacologica e non chirurgica ( Salvatore et Al, 2015 lo ha applicato su 77 donne in postmenopausa; Siliquini et Al, 2017 lo ha utilizzato in 87 donne; Perino et Al, 2015 su 48 donne).

La diminuzione dei livelli estrogenici comporta un’assottigliamento della mucosa vaginale, una riduzione del flusso sanguigno all’interno della stessa, una riduzione delle secrezioni vaginali e di conseguenza un’alterazione del microambiente vaginale con riduzione dei lattobacilli ed aumento del pH.
In sintesi la mucosa è più sottile, debole e predisposta alle infezioni. Salvatore et Al nel 2015 hanno dimostrato istologicamente tutto questo.
Utilizzando studi prospettici ed osservazionali sono stati individuate modificazioni istologiche dei tessuti trattati con il laser consistenti in un aumento dello spessore della mucosa e nella formazione di nuove papille. Lo scopo principale del laser a CO2 è stato ripristinare i tessuti premenopusali, quello che per anni è stato chiamato ringiovanimento vaginale ma che non ha nulla a che fare con l’estetica; si tratta piuttosto di un recupero della funzionalità di alcuni tessuti.

Come funziona?

L’energia termica emessa dal laser permette di riattivare in profondità i fibroblasti, cioè quelle cellule che producono il collagene, un tessuto del nostro corpo che con il tempo perde forza ed elasticità. La riattivazione di queste cellule permette la produzione di un collagene nuovo, più elastico ed in grado di catturare una maggiore quantità d’acqua, questo comporta una riduzione di una serie di sintomi: bruciore, secchezza, dolore durante i rapporti sessuali, dolore durante la minzione.

L’efficacia della metodica è così valida che alcuni autori, come Cruz VL et Al nel 2018, hanno comparato l’utilizzo del laser da solo con l’utilizzo di estrogeni locali e hanno potuto confermare che il risultato sui sintomi è sovrapponibile. La North American Menoapuse Society nelle sue ultime raccomandazioni ha ha inserito il laser sulla prima linea di trattamento dell’atrofia vulvo-vaginale tra i trattamenti non ormonali. In sintesi il laser può essere un’ottima soluzione non ormonale al problema della secchezza vaginale.

 

 

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A quale età andiamo in menopausa? https://www.mariapiadinicola.it/2017/09/13/quale-eta-menopausa/ https://www.mariapiadinicola.it/2017/09/13/quale-eta-menopausa/#respond Wed, 13 Sep 2017 14:15:46 +0000 http://www.mariapiadinicola.it/?p=498 Qual è l’età media della Menopausa? L’età in cui si verifica la fine del ciclo mestruale, nelle donne è compresa tra i 45 e i 55 anni, tuttavia bisogna precisare che questa varia da soggetto a soggetto ed è influenzata da diversi fattori tra i quali l’ereditarietà, infatti per una previsione piuttosto attendibile, si può […]

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Qual è l’età media della Menopausa?

L’età in cui si verifica la fine del ciclo mestruale, nelle donne è compresa tra i 45 e i 55 anni, tuttavia bisogna precisare che questa varia da soggetto a soggetto ed è influenzata da diversi fattori tra i quali l’ereditarietà, infatti per una previsione piuttosto attendibile, si può fare riferimento all’età in cui sono entrate in menopausa la madre o le sorelle maggiori. L’esordio della menopausa è influenzato inoltre da fattori individuali, genetici, razziali, nutrizionali, dallo stile di vita personale.

Che cos’è la Menopausa?

Il termine menopausa deriva dal greco “men”, ovvero “mese”, e “pausis”, cioè “fine” ed indica la fine del ciclo mestruale di una donna. In realtà la menopausa rappresenta una delle tappe di un periodo più lungo chiamato  climaterio che inizia alcuni anni prima e si conclude alcuni anni dopo la menopausa e sancisce la fine della fertilità della donna. Al momento della nascita, un individuo di sesso femminile presenta un determinato corredo di ovuli che rimangono quiescenti fino alla pubertà, momento in cui, intorno ai 15 anni di età, compare la prima mestruazione, chiamata menarca. Da questo momento in poi la donna inizia il suo periodo di fertilità, ogni mese attinge al  corredo di ovuli fino ad esaurimento, cioè fino alla menopausa. E’ da screditare la correlazione tra l’età della comparsa del menarca e quella della menopausa, per cui non è detto che una ragazza con un menarca precoce debba aspettarsi una menopausa anticipata.

L’età media della menopausa si può collocare intorno ai 52\53 anni, il periodo che la precede, la premenopausa, caratterizzato da irregolarità mestruali e lievi disturbi causati dalle prime disfunzioni endocrine, è cronologicamente meno definito, infatti in alcune donne si presenta anche 5\6 anni prima della menopausa mentre in altre coincide quasi con la fine del ciclo mestruale.

Menopausa precoce e menopausa tardiva. 

Si parla di menopausa precoce quando insorge prima dei 40 anni di età, essa comporta disturbi abbastanza accentuati sia dal punto di vista fisico che psicologico. Può essere causata da fattori genetici ed endocrini, da alcune patologie tumorali, da determinate terapie come la chemio o dall’asportazione delle ovaie per via chirurgica. Quando la menopausa si verifica oltre i 54 anni, si parla di menopausa ritardata, in questo caso i tessuti della donna sono esposti per un periodo maggiore all’azione degli estrogeni, con il rischio di formazione del cancro al seno.

Sintomi della menopausa.
La menopausa è una condizione fisiologica che ognuno vive in modo soggettivo, tuttavia vi sono dei disturbi comuni a tutte le donne, che possono essere v
issuti con più o meno intensità in base alle caratteristiche individuali. I più comuni disturbi neurovegetativi sono le famose “vampate“che perdurano per almeno i successivi due anni e spesso compaiono a partire dalla premenopausa.
Altri sintomi comuni sono: tachicardia, sudorazione notturna, vertigini, senso di debolezza.

La mancanza di estrogeni può provocare disturbi psicologici come irritabilità, insonnia, modificazioni dell’umore, calo del desiderio sessuale ed è responsabile anche dell’assottigliamento della mucosa vaginale, della secchezza vaginale che rendono il rapporto doloroso. La mucosa dell’uretra e della vescica sono maggiormente soggette a indebolimento, aumentando il rischio di cistiti e possibile incontinenza urinaria.

Come affrontare la menopausa con serenità?

Dal momento che l’età media della menopausa è di 51 anni e che l’aspettativa di vita di una donna è in media di ol
tre 80 anni, se ne deduce che una donna trascorre in menopausa una buona percentuale
della propria vita

Visto che la menopausa non è una malattia ma un normale processo fisiologico, non rimane che conoscere le sue conseguenze, le modificazioni fisiologiche e fisiche che comporta e vivere questa fase con serenità. Dal punto di vista medico si consigliano degli esami del sangue per controllare il livello ormonale dell’estradiolo e delle gonadotropine, nonché la misurazione della pressione arteriosa perché si può verificare uno stato diipertensione.

Importante sottoporsi regolarmente alle visite ginecologiche ed effettuare il pap test: l’ecografia transvaginale consente il controllo dell’ apparato genitale interno. Altri esami molto importanti durante la menopausa sono la mammografia e la MOC, per evidenziare un’eventuale predisposizione all’osteoporosi.

Uno stile di vita sano, con un’alimentazione variegata e ricca di frutta e verdura, accompagnata da una regolareattività fisica, contribuiscono a mantenersi in forma, contrastando la tendenza all’accumulo di grasso addominale.

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